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Art. 2164 codice civile: Nozione

Nella colonia parziaria il concedente ed uno o più coloni si associano per la coltivazione di un fondo e per l’esercizio delle attività connesse, al fine di dividerne i prodotti e gli utili.

La misura della ripartizione dei prodotti e degli utili è stabilita dalle norme corporative, dalla convenzione o dagli usi (1).


Commento

(1) Anche la colonia parziaria è un contratto associativo [v. 2141], basato, cioè, sulla collaborazione tra due soggetti (concidente e colono) nella gestione di un fondo. Oltre alla struttura associativa, altro requisito essenziale di tale contratto è la parziarietà, intesa come ripartizione dei prodotti e degli utili derivanti dalla gestione in comune del fondo, ripartizione quest’ultima che viene effettuata secondo parametri stabiliti dalla legge.


Giurisprudenza annotata

Colonia, colonia parziaria e mezzadria

I contratti di "colonia ad meliorandum" - che prevedono l'esecuzione di nuove piantagioni, qualora si riferiscano a terreni a cultura agrumicola, sono disciplinati, per le province siciliane, dal patto collettivo del 28 febbraio 1938, che stabilisce, per essi, la durata minima di ventinove anni, condizionandone peraltro la validità all'esistenza dell'atto scritto. Ne consegue che, qualora le parti abbiano redatto una scrittura prevedendo l'esecuzione di lavori di trasformazione dei terreni in agrumeto e la costituzione successiva di detta colonia mediante la stipula di regolare atto notarile, ove tale atto non sia stato posto in essere ma il rapporto tra esse sia proseguito per effetto della legislazione vincolistica e della mancata disdetta, detto rapporto può essere correttamente qualificato dal giudice di merito quale "colonia parziaria con clausola migliorataria" e non come "colonia ad meliorandum".

Cassazione civile sez. III  12 luglio 2006 n. 15781  

 

L'art. 18 comma 7 l. n. 11 del 1971, prevede che "ai contratti di affitto misto o colonia parziaria o mezzadria si applicano le disposizioni che regolano l'affitto a coltivatore diretto": è evidente, pertanto, che la disposizione non disciplina unicamente i contratti agrari misti o atipici ma anche i contratti agrari tipici quali la colonia parziaria e la mezzadria.

Cassazione civile sez. III  25 marzo 2004 n. 5949  

 

In tema di colonia parziaria in tanto il colono può dolersi (nella specie: al fine di resistere alla condizione proposta dal concedente alla sua domanda di conversione in affitto del contratto inter partes) della mancata istituzione del libretto colonico in quanto deduca, e dimostri, che vi era stato un esplicito accordo, tra le parti, al fine di istituire tale libretto.

Cassazione civile sez. III  07 gennaio 1998 n. 56  

 

Per escludere l'adeguato apporto del concedente alla condirezione dell'impresa, onde contrastare l'opposizione di questi alla conversione del contratto di colonia in contratto di affitto (art. 2 e 3 l. 14 febbraio 1990 n. 29), il colono che contesta la regolare tenuta della contabilità da parte di quegli (art. 4 lett. d), stessa legge) perché mancante il libretto colonico, deve dimostrare l'esplicito accordo per la sua istituzione (art. 2169 c.c.)

Cassazione civile sez. III  07 gennaio 1998 n. 56  

 

Mentre nella colonia parziaria e negli altri contratti associativi agrari concedente e colono si associano per la coltivazione del fondo con le finalità di ripartire i prodotti o il prezzo del ricavato della loro vendita, restando il colono assoggettato alla sorveglianza ed alla direzione del concedente, in ordine sia ai criteri di coltivazione che alla raccolta, ripartizione e vendita dei prodotti stessi, nell'affitto (e negli altri contratti agrari a questo assimilato) la qualità di imprenditore agricolo compete esclusivamente al conduttore il quale, oltre ad essere soggetto, in via esclusiva, al rischio dell'impresa, è, altresì, l'unico arbitro delle strategie aziendali e, di conseguenza, egli, nella più completa autonomia, sceglie le colture cui destinare il fondo e nella gestione di tali scelte non è soggetto ad alcun controllo tecnico da parte del proprietario (ad esempio, quanto alla data in cui procedere al raccolto), fermo esclusivamente l'obbligo di rispettare la destinazione originaria del fondo stesso.

Cassazione civile sez. III  12 dicembre 1994 n. 10601  

 

La colonia perpetua, differenziandosi dalla colonia ad meliorandum per l'attribuzione al colono della proprietà di tutto il soprasuolo, con la correlata compressione dei diritti del concedente, integra un diritto reale parificabile all'enfiteusi; ne consegue che il colono ha facoltà di costruire un edificio per la propria abitazione, anche eccedente la tipologia dei fabbricati rurali, sul fondo oggetto del rapporto quando ne derivi - per una più stretta partecipazione ai lavori agricoli - un migliore sfruttamento del fondo medesimo, fatti salvi i diritti riconosciuti al concedente per i miglioramenti e le addizioni. (Nella specie, alla stregua del principio di cui alla massima, la Suprema Corte ha confermato la pronuncia del giudice del merito che, stante la legittimità della costruzione effettuata dal colono, aveva escluso la sussistenza di uno spoglio in danno del proprietario).

Cassazione civile sez. II  28 febbraio 1989 n. 1096  

 

Va qualificato colonia parziaria quel rapporto caratterizzato, al fine dello sfruttamento della redditività del fondo, da una compartecipazione associativa, in cui da un lato vi è il conferimento della terra e, dall'altro, del lavoro e che comporta la divisione a metà del prodotto, senza che assuma decisivo rilievo la forma della detta divisione (nella specie, il colono era stato pagato giornalmente).

Cassazione civile sez. III  16 giugno 1986 n. 3996  

 



 
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