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Art. 2158 codice civile: Morte di una delle parti

La mezzadria non si scioglie per la morte del concedente.

In caso di morte del mezzadro la mezzadria si scioglie alla fine dell’anno agrario in corso, salvo che tra gli eredi del mezzadro vi sia persona idonea a sostituirlo ed i componenti della famiglia colonica si accordino nel designarla.

Se la morte del mezzadro è avvenuta negli ultimi quattro mesi dell’anno agrario, i componenti della famiglia colonica possono chiedere che la mezzadria continui sino alla fine dell’anno successivo, purchè assicurino la buona coltivazione del podere. La richiesta deve essere fatta entro due mesi dalla morte del mezzadro, o, se ciò non è possibile, prima dell’inizio del nuovo anno agrario.

In tutti i casi, se il podere non è coltivato con la dovuta diligenza il concedente può fare eseguire a sue spese i lavori necessari, salvo rivalsa mediante prelevamento sui prodotti e sugli utili.


Commento

Concedente: [v. 2141]; Mezzadria: [v. 2141]; Anno agrario: [v. 2143]; Famiglia colonica: [v. 2141]; Podere: [v. 2141]; Diligenza: [v. 1176].


Giurisprudenza annotata

Morte del mezzadro e Successione

Apertasi la successione del mezzadro, in epoca anteriore all'entrata in vigore della legge n. 203 del 1982, trova applicazione l'art. 2158 c.c., con la conseguenza che, mancando tra gli eredi del defunto mezzadro un soggetto idoneo a sostituirlo, il rapporto agrario non poteva più continuare dopo il termine dell'annata agraria 1978-1979.

Cassazione civile sez. III  12 settembre 1995 n. 9620  

 

Con riguardo all'illecito (ora) amministrativo di omessa denuncia, da parte del concedente, del rapporto di piccola colonia instauratosi con un erede del colono defunto, l'avvenuta designazione di tale erede, ad opera degli altri coeredi, come persona idonea a sostituire il defunto nel rapporto di colonia (art. 2158 e 2168 c.c.) può essere desunta dall'obiettiva continuazione del rapporto - con correlativa regolare divisione dei prodotti - fra il concedente e l'erede suindicato.

Cassazione civile sez. lav.  21 novembre 1990 n. 11224  

 

In tema di contratto di mezzadria, la persona designata dai componenti la famiglia colonica a sostituire il mezzadro deceduto (fatto questo che ai sensi dell'art. 2158 c.c. impedisce lo scioglimento del contratto) deve rivestire la qualità di erede del mezzadro stesso, senza che sia sufficiente la sua appartenenza di fatto alla famiglia colonica.

Cassazione civile sez. III  12 dicembre 1989 n. 5556

 

In tema di contratti agrari, ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 49 della legge n. 203 del 1982, applicabile ai giudizi in corso a norma del successivo art. 53, comma 1, in caso di morte del colono o del mezzadro il contratto non si scioglie se tra gli eredi vi sia persona che abbia continuato e continui ad esercitare attività agricola in qualità di coltivatore diretto o di imprenditore a titolo principale, senza la necessità, prevista dagli art. 2158 e 2168 c.c., che la famiglia colonica si sia accordata nel designare l'erede idoneo ed abbia comunicato tale designazione al concedente.

Cassazione civile sez. III  07 aprile 1988 n. 2741  

 

In caso di morte del colono, il rapporto di colonia si scioglie - in maniera automatica - alla fine dell'anno agrario in corso - ovvero alla fine di quello successivo, nell'ipotesi di cui al comma 3 dell'art. 2158 c.c. - qualora, entro lo stesso termine gli eredi non abbiano provveduto a designare persona idonea alla prosecuzione del rapporto, con atto ricettizio diretto al concedente, il quale deve esternare una inequivoca volontà di consentire che il nuovo colono subentri al precedente nella medesima posizione contrattuale, in virtù della persistente unicità del rapporto, non essendo, all'uopo, sufficiente la manifestazione di volontà di assentire che il fondo già coltivato dal colono sia oggetto di conduzione da parte di altra persona immessasi nel possesso dello stesso.

Cassazione civile sez. III  20 gennaio 1986 n. 338  

 

Nella colonia parziaria, la designazione del sostituto del defunto colono prevista dal combinato disposto degli art. 2158, comma 2, e 2168, comma 2, c.c. - per il quale, in caso di morte del colono, il rapporto prosegue ove gli eredi si accordino nel designare una persona idonea a sostituire il defunto - può essere effettuata senza formule sacramentali, nè richiede una forma vincolata, pur se deve manifestarsi in modo univoco e concludente ed essere portato a conoscenza del concedente.

Cassazione civile sez. III  05 luglio 1984 n. 3922  

 

Non costituisce violazione dell'art. 2158 c.c. la decisione che escluda negli eredi del conduttore (mezzadro, colono ecc.), la qualità di componenti della famiglia agraria idonei a sostituire il titolare defunto nella continuazione del rapporto quando a tanto sia pervenuta dopo accurata valutazione di tutti gli elementi probatori esistenti in causa.

Cassazione civile sez. III  01 dicembre 1983 n. 7196  

 

Al fine di evitare, alla morte del mezzadro, l'effetto previsto dalla legge (art. 2158 c.c.) dello scioglimento del rapporto mezzadrile, occorre che vi sia stata una concorde ed univoca designazione dell'erede, idoneo a sostituire nel rapporto il defunto, posta in essere dai componenti la famiglia colonica mediante atto recettizio, diretto al concedente. La valutazione del giudice del merito in ordine all'esistenza o meno di una valida designazione, integrando un accertamento di fatto, è insindacabile in sede di legittimità si congruamente motivata.

Cassazione civile sez. III  18 marzo 1983 n. 1938



 
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