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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2163 codice civile: Assegnazione delle scorte al termine della mezzadria

Salvo diverse disposizioni delle norme corporative, della convenzione o degli usi, l’assegnazione delle scorte al termine della mezzadria deve farsi secondo le norme seguenti:

1) se si tratta di scorte vive, secondo la specie, il sesso, il numero, la qualità e il peso, ovvero, in mancanza di tali determinazioni, secondo il valore, tenuto conto della differenza di esso tra il tempo del conferimento e quello della riconsegna;

2) se si tratta di scorte morte circolanti, per quantità e qualità, valutando le eccedenze e le diminuzioni in base ai prezzi di mercato nel tempo della riconsegna;

3) se si tratta di scorte morte fisse, per specie, quantità, qualità e stato d’uso.


Commento

Scorte vive: [v. 2146].

Scorte morte circolanti: scorte di beni consumabili [v. Libro III, Titolo I].

Scorte morte fisse: beni che con l’uso possono deteriorarsi, ma che sono, comunque, inconsumabili [v. Libro III, Titolo I].


Giurisprudenza annotata

Assegnazione delle scorte al termine della mezzadria

In tema di mezzadria, qualora il bestiame sia stato conferito (all'inizio del rapporto) ad opera di entrambe le parti in misura paritaria non trova applicazione l'art. 1 della legge n. 500 del 1956, che concerne la diversa ipotesi in cui le scorte vive siano state conferite dal solo concedente, ma la disciplina dell'art. 2163 c.c. con la conseguenza che per liquidare le consistenze di stalla alla fine del rapporto, il bestiame riconsegnato deve valutarsi alla stregua dei prezzi correnti all'epoca della riconsegna, ed identicamente deve essere rivalutato anche lo stesso bestiame consegnato in origine o durante il rapporto associativo, senza che il mezzadro possa lucrare di quegli utili fittizi derivanti dalla mera differenza tra i prezzi dell'epoca della consegna e quelli dell'epoca della riconsegna, dovuti a svalutazione monetaria.

Cassazione civile sez. III  27 marzo 1984 n. 2025  



 
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