Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2133 codice civile: Attestato di tirocinio

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Alla cessazione del tirocinio, l’apprendista, per il quale non è obbligatorio il libretto di lavoro, ha diritto di ottenere un attestato del tirocinio compiuto (1).

Commento

Tirocinio: [v. 2130]; Apprendistato: [v. 2130].

Libretto di lavoro: documento in cui sono annotati i dati personali, il curriculum e le specializzazioni professionali.

 

(1) La norma costituiva applicazione del principio generale in materia di lavoro nell’impresa, in base al quale, all’atto di cessazione del contratto, se non è obbligatorio il libretto di lavoro, l’imprenditore deve rilasciare un certificato con l’indicazione della durata del rapporto di lavoro e delle mansioni esercitate dal prestatore durante il suo svolgimento (certificato di lavoro). Il libretto di lavoro, formalmente soppresso dal d.lgs. 19-12-2002, n. 297, è destinato però ad essere sostituito dalle schede professionali (v. sub art. 2124).

Giurisprudenza annotata

Previdenza ed assistenza

Ai fini dei contributi agricoli obbligatori in genere, l'avicoltura non può essere inquadrata fra le attività agricole fondamentali, od "ex se", previste dall'art. 2133 c.c., ed in particolare nell'allevamento del bestiame, ma rientra, invece, ai sensi dell'art. 206 d.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124, fra le attività connesse quando sia con la coltivazione del fondo in rapporto di strumentalità e di complementarietà funzionale e, non assuma, quindi, una propria autonomia ed individualità nei confronti del ciclo produttivo agricolo, senza che diversamente possa ritenersi, in base alla normativa comunitaria, atteso che - come già ritenuto dalla Corte di giustizia delle comunità europee con decisione del 23 febbraio 1978 - non è possibile ricavare dal diritto comunitario una nozione uniforme di azienda agricola, universalmente valida per l'intero settore delle disposizioni legislative e regolamentari concernenti la produzione agricola. Di conseguenza la l. 3 maggio 1971 n. 419, che regola specificamente, come indicato dalla stessa intestazione, l'applicazione dei regolamenti comunitari n. 1619 del 1968 e n. 65 del 1969, contenenti norme sulla commercializzazione delle uova, e la definizione dell'imprenditore avicolo desumibile da detta legge non può avere alcuna influenza oltre i confini degli scopi ed effetti, che le sono propri.

Cassazione civile sez. lav.  28 marzo 1986 n. 2220  



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