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Art. 2134 codice civile: Norme applicabili al tirocinio

Al tirocinio si applicano le disposizioni della sezione precedente, in quanto siano compatibili con la specialità del rapporto e non siano derogate da disposizioni delle leggi speciali o da norme corporative.

CAPO II
Dell’impresa agricola

 


Commento

Tirocinio: [v. 2130].


Giurisprudenza annotata

Maltrattamenti

L'art. 572 del vigente codice ha ampliato la categoria delle persone che possono essere vittima di maltrattamenti, aggiungendo nella previsione normativa ogni persona sottoposta all'autorità dell'agente, ovvero al medesimo affidata per ragioni d'istruzione, educazione, ecc. Sussiste il rapporto d'autorità ogni qualvolta una persona dipenda da altra mediante un vincolo di soggezione particolare (ricovero, carcerazione, rapporto di lavoro subordinato, ecc). Invero non v'è dubbio che all'imprenditore o a chi lo rappresenti spetti l'autorità sui propri dipendenti riconosciuta da precise norme di legge (art. 2086, 2106 e 2134 c.c.) il rapporto intersoggettivo che si instaura tra datore di lavoro e lavoratore subordinato, essendo caratterizzato dal potere direttivo e disciplinare che la legge attribuisce al datore nei confronti del lavoratore dipendente, pone quest'ultimo nella condizione, specificamente prevista dalla norma penale testé richiamata di "persona sottoposta alla sua autorità", il che, sussistendo gli altri elementi previsti dalla legge, permette di configurare a carico del datore di lavoro il reato di maltrattamenti in danno del lavoratore dipendente. La fattispecie in esame a differenza del maltrattamento in famiglia non richiede la convivenza ma la semplice sussistenza di un rapporto continuativo. In definitiva, gli atti vessatori, che possono essere costituiti anche da molestie o abusi sessuali, nell'ambiente di lavoro, oltre al cosiddetto fenomeno del mobbing, risarcibile in sede civile, nei casi più gravi, possono configurare anche il delitto di maltrattamenti.

Cassazione penale sez. III  05 giugno 2008 n. 27469

 

Tirocinio

Nel rapporto che si istituisce nei corsi di addestramento o perfezionamento per lavoratori (stages) indetti dalle imprese con autonomia di regolamentazione, organizzazione e funzionamento, l'insegnamento impartito dalle imprese, diretto alla formazione professionale dell'allievo, è l'unico oggetto del contratto, mentre la prestazione di attività fisica ed intellettuale da parte di quest'ultimo, in quanto indispensabile per l'attuazione dello scopo, cui è preordinato il negozio, resta estraneo al sinallagma contrattuale e, quindi, non è assimilabile alla prestazione del lavoratore subordinato, salvo che l'iscrizione al corso non risulti in concreto un espediente per mascherare l'instaurazione tra le parti di un rapporto di lavoro subordinato. A tal fine occorre accertare se vi sia stato l'inserimento dell'allievo nell'organizzazione dell'impresa, se l'allievo sia stato chiamato a fornire prestazioni abitualmente destinate a finalità produttive, se l'allievo abbia dovuto ottemperare a vincoli di orario o a direttive impartite dall'imprenditore e se egli sia stato sottoposto ad un regime disciplinare eccedente il livello necessario per la regolarità del corso .

Cassazione civile sez. lav.  25 gennaio 2006 n. 1380  

 

Nel contratto di apprendistato, il dato essenziale è rappresentato dall'obbligo del datore di lavoro di garantire un effettivo addestramento professionale finalizzato all'acquisizione, da parte del tirocinante, di una qualificazione professionale, sicché il ruolo preminente che la formazione assume rispetto all'attività lavorativa esclude che possa ritenersi conforme a tale speciale figura contrattuale un rapporto avente ad oggetto lo svolgimento di attività assolutamente elementari o routinarie, non integrate da un effettivo apporto didattico e formativo di natura teorica e pratica, con accertamento rimesso al giudice di merito ed incensurabile in cassazione, se congruamente motivato. Rigetta, App. Torino, 14/09/2012

Cassazione civile sez. lav.  30 giugno 2014 n. 14754  

 

In tema di contratto di apprendistato, la presenza di un ulteriore elemento rispetto al normale contratto di lavoro subordinato costituito dallo scopo di consentire al lavoratore di acquisire una qualificazione professionale, utile ad entrambe le parti, non esclude che la trasformazione del rapporto speciale di apprendistato in normale rapporto di lavoro, in ognuna delle ipotesi in cui tale trasformazione è prevista (positivo giudizio di idoneità al termine del tirocinio, mantenimento in servizio del dipendente oltre il periodo massimo di apprendistato, attribuzione, anche implicita, della qualifica nel corso del tirocinio, con riferimento delle corrispondenti mansioni) avvenga quale evoluzione naturale del primo rapporto in conformità della sua funzione, al di fuori di ogni novazione dello stesso, con la conseguenza, espressamente prevista dall'art. 19 l. 19 gennaio 1955, n. 25 ("Disciplina dell'apprendistato") che il periodo di apprendistato è considerato utile ai fini dell'anzianità di servizio del lavoratore.

Cassazione civile sez. lav.  25 agosto 1995 n. 9011  

 

Nel rapporto che si istituisce nei corsi di addestramento o perfezionamento per lavoratori, indetti dalle imprese con autonomia di regolamentazione, organizzazione e funzionamento, l'insegnamento impartito, diretto alla formazione professionale dell'allievo, è l'unico oggetto del contratto, mentre la prestazione di attività fisica ed intellettuale da parte di quest'ultimo, in quanto indispensabile per l'attuazione dello scopo, cui è preordinato il negozio, resta estraneo al sinallagma contrattuale e quindi non è assimilabile alla prestazione del lavoratore subordinato, salvo che l'iscrizione al corso non risulti in concreto un espediente per mascherare la instaurazione tra le parti di un rapporto di lavoro subordinato. (Nella specie, la sentenza impugnata, confermata dalla S.C., ha escluso la sussistenza di tale rapporto rilevando tra l'altro che l'inserimento degli addestrandi, quali motoristi di volo, nell'organizzazione di bordo dell'aeromobile si era realizzato al livello strettamente necessario per il regolare svolgimento del corso di addestramento).

Cassazione civile sez. lav.  01 febbraio 1994 n. 987  

 

L'onere della prova del rapporto di apprendistato - che può trasformarsi in normale rapporto di lavoro anche per l'effettivo conferimento delle mansioni proprie dell'operaio qualificato - grava su chi allega la sussistenza dello speciale rapporto anzidetto e comprende la dimostrazione non solo dell'insegnamento svolto al fine della qualificazione professionale dell'apprendista, ma anche del diritto di quest'ultimo a riceverlo, correlativamente all'obbligo del datore di lavoro di impartirlo o di farlo impartire.

Cassazione civile sez. lav.  06 settembre 1988 n. 5057  



 
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