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Art. 2160 codice civile: Trasferimento del diritto di godimento del fondo

Se viene trasferito il diritto di godimento del fondo, la mezzadria continua nei confronti di chi subentra al concedente, salvo che il mezzadro, entro un mese dalla notizia del trasferimento, dichiari di recedere dal contratto. In tal caso il recesso ha effetto alla fine dell’anno agrario in corso o di quello successivo, se non è comunicato almeno tre mesi prima della fine dell’anno agrario in corso.

I crediti e i debiti del concedente verso il mezzadro risultanti dal libretto colonico passano a chi subentra nel godimento del fondo, salva per i debiti la responsabilità sussidiaria dell’originario concedente.


Commento

 

Mezzadria: [v. 2141]; Anno agrario: [v. 2143]; Libretto colonico: [v. 2161].

Recesso: potere (diritto soggettivo potestativo) in base al quale una parte si scioglie dal vincolo contrattuale con effetti ex nunc (restano, cioè, salvi gli effetti del contratto prodotti prima del recesso). La fonte del (—) può essere legale, se il recesso è previsto dalla legge o convenzionale quando è previsto contrattualmente con apposita clausola. Sia il (—) legale che quelle convenzionale può essere subordinato alla presenza di determinati presupposti (es.: rimborsi, indennizzi, termine di preavviso).

Può essere espresso anche oralmente o per fatti concludenti sempreché sia manifestato in modo chiaro ed univoco. Esso ha effetto ex nunc.

Responsabilità sussidiaria: responsabilità di quel debitore che, in presenza di una pluralità di soggetti passivi, è tenuto al pagamento solo in quanto il debitore principale non abbia adempiuto (beneficium ordinis) e, a volte, solo in quanto, a seguito dell’esercizio dell’azione esecutiva, il patrimonio del debitore principale non sia risultato sufficiente a soddisfare le pretese del creditore (beneficium excussionis). Tipici esempi di questa responsabilità si hanno in materia di fideiussione [v. 19442] e nel diritto societario [v. 2268].


Giurisprudenza annotata

Mezzadria

A norma dell'art. 2160 c.c. - che è applicabile anche alla colonia parziale in virtù del richiamo dell'art. 2169 c.c. - se il diritto di godimento del fondo viene trasferito a più persone per quote distinte, la mezzadria (o colonia) continua nei confronti di ciascuna di tali persone che subentrano all'originario concedente con la conseguenza della unicità ed inscindibilità del rapporto giuridico che lega il mezzadro (o colono) ed i diversi concedenti, e, pertanto, nel caso di giudizio di rilascio del fondo, della necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di tutti i concedenti che non siano in causa.

Cassazione civile sez. III  21 marzo 1994 n. 2651  

 

In tema di rapporti di mezzadria o colonia parziaria stipulati dall'usufruttuario del fondo, la cessazione dell'usufrutto ed il consolidamento del diritto di godimento del fondo a favore del nudo proprietario, non determina la cessazione del contratto, sia in virtù di quanto prevede l'art. 2160 comma 1 c.c., sia per la inapplicabilità dell'art. 999 stesso codice che, essendo norma di natura eccezionale, non è invocabile in siffatte ipotesi.

Tribunale Montepulciano  14 maggio 1992

 

L'art. 2160 c.c. in forza del quale, se viene trasferito il diritto di godimento del fondo, la mezzadria continua nei confronti di chi subentra al concedente è inapplicabile nella ipotesi in cui il nuovo soggetto acquisti il diritto di godimento in virtù di un titolo obbligatorio (affitto), cessato il quale viene meno la mezzadria da esso dipendente. La norma, invece, trova applicazione quando sia ceduto il diritto reale di godimento (vendita, usufrutto, ecc.) atteso che in questo caso il diritto reale trasmigra, a tutti gli effetti, al concessionario del diritto.

Corte appello Roma  20 febbraio 1992

 

L'art. 999 c.c. che subordina l'opponibilità al proprietario delle locazioni concluse dall'usufruttuario in corso al tempo della cessazione dell'usufrutto alla circostanza che esse risultino da atto pubblico o da scrittura privata di data certa anteriore, si riferisce ai soli contratti di locazione e non anche ai contratti di mezzadria stipulati in epoca anteriore alla legge n. 203 del 1982. In ordine a questi ultimi, infatti, trova applicazione l'art. 2160 c.c., in forza del quale la tutela della posizione del mezzadro è ancora più accentuata, dal momento che tale norma stabilisce che, nell'ipotesi in cui venga trasferito il godimento del fondo, il rapporto di mezzadria continua nei confronti di chi subentra al concedente, senza che sia necessario che esso tragga origine da un contratto di data certa anteriore alla estinzione del diritto del concedente.

