codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 2168 codice civile: Morte di una delle parti

La colonia parziaria non si scioglie per la morte del concedente.

In caso di morte del colono, si applicano a favore degli eredi di questo le disposizioni del secondo, terzo e quarto comma dell’art. 2158.


Commento

Colonia parziaria: [v. 2165].


Giurisprudenza annotata

Morte di una delle parti

Con riguardo all'illecito (ora) amministrativo di omessa denuncia, da parte del concedente, del rapporto di piccola colonia instauratosi con un erede del colono defunto, l'avvenuta designazione di tale erede, ad opera degli altri coeredi, come persona idonea a sostituire il defunto nel rapporto di colonia (art. 2158 e 2168 c.c.) può essere desunta dall'obiettiva continuazione del rapporto - con correlativa regolare divisione dei prodotti - fra il concedente e l'erede suindicato.

Cassazione civile sez. lav.  21 novembre 1990 n. 11224  

 

In tema di contratti agrari, ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 49 della legge n. 203 del 1982, applicabile ai giudizi in corso a norma del successivo art. 53, comma 1, in caso di morte del colono o del mezzadro il contratto non si scioglie se tra gli eredi vi sia persona che abbia continuato e continui ad esercitare attività agricola in qualità di coltivatore diretto o di imprenditore a titolo principale, senza la necessità, prevista dagli art. 2158 e 2168 c.c., che la famiglia colonica si sia accordata nel designare l'erede idoneo ed abbia comunicato tale designazione al concedente.

Cassazione civile sez. III  07 aprile 1988 n. 2741  

 

Il trasferimento mortis causa del fondo oggetto di colonia parziaria, se, da una parte, non esclude il diritto dei coeredi di procedere alla divisione dell'immobile, non interferisce, d'altra parte, sul rapporto associativo, che prosegue nella sua unitarietà (e senza possibilità di frammentazione, salvo accordo in tal senso), nè incide sui criteri di gestione dell'impresa agricola, che restano quelli della buona tecnica agraria, anche in caso di perdurante disaccordo fra le parti che comporta l'eventuale richiesta di parere all'ispettorato provinciale dell'agricoltura (art. 6 della l. 15 settembre 1964 n. 756).

Cassazione civile sez. III  30 gennaio 1985 n. 568  

 

Nella colonia parziaria, la designazione del sostituto del defunto colono prevista dal combinato disposto degli art. 2158, comma 2, e 2168, comma 2, c.c. - per il quale, in caso di morte del colono, il rapporto prosegue ove gli eredi si accordino nel designare una persona idonea a sostituire il defunto - può essere effettuata senza formule sacramentali, nè richiede una forma vincolata, pur se deve manifestarsi in modo univoco e concludente ed essere portato a conoscenza del concedente.

Cassazione civile sez. III  05 luglio 1984 n. 3922  

 

In caso di morte del colono, il subingresso nel rapporto di colonia parziaria di soggetto estraneo alla famiglia del colono sulla base di un negozio di cessione del contratto (art. 1406 c.c.) tra gli eredi di quest'ultimo e tale soggetto, ovvero dell'assenso del fattore del concedente che sia privo di poteri di rappresentanza, postula il consenso del concedente medesimo, rispettivamente come consenso ex art. 1406 citato e come ratifica ai sensi del precedente art. 1399, i quali, tanto l'uno, quanto l'altra, non si risolvono nella mera presa di conoscenza, bensì nella inequivoca volontà del soggetto interessato di fare propria e perfezionare la fattispecie costitutiva del vincolo posto in essere da altri soggetti. Conseguentemente, non è sufficiente che il concedente manifesti la volontà di assentire che il fondo già condotto dal colono defunto sia oggetto di conduzione da parte di altro colono immessosi nel possesso di esso, ma occorre altresì che egli esterni la inequivoca volontà di consentire che il nuovo colono subentri al precedente nella medesima posizione contrattuale, da quello mutuando inalterati gli originali elementi oggettivi del rapporto, in virtù della inalterata unicità dello stesso. (Nella specie, il S.C., enunciando il surriportato principio, ha confermato la decisione di merito con cui era stato escluso che la volontà del concedente di consentire il subingresso di un nuovo colono al precedente, defunto, fosse desumibile dall'annotazione del nome del primo a margine del contratto sottoscritto dal secondo).

Cassazione civile sez. III  05 gennaio 1983 n. 20  

 

In tema di colonia parziaria, e per il caso di morte del colono, qualora gli eredi deducano che il contratto prosegua congiuntamente nei loro confronti, e diano incarico ad un componente della famiglia colonica di rappresentarli nei rapporti con il concedente, agendo in loro nome e conto, deve escludersi che questo incarico configuri la designazione di un sostituto del colono defunto, ai sensi ed agli effetti degli art. 2158 e 2168 c.c., atteso che siffatta designazione, implicando il subingresso del designato nel contratto di colonia in quantità di unico titolare, è incompatibile con la suddetta volontà di tutti gli eredi per la prosecuzione del contratto stesso nei loro riguardi.

Cassazione civile sez. III  16 luglio 1982 n. 4183  

 

La morte del colono determina "de iure", ai sensi dell'art. 2168 c.c., lo scioglimento del rapporto di colonia parziaria, al fine dell'anno agrario in corso (ovvero alla fine di quello successivo, nell'ipotesi di cui al comma 3 dell'art. 2158 dello stesso codice), qualora, entro lo stesso termine, gli eredi del colono defunto non abbiano provveduto a designare, con atto recettizio diretto al concedente, persona idonea alla prosecuzione del rapporto.

Cassazione civile sez. lav.  11 maggio 1981 n. 3116  

 

A norma dell'art. 2168 c.c. l'erede del colono che, dopo la morte di quest'ultimo, è designato dagli altri eredi con atto recettizio diretto al concedente come persona idonea alla prosecuzione del rapporto, diventa l'unico titolare del contratto di colonia parziaria e può quindi rinunciare alla proroga del contratto stesso, senza che sia necessario per la validità di tale rinunzia l'adesione degli altri coeredi i quali non hanno alcun potere sul rapporto.

Cassazione civile sez. lav.  10 aprile 1980 n. 2310  

 

A norma dell'art. 2158 e 2168 c.c., per i quali in caso di morte del colono il contratto non si scioglie se tra gli eredi di quest'ultimo vi sia persona idonea a sostituirlo ed i componenti della famiglia colonica si accordino nel designarla, la designazione deve essere portata a conoscenza del concedente e provenire dai componenti la famiglia colonica. Pertanto, ai predetti fini, la dichiarazione di uno degli eredi di essere stato nominato successore nel rapporto dalla famiglia colonica non vale come designazione in quanto non proveniente dai soggetti legittimati, ove non contenga elementi dai quali possa desumersi che tale designazione sia stata validamente e unitariamente espressa dai componenti la famiglia colonica.

Cassazione civile sez. lav.  12 febbraio 1980 n. 1000  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti