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Art. 2159 codice civile: Scioglimento del contratto

Salve le norme generali sulla risoluzione dei contratti per inadempimento, ciascuna delle parti può chiedere lo scioglimento del contratto quando si verificano fatti tali da non consentire la prosecuzione del rapporto.


Commento

Risoluzione per inadempimento: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XIV].


Giurisprudenza annotata

Affitto

In tema di conversione in affitto dei contratti associativi, a norma dell'art. 26 l. 3 maggio 1982 n. 203, come autenticamente interpretato dall'art. 1 l. 14 febbraio 1990 n. 29, l'istanza di conversione si perfeziona unicamente con decorrenza dalla prima annata agraria successiva alla data della comunicazione stessa (cioè dall'11 novembre successivo) e nel periodo intermedio perdura, ad ogni effetto - e quindi anche ai sensi del combinato disposto di cui agli art. 2159 e 2169 c.c. - il vecchio rapporto associativo.

Cassazione civile sez. III  24 settembre 1996 n. 8440  

 

Inadempimento

Episodi di intolleranza tra le parti, globalmente valutati nell'ambito dell'intero rapporto contrattuale e degli opposti interessi, come inadempimento grave e perdurante che renda impossibile la prosecuzione del rapporto, rendono fattuale e legittima la risoluzione in tronco a norma dell'art. 2159 c.c.

Corte appello Roma  30 novembre 1994

 

Il ragionevole convincimento dei mezzadri di non commettere abuso nel ritenere lievi somme attinenti il premio annuo CEE per la nascita di vitelli e l'allevamento di vacche nutrici, di spettanza del concedente, nonché la immediata restituzione delle somme stesse a seguito della contestazione del proprietario, costituiscono elementi idonei a far ritenere - sia che la fattispecie rientri tutt'ora nella disciplina dell'art. 2159 c.c., sia che si debba fare esclusivo riferimento all'art. 5 legge n. 203 del 1982 - il difetto del requisito della "gravità" dell'inadempimento, necessario ai fini della declaratoria di risoluzione del contratto, in materia agraria.

Corte appello Perugia  27 novembre 1987

 

In tema di scioglimento del contratto l'art. 2159 c.c., facendo espressamente salve le norme generali sulla risoluzione per inadempimento, si applica anche a ipotesi nelle quali la continuazione del rapporto è impedita da fatti diversi dalla violazione degli obblighi contrattuali, anche non attribuibili a colpa di alcuna delle parti ma che, apprezzati in relazione alle esigenze oggettive dell'azienda agricola, rendano non più economicamente utile la prosecuzione del rapporto e, quindi, si appalesano idonei a impedirne la normale funzionalità.

Cassazione civile sez. III  20 gennaio 1986 n. 338  

 

L'eccezione d'inadempimento, che è invocabile nei rapporti che traggono origine dai contratti di scambio, non è invece proponibile in tema di contratti associativi, come la mezzadria e la colonia parziaria, ancorché in ordine a questi, ai sensi dell'art. 2159 c.c. (richiamato dall'art. 2169), sia proponibile azione di risoluzione secondo le norme generali, con conseguente ammissibilità del giudizio comparativo tra le eventuali inadempienze reciproche delle parti. Invero, detta eccezione, cui il citato art. 2159 non fa alcun riferimento, trova ostacolo nella struttura del rapporto associativo (nel quale le prestazioni delle parti convergono ad un unico, comune risultato) per difetto di controprestazioni aventi ciascuna causa nell'altra.

Cassazione civile sez. III  11 ottobre 1985 n. 4951

 

 

Mezzadria

Il contratto di mezzadria può essere sciolto, ai sensi dell'art. 2159 c.c., anche per gli inadempienti delle obbligazioni contrattuali non sufficientemente gravi per giustificare la risoluzione per inadempimento o per fatti obiettivi non imputabili alle parti, quando gli uni o gli altri siano tali da non consentire la prosecuzione del rapporto, quali gli inadempienti che dipendono dalla violazione dell'obbligo di buona fede e di lealtà nella esecuzione del contratto o i fatti che, concretandosi nella mancanza dei prodotti e degli utili, rendono antieconomica la prosecuzione del rapporto, privandolo del suo scopo.

Cassazione civile sez. III  08 ottobre 1992 n. 11000  

 

La risoluzione in tronco del rapporto di mezzadria prevista dall'art. 2159 c.c. non costituisce un'ipotesi di risoluzione per inadempimento caratterizzata dalla particolare gravità dello stesso, ma può essere pronunciata anche per fatti che non costituiscono inadempimento, purché siano tali da non consentire la prosecuzione del rapporto, anche in relazione a rapporti mezzadrili soggetti a proroga.

Cassazione civile sez. III  28 novembre 1990 n. 11468  

 

L'art. 2159 c.c., il quale, facendo salva la disciplina della risoluzione per inadempimento, prevede la possibilità di chiedere lo scioglimento del rapporto di mezzadria per il verificarsi di fatti tali da non consentirne la prosecuzione, autorizza detto scioglimento anche per fatti diversi da quelli costituenti violazione degli obblighi contrattuali, ma non osta a che questa violazione, specie se non presenti gravità tale da giustificare la risoluzione per inadempimento, sia deducibile e valutabile, al fine indicato, come situazione incompatibile con la prosecuzione del rapporto stesso.

Cassazione civile sez. III  22 agosto 1983 n. 5452  



 
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