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Art. 2191 codice civile: Cancellazione d’ufficio

Se un’iscrizione è avvenuta senza che esistano le condizioni richieste dalla legge, il giudice del registro, sentito l’interessato, ne ordina con decreto la cancellazione.


Commento

Iscrizione: [v. 2190]; Decreto: [v. 2189].


Giurisprudenza annotata

Registro delle imprese

In virtù dell’art. 2188 c.c., il Giudice del Registro ha la funzione di vigilare sull’operato dell’ufficio del registro e in tema di cancellazione d’ufficio, l’art. 2191 c.c. fa riferimento a quelle medesime “condizioni richieste dalla legge” richiamate dalle norme citate innanzi a proposito del controllo effettuato dall’ufficio. In particolare, il predetto esercita il solo controllo di legittimità formale dell’atto della cui iscrizione si tratta, con esclusione d’indagine sulla legittimità sostanziale.

Tribunale Napoli  06 dicembre 2013 n. 4561  

 

In tema di liquidazione di società, in virtù dell’art. 2188 c.c., il Giudice del Registro ha essenzialmente la funzione di vigilare sull’operato dell’ufficio del registro e che, in particolare, in tema di cancellazione d’ufficio, l’art. 2191 fa riferimento a quelle medesime “condizioni richieste dalla legge” richiamate dalle norme citate innanzi a proposito del controllo effettuato dall’ufficio, va affermato che il Giudice del Registro esercita il solo controllo formale. I poteri del Conservatore e del Giudice del Registro delle Imprese sono limitati al controllo di legittimità formale dell’atto della cui iscrizione si tratta.

Tribunale Napoli  13 novembre 2013 n. 4216  

 

La cancellazione dal registro delle imprese di una società di persone ha natura definitiva, al pari di quella disposta per le società di capitali, anche se vi sono ancora rapporti attivi o passivi da liquidare, salvo il caso in cui si dimostri che la società ha continuato ad operare anche dopo la cancellazione.

Tribunale Vicenza  28 giugno 2013

 

È possibile disporre la cancellazione dell'iscrizione della cancellazione della società dal registro delle imprese qualora l'appostazione nel bilancio finale di liquidazione non garantisca il debito che potrebbe sorgere dall'eventuale soccombenza in un giudizio pendente nel quale sia parte la società.

Tribunale Bologna  06 giugno 2013

 

Laddove la cancellazione di una società dal registro delle imprese italiano sia avvenuta come conseguenza dell'asserito trasferimento all'estero (nella specie in Gran Bretagna) della sua sede sociale, il successivo accertamento della fittizietà del trasferimento - che quindi non comporta il venire meno della giurisdizione del giudice italiano, né determina, come effetto di quella cancellazione, il decorso del termine di cui all'art. 10 legge fall. - non è precluso dal fatto che non sia preventivamente intervenuto, alla stregua dell'art. 2191 cod. civ., alcun provvedimento di segno opposto alla predetta cancellazione, atteso che per poter fornire la prova contraria alle risultanze della pubblicità legale riguardanti la sede dell'impresa non occorre precedentemente ottenere dal giudice del registro una pronuncia che ripristini, anche sotto il profilo formale, la corrispondenza tra la realtà effettiva e quella risultante dal registro. Rigetta, App. Roma, 30/01/2012

Cassazione civile sez. un.  18 aprile 2013 n. 9414  

 

Dopo la riforma del diritto societario, attuata dal d.lg. n. 6 del 2003, la cancellazione dal registro delle imprese estingue anche la società di persone, sebbene non tutti i rapporti giuridici ad essa facenti capo siano stati definiti. Pertanto, la prova contraria, idonea a superare l'effetto di pubblicità dichiarativa che l'iscrizione della cancellazione spiega per la società di persone, non può vertere sul fatto statico della pendenza di rapporti sociali non definiti, occorrendo, viceversa, la prova del fatto dinamico della continuazione dell'operatività sociale dopo l'avvenuta cancellazione, la quale soltanto giustifica, ai sensi dell'art. 2191 c.c., la cancellazione della cancellazione, cui consegue la presunzione che la società non abbia mai cessato di esistere.

Cassazione civile sez. un.  12 marzo 2013 n. 6070  

 

In tema di dichiarazione di fallimento di una società, ai fini del rispetto del termine di un anno dalla cancellazione dal Registro delle imprese del decreto con cui il giudice del registro, ai sensi dell’art. 2191 c.c., ordina la cancellazione della pregressa cancellazione della società già iscritta nello stesso registro, fa presumere sino a prova contraria la continuazione delle attività d’impresa, atteso che il rilievo, di regola, solo dichiarativo della pubblicità, se avvenuta in assenza delle condizioni richieste dalla legge, comporta che l’iscrizione del decreto, emanato ex art. 2191 c.c., determina solo l’opponibilità ai terzi della insussistenza delle condizioni che avevano dato luogo alla cancellazione della società alla data in cui questa era iscritta e, di conseguenza, la stessa cancellazione, con effetto retroattivo, dell’estinzione della società, per non essersi questa effettivamente verificat. (Nella specie, la Corte ha quindi dichiarato la precedente cancellazione “tamquam non esset”, nonché la conseguente non invocabilità del difetto di giurisdizione del giudice italiano, derivante dalla cancellazione della società per il trasferimento della sede all’estero).

Corte appello Roma sez. I  12 febbraio 2013 n. 830  

 

L'estinzione della società per effetto (costitutivo) dell'iscrizione, nel registro delle Imprese, della relativa domanda di cancellazione, non impedisce al giudice di disporre, ai sensi dell'art. 2191 c.c., la cancellazione della suddetta iscrizione, qualora errata o illegittima (Nella specie, la società era stata cancellata nonostante l'esistenza di sopravvivenze e sopravvenienze attive e passive).

Tribunale Modena  28 ottobre 2011



 
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