Cassazione civile sez. III  20 luglio 1991 n. 8113  

 

Nel giudizio di accertamento dell'inesistenza di un contratto di mezzadria o di risoluzione dello stesso contratto non riveste la qualità di litisconsorte necessario il soggetto il quale sia subentrato al concedente a seguito dell'esercizio del riscatto agrario, in quanto gli effetti della continuazione del rapporto agrario, assicurati al mezzadro dalla disposizione contenuta nell'art. 2160 c.c., si realizzano indipendentemente dalla presenza nel processo del retraente che sia subentrato nel rapporto sostanziale.

Cassazione civile sez. III  20 luglio 1991 n. 8113  

 

Attesa l'ampia tutela della posizione del mezzadro assicurata dall'art. 2160 c.c., il contratto di mezzadria stipulato dall'usufruttuario continua nei confronti di chi subentra al concedente a seguito della estinzione del diritto di usufrutto, senza che sia necessario che abbia data certa anteriore a tale evento, non trovando applicazione la disciplina dell'art. 999 c.c., che comportando deroga al principio dell'efficacia relativa del vincolo obbligatorio si riferisce esclusivamente ai contratti di locazione, abbiano ad oggetto immobili urbani o fondi rustici.

Cassazione civile sez. III  20 luglio 1991 n. 8113  

 

L'art. 2160 comma 1 c.c. - nel disporre che, in caso di trasferimento del diritto di godimento del fondo, la mezzadria continua, salvo recesso del mezzadro, nei confronti di chi subentra al concedente - non pone limitazioni circa il titolo del trasferimento stesso e pertanto trova applicazione (con la conseguenza della continuazione del contratto ove il mezzadro o il colono non preferiscano recedere) anche nell'ipotesi di riunione nella medesima persona dell'usufrutto e della nuda proprietà dell'immobile oggetto del contratto di mezzadria o colonia (art. 2169 c.c.), atteso che la c.d. consolidazione, pur non dando luogo ad una successione di rapporti di natura reale, determina comunque il passaggio della facoltà di godimento dell'immobile dall'usufruttuario al nudo proprietario.

Cassazione civile sez. lav.  22 giugno 1988 n. 4260  

 

L'art. 2160, comma 1, c.c. - nel disporre che, in caso di trasferimento del diritto di godimento del fondo, la mezzadria continua, salvo recesso del mezzadro, nei confronti di chi subentra al concedente - non pone limitazioni circa il titolo del trasferimento stesso e pertanto trova applicazione (con la conseguenza della continuazione del contratto ove il mezzadro o il colono non preferiscano recedere) anche nell'ipotesi di riunione nella medesima persona dell'usufrutto e della nuda proprietà dell'immobile oggetto del contratto di mezzadria o colonia (art. 2169 c.c.), atteso che la cosiddetta consolidazione, pur non dando luogo ad una successione di rapporti di natura reale, determina comunque il passaggio della facoltà di godimento dell'immobile dall'usufruttuario al nudo proprietario.

Cassazione civile sez. lav.  22 giugno 1988 n. 4260  

 

La disposizione contenuta nell'art. 2160, comma 2 c.c. - secondo cui nel caso di trasferimento del diritto di godimento del fondo "i crediti ed i debiti del concedente verso il mezzadro risultanti dal libretto colonico passano a chi subentra nel godimento del fondo" - alla stregua di un'interpretazione storico-sistematica e della espressa finalità di garantire efficacemente il mezzadro di fronte ad ogni ipotesi di trasferimento, si applica anche nel caso di successione "mortis causa". Ne consegue che qualora il fondo abbia formato oggetto di legato, alla responsabilità del legatario cui è stato trasferito il diritto di godimento si affianca quella sussidiaria dell'erede che sostituisce, "ope legis" quale successore universale, il "de cuius" originario concedente ed, inoltre, che il mezzadro ha privilegio ex art. 2765 c.c. sulla quota di frutti del legatario - cui spetta il godimento del fondo e quindi la percezione degli stessi - per il soddisfacimento dei propri crediti risultanti dal libretto colonico.

Cassazione civile sez. III  06 novembre 1987 n. 8239  



 
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