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Art. 2143 codice civile: Mezzadria a tempo indeterminato

La mezzadria a tempo indeterminato s’intende convenuta per la durata di un anno agrario, salvo diverse disposizioni delle norme corporative, e si rinnova tacitamente di anno in anno, se non è stata comunicata disdetta almeno sei mesi prima della scadenza nei modi fissati dalle norme corporative, dalla convenzione o dagli usi.


Commento

 

Mezzadria: [v. 2141]; Usi: [v. d. gen. 8].

Anno agrario: nel diritto agrario è considerato il periodo, corrente dall’undici novembre al dieci novembre dell’anno successivo, nel quale il legislatore ritiene, secondo un criterio medio, che abbiano inizio e termine le operazioni di gestione di un’azienda agricola.

Disdetta: atto unilaterale [v. 1324] con il quale si impedisce il rinnovo di un contratto di durata; esso ha effetto dal momento in cui giunge all’indirizzo del destinatario (trattasi, pertanto, di un atto recettizio [v. 1334]).


Giurisprudenza annotata

Mezzadria

Il contratto di mezzadria è soggetto alla forma scritta, ai sensi dell'art. 1350 c.c., solo quando sia stata espressamente pattuita una durata ultranovennale, mentre non è richiesta tale forma nel caso di contratto stipulato senza pattuizione della durata, trovando applicazione la disposizione contenuta nell'art. 2143 c.c. che prevede la durata del contratto in un anno agrario e la rinnovazione di anno di anno in difetto di disdetta da darsi almeno sei mesi prima della scadenza, senza obbligo di una particolare forma nella sua stipulazione.

Cassazione civile sez. III  20 luglio 1991 n. 8113  

 

Il contratto di mezzadria è soggetto alla forma scritta (ex art. 1350 n. 9 c.c.) solo quando sia stata espressamente pattuita una durata ultranovennale o a tempo indeterminato, ma non per la diversa ipotesi del contratto "senza espressa pattuizione di durata", nel qual caso trova applicazione l'art. 2143 c.c., che prevede la durata di un anno agrario e la rinnovazione di anno in anno in difetto di disdetta da darsi almeno sei mesi prima della scadenza.

Cassazione civile sez. III  25 novembre 1989 n. 5120  

 

Il contratto di mezzadria è soggetto alla forma scritta solo quando sia stata "espressamente pattuita" una durata ultranovennale o a tempo indeterminato, ma non per la diversa ipotesi di contratto "senza espressa pattuizione della durata", nel qual caso trova applicazione l'art. 2143 c.c., che prevede la durata di un anno agrario e la rinnovazione di anno in anno, in difetto di disdetta almeno sei mesi prima della scadenza.

Cassazione civile sez. III  25 novembre 1989 n. 5120  

 

Il contratto di mezzadria è soggetto alla forma scritta (ex art. 1350 n. 9 c.c.) solo quando sia stata espressamente pattuita una durata ultranovennale o a tempo indeterminato, ma non per la diversa ipotesi del contratto senza espressa pattuizione della durata, nel qual caso trova applicazione l'art. 2143 c.c., che prevede la durata di un anno agrario e la rinnovazione di anno in anno in difetto di disdetta da darsi almeno 6 mesi prima della scadenza.

Cassazione civile sez. III  25 novembre 1989 n. 5120  

 

Il contratto di mezzadria è soggetto alla forma scritta solo quando sia stata espressamente pattuita una durata ultranovennale ovvero sia a tempo indeterminato ma non per la diversa ipotesi del contratto senza espressa pattuizione della durata, per il quale trova applicazione l'art. 2143 c.c. - che prevede la durata di un anno agrario e la rinnovazione di anno in anno in difetto di disdetta almeno sei mesi prima della scadenza - salva l'applicabilità della legislazione vincolistica e, in ultimo, dell'art. 34 della legge n. 203 del 1982.

Cassazione civile sez. III  13 giugno 1985 n. 3555  

 

Ai sensi dell'art. 2143 c.c. la mezzadria della quale le parti non abbiano previsto la durata, si intende convenuta per un anno agrario, e può quindi essere validamente stipulata anche oralmente.

Corte appello Palermo  11 dicembre 1980

 

I contratti a mezzadria e colonia sono nulli per mancanza di forma scritta richiesta "ad substantiam" dall'art. 1350 c.c. quando le parti pattuiscano oralmente il rapporto associativo per un tempo indeterminato ovvero per una durata superiore a nove anni. Invece, se nel contratto manca un'espressa previsione della durata del rapporto, esso resta assoggettato ai termini di scadenza rispettivamente previsti dagli art. 2143 e 2165 c.c., con la conseguenza che la stipulazione orale non è motivo di nullità del contratto per difetto di forma scritta.

Corte appello Palermo  11 dicembre 1980

 



 
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