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Art. 2171 codice civile: Nozione

Nella soccida semplice il bestiame è conferito dal soccidante (1).

La stima del bestiame all’inizio del contratto non ne trasferisce la proprietà al soccidario.

La stima deve indicare il numero, la razza, la qualità, il sesso, il peso e l’età del bestiame e il relativo prezzo di mercato. La stima serve di base per determinare il prelevamento a cui ha diritto il soccidante alla fine del contratto, a norma dell’art. 2181 (2).


Commento

Soccidante: [v. 2170]; Soccidario: [v. 2170].

Soccida: contratto con cui due persone si associano per l’allevamento e lo sfruttamento di una certa quantità di bestiame e per l’esercizio delle attività connesse al fine di ripartirne l’accrescimento ed ogni altro prodotto utile [v. 2170].

Stima: esatta ed espressa valutazione del valore economico (prezzo) di un determinato bene o servizio.

 

(1) Il conferimento attribuisce al soccidiario il semplice godimento, mentre la proprietà persiste in capo al soccidante.

 

(2) La funzione della stima è sia quella di valutare in termini monetari il bestiame conferito dal soccidante sia quella di fornire una prova in caso di eventuali conflitti tra le parti riguardanti il bestiame.

Essa viene effettuata da entrambe le parti del contratto [v. 2181].


Giurisprudenza annotata

Soccida

L'attribuzione al soccidante di acconti, in contanti, prodotti o capi di bestiame, sull'accrescimento non altera la funzione economico-sociale del contratto di soccida, in quanto non pregiudica la successiva applicazione del criterio di prelevamento e di ripartizione degli utili stabilito dagli artt. 2178 e 2181 cod. civ, consentendo comunque alle parti di operare, al termine del contratto o del ciclo di accrescimento, la definitiva attribuzione delle quote di utili a ciascuno spettanti, nonché la ripartizione delle quote delle spese da ciascuno sostenute, così salvaguardando la struttura associativa qualificata dalla comunanza di scopo del rapporto. Rigetta, Comm. Trib. Reg. Bologna, 14/06/2007

Cassazione civile sez. trib.  06 novembre 2013 n. 24914  

 

A norma dell'art. 2171 c.c., perché si abbia soccida semplice è necessario, ma altresì sufficiente, che il soccidante conferisca il bestiame. L'obbligazione di conferire il terreno per il pascolo può essere invece assunta sia dal soccidante sia dal soccidario, senza che ciò rilevi ai fini della qualificazione del contratto. Anche alla soccida semplice, nonostante la sua natura di contratto associativo, si applica l'istituto della risoluzione per inadempimento, che gli art. 1453 ss. c.c. riferiscono ai contratti con prestazioni corrispettive. Una volta risoluto il contratto, se il terreno era stato conferito dal soccidante, questi potrà pretenderne il rilascio essendo venuto meno il titolo che ne giustificava il possesso da parte del soccidario.

Cassazione civile sez. lav.  05 ottobre 1998 n. 9887  

 

Se il soccidante conferisce non solo il terreno per il pascolo, ma anche la totalità del bestiame, il contratto di soccida - atipico comma 1 art. 2171 e 2186 c.c. - non è riconducibile all'affitto (art. 27 l. 3 maggio 1982 n. 203) da un lato perché il conferimento di tutto il bestiame esclude che il fondo rustico abbia nell'economia del contratto quel carattere di preminenza che costituisce la "ratio" di detta norma; dall'altro perché questa presuppone che il conferimento del fondo avvenga per il suo sfruttamento agricolo.

Cassazione civile sez. III  13 luglio 1998 n. 6845  

 

Se il soccidante conferisce non solo il terreno per il pascolo, ma anche l'intero bestiame, il contratto di soccida atipico (comma 1, art. 2171 e 2186 c.c.) non è riconducibile all'affitto (art. 27 l. 3 maggio 1982 n. 203) da un lato perché il conferimento di tutto il bestiame esclude che quello del fondo rustico abbia, nell'economia del contratto, quel carattere di preminenza che costituisce la "ratio" di detta norma; dall'altro perché questa presuppone che il conferimento del fondo avvenga per il suo sfruttamento agricolo.

Cassazione civile sez. III  25 giugno 1997 n. 5669  

 

Non costituisce appropriazione indebita la mancata consegna da parte del soccidante al soccidario della quota parte di quest'ultimo degli incrementi del gregge verificatisi nel corso del contratto di soccida semplice.

Cassazione penale sez. II  11 maggio 1981

 

La controversia avente a oggetto rapporti di soccida rientra, ai sensi del combinato disposto degli art. 409, n. 2 e 413 c.p.c., nella competenza del pretore in funzione di giudice del lavoro e non già in quella della sezione specializzata agraria, giacché spetta al pretore adito in tale veste definire il "petitum" sostanziale della domanda dell'attore. Da essa e dagli elementi prodotti in causa emerge chiaramente la figura di cui all'art. 2171 c.c. che è negozio tipico; al contrario non risulta giustificabile altra figura atipica, che abbia come risultato immediato lo spostamento della competenza alla sezione specializzata agraria.

Cassazione civile sez. III  05 gennaio 1981 n. 22  



 
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