codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 2189 codice civile: Modalità dell’iscrizione

Le iscrizioni nel registro sono eseguite su domanda sottoscritta dall’interessato (1).

Prima di procedere all’iscrizione, l’ufficio del registro deve accertare l’autenticità della sottoscrizione e il concorso delle condizioni richieste dalla legge per l’iscrizione (2).

Il rifiuto dell’iscrizione deve essere comunicato con raccomandata al richiedente. Questi può ricorrere entro otto giorni al giudice del registro, che provvede con decreto (3).


Commento

Registro: [v. 2188].

Autenticità della sottoscrizione: attestazione della veridicità della firma.

Decreto: uno dei tre provvedimenti che possono essere emessi dal giudice (gli altri due sono le sentenze e l’ordinanza). Il (—), come l’ordinanza, ha carattere ordinatorio (non decisorio): normalmente corrisponde ad un’attività preparatoria del processo (es.: è (—) il provvedimento che abbrevia i termini di comparizione, art. 163bis c.p.c.).

Normalmente il giudice fa ricorso all’ordinanza se vi è contraddittorio fra le parti (art. 101 c.p.c.), al (—) in caso contrario.

 

(1) I soggetti che hanno interesse all’iscrizione sono, di norma, gli imprenditori individuali e gli amministratori di imprese sociali (società). Tali soggetti sono titolari di un interesse personale e diretto, nonché di un vero e proprio obbligo di provvedere alla richiesta di iscrizione. Non si può, pertanto, considerare «interessato» chiunque vanti un generico interesse.

 

(2) Per condizioni dell’iscrizione si intendono l’insieme di quei documenti che giustificano la domanda e attestano la sua regolarità formale. In particolare per un’impresa individuale l’ufficio del registro dovrà controllare la sussistenza degli elementi previsti dall’art. 2196 (ditta, oggetto dell’impresa, sede dell’impresa etc.) e soprattutto che l’attività che il richiedente intende svolgere sia una attività giuridicamente commerciale [v. 2195].

(3) Per permettere un controllo da parte del giudice del registro [v. 2188], il rifiuto deve essere motivato. Inoltre, se decorrono i termini per proporre ricorso contro il rifiuto di iscrizione, quest’ultimo diventa definitivo. L’interessato potrà sempre presentare una nuova domanda di iscrizione che però tenga conto della motivazione del rifiuto.


Giurisprudenza annotata

Registro delle imprese

Nessuna violazione dei doveri di buona fede e correttezza può addebitarsi all'amministrazione, nel procedimento che portò al rigetto dell'istanza di iscrizione nel registro delle imprese, fondato sul presupposto della mancanza di una disciplina che regolasse l'esercizio in forma societaria delle professioni protette, a fronte di uno statuto legale delle professioni intellettuali, quale risultante dal codice civile, incompatibile con la costituzione delle società professionali. In buona sostanza, con il rifiuto dell'iscrizione - successivamente dichiarata illegittima dal giudice del registro del Tribunale di Bari, in sede di opposizione ex art. 2189 c.c. - l'ufficio non fece altro che recepire le principali motivazioni addotte a sostegno della tesi contraria alla costituzione di società professionali. Pertanto, va escluso che la colpa della p.a. consegua automaticamente alla dichiarazione giudiziale di illegittimità del provvedimento di rigetto dell'iscrizione, laddove nessun elemento significativo viene addotto al fine di dimostrare la violazione dei canoni di imparzialità, correttezza e buona amministrazione. Al contrario, l'equivocità della trama normativa vigente e l'assenza di un diritto vivente favorevole ad ammettere la costituzione delle società professionali e, quindi, la loro iscrivibilità nel registro delle imprese, costituiscono circostanze idonee a escludere l'ipotesi della colpa della p.a., essenziale per l'applicazione dell'art. 2043 c.c. Ugualmente deve negarsi la responsabilità della stessa p.a. riguardo all'inosservanza, da parte dell'ufficio del registro, del termine previsto dall'art. 11, comma 8, d.p.r. n.581/95 per la conclusione del procedimento, ove manchi la prova che si sia trattato di violazione di legge dolosa o colposa, come nel caso in cui nel tempo intercorso tra la domanda di iscrizione ed il provvedimento di rigetto, il comportamento della p.a. risulti essere tutt'altro che inerte.

Tribunale Bari sez. III  25 giugno 2012 n. 2289  

 

È legittima l'iscrizione nel registro delle imprese di una delibera dell'assemblea straordinaria di una società di capitali in stato di scioglimento che nomini una società di capitali quale liquidatore.

Tribunale Catania  07 agosto 2007

 

Il controllo esercitato dal giudice del registro in sede di cancellazione d'ufficio non è limitato alla legittimità formale degli atti iscritti, ma è esteso anche alla loro legittimità sostanziale.

Tribunale Catania  19 luglio 2005

 

Il giudice del registro, avanti al quale sia stato presentato ricorso contro il rifiuto opposto dall'ufficio del registro, rilevata la nullità della deliberazione, piuttosto che ordinarne l'iscrizione e poi la cancellazione d'ufficio, deve dichiarare il non luogo a provvedere sul ricorso.

Tribunale Catania  31 marzo 2005

 

È illegittimo il rifiuto opposto dall'ufficio del registro delle imprese all'iscrizione di una delibera di assemblea di s.r.l. nulla, poiché detto ufficio è competente a controllare soltanto la regolarità formale della documentazione.

Tribunale Catania  31 marzo 2005

 

La cancellazione di una società di persone dal registro delle imprese non è subordinata alla definizione ed all'esaurimento di tutti i rapporti giuridici facenti capo alla stessa nè alla sua liquidazione.

Tribunale Venezia sez. I  10 novembre 2004

 

Deve essere cancellata d'ufficio dal Registro delle imprese la cancellazione della società di persone avvenuta senza prima esaurire tutti i rapporti pendenti, non producendosi l'effetto estintivo dell'ente, in ragione dell'efficacia solo dichiarativa delle iscrizioni nel Registro.

Tribunale Padova  13 agosto 2004

 

Il sistema impugnatorio previsto dagli art. 2189 - 2192 c.c. consente soltanto al richiedente interessato all'iscrizione di una delibera nel Registro delle Imprese di opporsi ad eventuali illegittimi rifiuti di iscrizione, ma non anche ad eventuali controinteressati di opporsi all'iscrizione; in particolare, avverso i provvedimenti del Giudice del Registro, è legittimato al ricorso ex art. 2192 c.c. soltanto colui che ha richiesto l'iscrizione.

Tribunale Napoli  08 settembre 2003

 

È inammissibile il ricorso al tribunale ex art. 2192 c.c., proposto da soggetto diverso da quello che aveva richiesto la registrazione, avverso il provvedimento del giudice del registro delle imprese che, adito ex art. 2189, comma 3 c.c., abbia disposto l'iscrizione in precedenza rifiutata dall'ufficio del registro.

Tribunale Palermo  25 giugno 2001

 

 

Cassazione

Il decreto della Corte d'appello, che abbia pronunciato sul reclamo avverso il decreto del tribunale in tema di iscrizione nel registro delle imprese di deliberazione societaria modificativa dell'atto costitutivo, non ha carattere decisorio, perché non incide su diritti soggettivi con efficacia di giudicato e si risolve in un atto di gestione di un pubblico registro a tutela di interessi generali, e, pertanto, non è soggetto a ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111 cost.

Cassazione civile sez. I  07 dicembre 2011 n. 26363  

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti