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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2176 codice civile: Reintegrazione del bestiame conferito

Nella soccida stipulata per un tempo non inferiore a tre anni, qualora, durante la prima metà del periodo contrattuale perisca la maggior parte del bestiame inizialmente conferito, per causa non imputabile al soccidario, questi può chiederne la reintegrazione con altri capi di valore intrinseco eguale a quello che i capi periti avevano all’inizio del contratto, tenuto conto del numero, della razza, della qualità, del sesso, del peso e dell’età.

Se il soccidante non provvede alla reintegrazione, il soccidario può recedere dal contratto (1).


Commento

Soccida: [v. 2171]; Causa non imputabile: [v. 2183]; Soccidario: [v. 2170]; Recesso: [v. 2160].

Reintegrazione: atto che tende a riportare il patrimonio di un soggetto danneggiato da un fatto nella situazione giuridica in cui si trovava prima del fatto stesso.

 

(1) La previsione di un recesso da parte del soccidario solo in presenza di determinate circostanze (es.: durata del contratto non inferiore ai tre anni; perimento del bestiame nella prima metà del periodo contrattuale) dimostra come il legislatore abbia voluto porre dei limiti alla tutela del soccidario e non aggravare la posizione del soccidante già danneggiato dalla perdita del bestiame.

 



 
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