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Art. 2152 codice civile: Miglioramenti

Il concedente che intende compiere miglioramenti sul podere deve valersi del lavoro dei componenti della famiglia colonica che siano forniti della necessaria capacità lavorativa, e questi sono tenuti a prestarlo verso compenso.

La misura del compenso, se non è stabilita dalle norme corporative, dalla convenzione o dagli usi, è determinata dal giudice, sentite, ove occorra, le associazioni professionali e tenuto conto dell’eventuale incremento di reddito realizzato dal mezzadro.


Commento

Famiglia colonica: [v. 2141]; Usi: [v. d. gen. 8]; Mezzadria: [v. 2141].


Giurisprudenza annotata

Miglioramenti

Per i miglioramenti apportati al terreno concesso in mezzadria negli anni compresi tra il 1951 e il 1964 (prima della entrata in vigore della l. n. 756 del 1964), la disciplina invocabile è quella del codice civile (art. 2152 c.c.) in forza della quale al mezzadro va esclusivamente riconosciuto il salario per maggiore prestazione lavorativa ed il rimborso delle eventuali spese sostenute

Tribunale Ariano Irpino sez. agraria  04 novembre 2008 n. 432  

 

Nel rapporto di mezzadria, il legislatore, pur essendosi limitato a considerare soltanto i miglioramenti disposti dal concedente e compiuti con il lavoro del mezzadro e dei componenti della famiglia colonica, non può, tuttavia, ritenersi che sia inconsistente, in ogni caso, il diritto del mezzadro all'indennizzo per le migliorie che di sua iniziativa ed a proprie spese egli abbia apportato al podere, sempreché detto indennizzo non sia caduto in prescrizione quinquennale.

Corte appello Potenza  19 luglio 2000

 

L'esecuzione di migliorie sul fondo da parte del colono, che costituisce il tratto saliente della colonia ad meliorandum, se effettuata nel corso di un diverso rapporto esistente tra le parti, non è da sola sufficiente a dimostrare l'esistenza di un accordo inteso a dare vita ad un rapporto di colonia miglioritaria in sostituzione di quello in corso, potendo tali migliorie conseguire ad una facoltà o ad un obbligo connessi al rapporto stesso, che - se di colonia parziaria - comporta per il colono, alla fine del rapporto, soltanto un indennizzo per l'aumento di valore arrecato al fondo, nei limiti di quanto eccede il vantaggio da lui ricavato dai miglioramenti medesimi nel corso del rapporto.

Cassazione civile sez. III  08 aprile 1986 n. 2440  

 

La pattuizione di attuare miglioramenti delle colture intercorsa fra le parti di un rapporto di colonia parziaria, contratto a struttura associativa, non di per sè idonea a trasformare, con effetto novativo, tale rapporto in quello di colonia migliorataria, qualora non ne determini anche le necessarie modificazioni strutturali e causali, atteso che nella colonia migliorataria oltre all'obbligo di eseguire migliorie (in relazione alle quali si avrà un compenso a fine rapporto) il colono ha tra l'altro l'onere delle spese di coltivazione e miglioria, al di fuori di ogni partecipazione del concedente all'esercizio dell'impresa agricola e senza alcun conferimento di scorte o capitali da parte sua.

Cassazione civile sez. III  17 gennaio 1983 n. 349  

 

L'esecuzione di migliorie al fondo da parte del colono, che costituisce il tratto saliente della colonia ad meliorandum, se effettuata nel corso di un diverso rapporto esistente tra le parti (nella specie, di colonia parziaria), non è da sola sufficiente a dimostrare l'esistenza di un accordo inteso a dar vita ad un rapporto di colonia migliorataria in sostituzione di quello in corso, potendo tali migliorie conseguire ad una facoltà o ad un obbligo connessi al rapporto in corso, che - se di colonia parziaria - comporta per il colono, alla fine del rapporto, soltanto un indennizzo per l'aumento di valori arrecato al fondo, nei limiti di quanto eccede il vantaggio da lui ricavato dai miglioramenti medesimi nel corso del rapporto.

Cassazione civile sez. III  11 gennaio 1983 n. 182  

 

I miglioramenti eseguiti nel corso del rapporto di mezzadria, in epoca anteriore all'entrata in vigore della l. 15 settembre 1964 n. 756, trovano la loro disciplina nelle norme del c.c., con la conseguenza che, a differenza di quanto si verifica per l'affitto, per il quale la l. n. 11 del 1971 consente all'affittuario di conseguire l'indennità corrispondente all'aumento di valore del fondo sussistente alla fine dell'affitto ancorché i miglioramenti siano stati eseguiti anteriormente all'entrata in vigore della legge, alla cessazione del rapporto il mezzadro ha soltanto diritto al salario per maggiore prestazione lavorativa e al rimborso delle eventuali spese sostenute, ivi comprese quelle per compenso corrisposto ad eventuale manodopera estranea; peraltro il concedente ben può eccepire la decadenza e la prescrizione del mezzadro ai predetti compensi e rimborsi, nel caso in cui quest'ultimo non abbia sollevato tempestivi reclami avverso l'acclaramento annuale dei conti risultanti dal libretto colonico, ai sensi dell'art. 2162 c.c. ed abbia comunque lasciato decorrere il termine della prescrizione quinquennale di cui all'art. 2948 n. 4 c.c.

Tribunale Foggia  01 aprile 1982

 

I miglioramenti apportati dal colono, se aventi carattere di straordinarietà ed esulanti dall'obbligo generico di assicurare la più razionale coltivazione dello stesso, sono indennizzabili, ai sensi dell'art. 2152 c.c., tanto se essi siano stati eseguiti su richiesta del concedente, secondo la previsione di tale norma, quanto se gli stessi siano stati dal colono attuati di sua iniziativa (purché non contro l'espresso divieto del concedente), ed anche nel caso in cui l'esecuzione degli stessi abbia formato oggetto di uno specifico obbligo del colono, salvo che risulti esserne stata pattuita la gratuità.

Cassazione civile sez. lav.  25 novembre 1981 n. 6272  



 
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