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Art. 2139 codice civile: Scambio di mano d’opera o di servizi

Tra piccoli imprenditori agricoli è ammesso lo scambio di mano d’opera o di servizi secondo gli usi.


Commento

Imprenditori agricoli: [v. 2136].

 

Si parte dalla considerazione che, aiutandosi reciprocamente, i piccoli imprenditori distribuiscono meglio il lavoro nelle rispettive aziende. L’alternativa sarebbe quella di evitare il ricorso alla mano d’opera estranea e ciò anche a danno della coltura e della produzione.


Giurisprudenza annotata

Scambio di mano d'opera

L'agricoltore il quale svolga attività lavorativa in un fondo altrui in virtù di un rapporto contrattuale di scambio di manodopera ai sensi dell'art. 2139 c.c. (nella specie per la vendemmia), non può essere considerato un lavoratore subordinato, qualora lo scambio di manodopera avvenga senza compenso alcuno ed in maniera episodica.

Tribunale Ascoli Piceno  15 ottobre 2008

 

 

Previdenza ed assistenza

La copertura assicurativa relativa all'infortunio sul lavoro sussiste in favore dell'agricoltore diretto, svolgente la sua attività sul fondo di un altro coltivatore, ove vi sia reciprocanza, ossia relazione di scambio gratuito di mano d'opera delle stessa natura, in quanto la connessione funzionale fra l'opera prestata ed il vantaggio (già conseguito o da conseguire in futuro) derivante dalla controprestazione dovuta in favore del fondo proprio configura il lavoro sul fondo altrui come una mera modalità del proprio lavoro autonomo; ne consegue che, essendo la reciprocanza il presupposto della copertura assicurativa, resta a carico del lavoratore infortunato l'onere della prova della qualità di piccolo imprenditore agricolo del soggetto beneficiario della prestazione e della reciprocità delle attività lavorative.

Cassazione civile sez. lav.  26 febbraio 2008 n. 5055

 

La sussistenza dell'occasione di lavoro, e quindi la sua indennizzabilità, nel caso di infortunio subito dal coltivatore diretto mentre svolge, gratuitamente, attività agricola sul fondo di altro coltivatore, è legata alla esistenza del rapporto di reciprocanza, di cui all'art. 2139 c.c.; la quale richiede che lo scambio di manodopera avvenga tra piccoli imprenditori agricoli e quindi presuppone l'omogeneità delle prestazioni scambiate (nella specie la S.C. ha confermato l'impugnata sentenza che ha negato il rapporto di reciprocanza ad una prestazione connessa all'attività agricola a fronte di una (episodica) prestazione di tipo del tutto diverso, rientrante nell'attività edilizia).

Cassazione civile sez. lav.  07 maggio 1998 n. 4636  

 

Sussiste l'occasione di lavoro, con conseguente diritto all'indennizzo in caso di infortunio, quando un agricoltore diretto svolge la sua attività sul fondo di un altro coltivatore, gratuitamente ma con l'impegno allo scambio, delle prestazioni, secondo l'istituto della reciprocanza, previsto dall'art. 2139 c.c., che - come conseguenza sotto l'aspetto previdenziale e assicurativo - comporta che detta attività deve ritenersi ricollegata al proprio fondo in maniera sostanziale e funzionale seppure in modo indiretto e immediato, sempre che lo scambio di mano d'opera, in quanto tra piccoli imprenditori agricoli, abbia ad oggetto prestazioni agricole reciproche, sicché non è sufficiente che lo scambio avvenga tra una prestazione agricola ed una prestazione di diverso genere (quale nella specie quella edile).

Cassazione civile sez. lav.  07 maggio 1998 n. 4636  

 

L'infortunio occorso al piccolo imprenditore agricolo mentre lavora per cosiddetta "reciprocanza" nel fondo e nell'azienda altrui, in attuazione del rapporto di scambio di mano d'opera o servizi, contemplato dall'art. 2139 c.c., è indennizzabile negli stessi limiti di quello subito dallo stesso soggetto in occasione del lavoro svolto nel fondo o nell'azienda propria, in quanto il suddetto rapporto - nascente da un contratto nominato ed autonomo, a struttura commutativa, il cui coltivatore diretto o il piccolo imprenditore agricolo che svolge lo scambio in favore del fondo altrui conserva di norma la qualità e la qualifica originaria - determina una connessione funzionale fra l'opera prestata ed il vantaggio (già conseguito o da conseguire in futuro) derivante dalla controprestazione dovuta in favore del fondo proprio, onde si risolve in una mera modalità della conduzione di quest'ultimo, coerente con la suddetta qualità cui si correla il rapporto assicurativo antinfortunistico.

Cassazione civile sez. lav.  06 giugno 1990 n. 5394  

 



 
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