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Art. 2162 codice civile: Efficacia probatoria del libretto colonico

Le annotazioni eseguite sui due esemplari del libretto colonico fanno prova a favore e contro ciascuno dei contraenti, se il mezzadro non ha reclamato entro novanta giorni dalla consegna del libretto fattagli dal concedente (1).

Se una delle parti non presenta il proprio libretto, fa fede quello presentato.

In ogni caso le annotazioni delle partite fanno prova contro chi le ha scritte.

Con la sottoscrizione delle parti alla chiusura annuale del conto colonico, questo s’intende approvato. Le risultanze del conto possono essere impugnate soltanto per errori materiali, omissioni, falsità e duplicazioni di partite entro novanta giorni dalla consegna del libretto al mezzadro.


Commento

Libretto colonico: [v. 2161].

 

(1) Il comma 1 distingue le annotazioni sul libretto colonico in sfavorevoli e favorevoli al concedente, attribuendo ad esse una diversa efficacia probatoria. Le annotazioni favorevoli, infatti, valgono come prova se la controparte non ha proposto reclamo, mentre quelle sfavorevoli hanno un’immediata efficacia probatoria.


Giurisprudenza annotata

Libretto colonico

L'art. 2162 c.c. che al suo comma 1 stabilisce l'inoppugnabilità da parte del mezzadro del libretto colonico decorsi novanta giorni da quando gli è stato consegnato è superato dall'art. 4 l. 15 settembre 1964 n. 756, il quale sancisce a suo favore la ripetibilità di quanto il concedente abbia percepito in più rispetto alla sua quota, in ogni tempo, pur se non oltre i due anni dalla cessazione del rapporto.

Pretura Gubbio  01 marzo 1986

 

La violazione dell'obbligo del rendiconto periodico da parte del mezzadro, che, in base agli art. 2161 e 2162 c.c., ad esso è tenuto, al pari del concedente, nel caso di mancata istituzione del libretto colonico, attesa la natura associativa del rapporto - oltre a configurare di per sè un adempimento valutabile ai fini della decadenza del mezzadro dalla proroga legale del contratto (ricollegata dall'art. 4 del d.l.lt. 5 aprile 1945 n. 157 a qualsivoglia situazione di inadempimento gravemente lesiva della economia dell'intero contratto e/o del fondamento fiduciario del rapporto associativo), la cui prova è a carico del concedente - comporta altresì un'inversione dell'onere della prova a favore di quest'ultimo in ordine alle ulteriori inadempienze relative alla normale e razionale coltivazione del fondo ed alla fedeltà nella esecuzione del contratto, data l'impossibilità per lui, conseguente all'omissione del rendiconto, di avere decisivi elementi di informazione per dimostrare le stesse.

Cassazione civile sez. III  13 ottobre 1984 n. 5123  

 

I miglioramenti eseguiti nel corso del rapporto di mezzadria, in epoca anteriore all'entrata in vigore della l. 15 settembre 1964 n. 756, trovano la loro disciplina nelle norme del c.c., con la conseguenza che, a differenza di quanto si verifica per l'affitto, per il quale la l. n. 11 del 1971 consente all'affittuario di conseguire l'indennità corrispondente all'aumento di valore del fondo sussistente alla fine dell'affitto ancorché i miglioramenti siano stati eseguiti anteriormente all'entrata in vigore della legge, alla cessazione del rapporto il mezzadro ha soltanto diritto al salario per maggiore prestazione lavorativa e al rimborso delle eventuali spese sostenute, ivi comprese quelle per compenso corrisposto ad eventuale manodopera estranea; peraltro il concedente ben può eccepire la decadenza e la prescrizione del mezzadro ai predetti compensi e rimborsi, nel caso in cui quest'ultimo non abbia sollevato tempestivi reclami avverso l'acclaramento annuale dei conti risultanti dal libretto colonico, ai sensi dell'art. 2162 c.c. ed abbia comunque lasciato decorrere il termine della prescrizione quinquennale di cui all'art. 2948 n. 4 c.c.

Tribunale Foggia  01 aprile 1982



 
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