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Art. 2190 codice civile: Iscrizione d’ufficio

Se un’iscrizione obbligatoria non è stata richiesta, l’ufficio del registro invita mediante raccomandata l’imprenditore a richiederla entro un congruo termine. Decorso inutilmente il termine assegnato, il giudice del registro può ordinarla con decreto.


Commento

Decreto: [v. 2189].

Iscrizione obbligatoria: l’espressione comprende i casi in cui la legge prevede l’obbligo di iscrizione nei modi e nel termine stabilito [v. 2194], prevedendo anche i soggetti che sono tenuti a tale obbligo [v. 2195].


Giurisprudenza annotata

Iscrizione nel registro delle imprese- cancellazione

È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., dell'art. 2190 c.c., il quale dispone che, se un'iscrizione obbligatoria nel registro delle imprese non è stata richiesta, l'ufficio del registro delle imprese invita l'imprenditore a richiederla entro un congruo termine e, decorso inutilmente detto termine, il giudice del registro può ordinarla con decreto. Premesso che le questioni incidentali di legittimità costituzionale possono essere sollevate dal giudice esclusivamente nel corso di un giudizio del quale egli sia investito e che, a tal fine, non è sufficiente il solo requisito soggettivo, ma occorre, altresì, che l'attività applicativa della legge da parte del giudice sia caratterizzata da entrambi gli attributi dell'obiettività e della definitività, nel senso dell'idoneità del provvedimento reso a divenire irrimediabile attraverso l'assunzione di un'efficacia analoga a quella del giudicato, deve escludersi, nella specie, la legittimazione del giudice del registro delle imprese a sollevare questione di legittimità costituzionale, giacché detto giudice è chiamato a svolgere un'indagine di legittimità, che ha natura ed oggetto omologhi a quelli demandati all'ufficiale del registro ed è compiuta da un organo dell'autorità giudiziaria, anziché da un altro organo della pubblica amministrazione, in quanto consiste in un controllo esteriore di legalità concernente la gestione di un pubblico registro, stabilito a tutela di interessi generali, che non incide su diritti soggettivi con efficacia di giudicato e non definisce una controversia (sentt. nn. 96 del 1976 e 387 del 1996; ord. n. 170 del 2005).

Corte Costituzionale  18 gennaio 2008 n. 6  

 

La cancellazione dal registro delle imprese di una società di persone ha natura definitiva, al pari di quella disposta per le società di capitali, anche se vi sono ancora rapporti attivi o passivi da liquidare, salvo il caso in cui si dimostri che la società ha continuato ad operare anche dopo la cancellazione.

Tribunale Vicenza  28 giugno 2013

 

È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2190 c.c., sollevata dal giudice del registro, lamentando il contrasto con l'art. 111 cost. nella parte in cui dispone che il medesimo giudice deve disporre d'ufficio un'iscrizione obbligatoria nel registro delle imprese, ove questa, nonostante l'invito del conservatore di detto registro, non sia stata effettuata dall'imprenditore. Il giudice del registro delle imprese, infatti, è privo della legittimazione a sollevare questione di legittimità costituzionale, atteso che è chiamato a svolgere un'indagine di legittimità, la quale ha natura ed oggetto omologhi a quelli demandati all'ufficiale del registro ed è compiuta da un organo dell'autorità giudiziaria, anziché da un altro organo della pubblica amministrazione, poiché consiste in un controllo esteriore di legalità concernente la gestione di un pubblico registro, stabilito a tutela di interessi generali, che non incide su diritti soggettivi con efficacia di giudicato e non definisce una controversia.

Corte Costituzionale  18 gennaio 2008 n. 6  

 

È manifestamente inammissibile la q.l.c. dell'art. 2190 c.c., censurato, in riferimento agli art. 3, 24 e 111 cost., nella parte in cui prevede che, nel caso in cui non sia stata richiesta un'iscrizione obbligatoria, l'ufficio del registro delle imprese invita l'imprenditore a richiederla entro un congruo termine, decorso il quale il giudice del registro può ordinarla con decreto. Premesso che l'art. 23 comma 4 l. 11 marzo 1953 n. 87 - il quale prescrive che l'autorità giudiziaria che solleva la questione incidentale deve ordinare, quando non ne dà lettura in pubblico dibattimento, la notificazione dell'ordinanza "alle parti in causa" - costituisce norma speciale del processo costituzionale incidentale, dettata in riferimento a qualsiasi tipo di processo nel quale la questione può essere sollevata, e collega l'onere di notificazione alla sola circostanza che, in relazione allo specifico tipo di processo, un soggetto se ne possa considerare parte, e premesso altresì che sono "parti in causa", a ciascuno dei quali deve essere effettuata la notificazione dell'ordinanza, tutti i soggetti tra i quali è in corso il giudizio principale, l'ordinanza di rimessione non risulta essere stata notificata alla parte privata, il che rende la questione inammissibile indipendentemente da ogni valutazione in ordine alla legittimazione del rimettente Giudice del registro delle imprese a sollevare q.l.c.

Corte Costituzionale  14 novembre 2006 n. 377  

 

Anche nel caso di una società di persone o di un consorzio con attività esterna, nel caso in cui la sede non corrisponda a verità, benché sia astrattamente possibile, all'atto della iscrizione della variazione, ex art. 2190 c.c., mantenere l'indicazione del comune, eliminando il riferimento all'indirizzo, comprensivo di via e numero civico, in applicazione analogica degli art. 2328 (s.p.a.), 2463 (s.r.l.) e 2521 (s. coop.) nuovo testo c.c. e 111 ter disp. att. c.c., rimane preferibile trasferire d'ufficio la sede presso la residenza dell'amministratore, per l'esigenza di reperire la società o il consorzio.

Tribunale Padova  13 agosto 2004

 

Nel caso in cui la sede di una società di capitali non corrisponda a verità, benché sia astrattamente possibile, in sede di iscrizione della variazione, ex art. 2190 c.c., eliminare il riferimento all'indirizzo, comprensivo di via e numero civico, in applicazione degli art. 2328 (spa), 2463 (srl) e 2521 (s. coop.) nuovo testo c.c. e 111 ter disp. att. c.c., rimane preferibile trasferire d'ufficio la sede presso la residenza dell'amministratore, per l'esigenza di reperire la società.

Tribunale Padova  13 agosto 2004

 

l sistema impugnatorio previsto dagli art. 2189 - 2192 c.c. consente soltanto al richiedente interessato all'iscrizione di una delibera nel Registro delle Imprese di opporsi ad eventuali illegittimi rifiuti di iscrizione, ma non anche ad eventuali controinteressati di opporsi all'iscrizione; in particolare, avverso i provvedimenti del Giudice del Registro, è legittimato al ricorso ex art. 2192 c.c. soltanto colui che ha richiesto l'iscrizione.

Tribunale Napoli  08 settembre 2003

 

Deve essere revocata la cancellazione dal requisito delle imprese concernente società quando, dopo la cancellazione, risultino incompiuti atti necessari per l'esaurimento della liquidazione della società stessa (nella specie, è emersa la pendenza di rapporti nonostante la formale chiusura della liquidazione, con la conseguente riapertura delle operazioni di liquidazione).

Tribunale Verona  10 luglio 2001



 
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