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Art. 2141 codice civile: Nozione

Nella mezzadria il concedente ed il mezzadro, in proprio e quale capo di una famiglia colonica, si associano (1) per la coltivazione di un podere e per l’esercizio delle attività connesse al fine di dividerne a metà i prodotti e gli utili. E’ valido tuttavia il patto con il quale taluni prodotti si dividono in proporzioni diverse.


Commento

Mezzadria: contratto agrario basato su un rapporto associativo [v. nota (2)] tra due soggetti: il concedente (di solito proprietario del fondo) e il mezzadro (capo della famiglia colonica).

Concedente: una delle parti del contratto di mezzadria. Di solito si tratta del proprietario del fondo.

Famiglia colonica: complesso dei conviventi stabilmente addetti al lavoro del podere.

Podere: terreno fornito di casa colonica, dotato di quanto necessario per l’esercizio dell’impresa agricola ed esteso in maniera tale da assicurare il mantenimento della famiglia colonica.

 

(1) I contratti associativi sono quelli che presuppongono la gestione in comune di un fondo. In tali contratti, quindi, imprenditori sono entrambe le parti del rapporto di lavoro e non c’è vincolo di subordinazione [v. 2094].


Giurisprudenza annotata

Proprietà

L'inesistenza di una formale definizione legislativa del concetto di podere - la cui nozione viene solo implicitamente presupposta in alcune norme, codicistiche e speciali (art. 2141 c.c.; art. 30 e 31 legge n. 203 del 1982) - comporta che l'appartenenza di una o più particelle catastali ad un podere, se oggetto di controversia tra le parti, deve essere accertata (se del caso, anche tramite consulenza tecnica) avuto riguardo ad elementi di fatto, da accertare anche sulla base di prove testimoniali (ove ritualmente dedotte), non esistendo, all'uopo, prove documentali e pubbliche idonee a certificare tale appartenenza.

Cassazione civile sez. II  10 dicembre 2001 n. 15581  

 

 

Contratti agrari

L'inesistenza di una formale definizione legislativa del concetto di podere - la cui nozione viene solo implicitamente presupposta in alcune norme, codicistiche e speciali (art. 2141 c.c.; art. 30 e 31 legge n. 203 del 1982) - comporta che l'appartenenza di una o più particelle catastali ad un podere, se (come nella specie) oggetto di controversia tra le parti, deve essere accertata (se del caso, anche tramite consulenza tecnica) avuto riguardo ad elementi di fatto, da accertare anche sulla base di prove testimoniali (ove ritualmente dedotte), non esistendo, all'uopo, prove documentali e pubbliche idonee a certificare tale appartenenza.

Cassazione civile sez. II  10 dicembre 2001 n. 15581  

 

L'art. 18 comma 7 l. n. 11 del 1971, prevede che "ai contratti di affitto misto o colonia parziaria o mezzadria si applicano le disposizioni che regolano l'affitto a coltivatore diretto": è evidente, pertanto, che la disposizione non disciplina unicamente i contratti agrari misti o atipici ma anche i contratti agrari tipici quali la colonia parziaria e la mezzadria.

Cassazione civile sez. III  25 marzo 2004 n. 5949  

 

Il diritto di prelazione, previsto dall'art. 8 l. 26 maggio 1965 n. 590, compete anche al coltivatore diretto proprietario di terreni confinanti con fondi offerti in vendita, a condizione, però, che sugli stessi - ai sensi dell'art. 7 comma 2 n. 2 l. 14 agosto 1971 n. 817 - non siano insediati mezzadri, coloni, affittuari, compartecipanti ed enfiteuti coltivatori diretti. Qualora risulti che gli affittuari insediati sul fondo, anziché corrispondere al proprietario il canone in danaro, eseguano dei lavori e cedano parte del raccolto allo stesso, non può invocarsi la nullità del contratto di affitto in forza del quale era avvenuto il loro insediamento sul fondo, poiché la suddetta diversa modalità di adempimento del contratto, lungi dal configurare la trasformazione dell'originario contratto di affitto in mezzadria, è idoneo ad integrare, eventualmente, un inadempimento della parte conduttrice, ovvero un inesatto adempimento, che, in quanto tale, non vale a far ritenere che, al momento della vendita del terreno oggetto del contratto, gli affittuari non fossero "insediati" sul fondo medesimo.

Cassazione civile sez. III  15 gennaio 2007 n. 653  

 

Il mezzadro, seppure può - di fronte all'inattività od al disinteresse della parte concedente, in ordine alla conduzione del fondo - esercitare legittimamente una funzione vicaria nella direzione dell'azienda agraria, deve tuttavia farlo nell'ambito di una corretta gestione, incontrando siffatto suo potere un invalicabile limite nella destinazione del fondo.

Cassazione civile sez. III  16 settembre 1986 n. 5636  

 

Oggetto del contratto di mezzadria è un fondo appoderato, cioè un terreno fornito di casa colonica, dotato di quanto necessario per l'esercizio dell'impresa agricola e con estensione sufficiente ad assicurare il mantenimento della famiglia colonica e ad assorbirne le energie lavorative. Ne consegue che esula dall'ambito della mezzadria, configurando eventualmente una colonia parziaria, il rapporto associativo agrario che prescinda da ogni riferimento alla famiglia colonica ed abbia ad oggetto un appezzamento di terreno insufficiente alle esigenze lavorative della famiglia colonica.

Cassazione civile sez. III  07 ottobre 1985 n. 4844  

 

L'art. 48 della l. 3 maggio 1982 n. 203, innovando il disposto dell'art. 2141 c.c., attribuisce a tutti i componenti la famiglia mezzadrile la titolarità del rapporto colonico, per cui sono da considerarsi nulle le sentenze emesse nei soli confronti dell'ex capo famiglia, essendo necessaria l'evocazione nei giudizi relativi al rapporto di tutti i membri del concorso familiare.

Corte appello L'Aquila  22 marzo 1985



 
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