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Art. 2192 codice civile: Ricorso contro il decreto del giudice del registro

Contro il decreto del giudice del registro (1) emesso a norma degli articoli precedenti, l’interessato, entro quindici giorni dalla comunicazione, può ricorrere al tribunale dal quale dipende l’ufficio del registro (2).

Il decreto che pronunzia sul ricorso deve essere iscritto d’ufficio nel registro (3).


Commento

Decreto: [v. 2189].

 

(1) I decreti che secondo la norma sono impugnabili (l’impugnazione è uno strumento posto a disposizione della parte interessata a chiedere la rimozione di un atto ad essa pregiudizievole) sono quelli di conferma del provvedimento dell’ufficio del registro che ha rifiutato l’iscrizione [v. 21893], di iscrizione nel registro ordinata d’ufficio [v. 2190], di cancellazione dal registro disposta d’ufficio [v. 2191].

(2) I soggetti che sono legittimati a ricorrere contro il decreto del giudice sono coloro che hanno subìto un effettivo pregiudizio dall’avvenuta iscrizione d’ufficio, dal rifiuto di iscrizione o dalla cancellazione d’ufficio. Tra questi vanno inclusi, senz’altro, gli imprenditori [v. 2082], gli institori [v. 2203], gli amministratori [v. 2257] o i soci che agiscono nella loro inerzia.

(3) Il decreto emesso dal tribunale è anch’esso un decreto motivato [v. c.p.c. 737] con la particolarità che non è più suscettibile di ulteriore impugnazione. Esso, però, come i provvedimenti dell’ufficio del registro e i decreti dello stesso giudice delegato [v. 2188], è revocabile in qualsiasi momento (ossia può essere ritirato dallo stesso organo che lo ha emanato).


Giurisprudenza annotata

Ricorso

Anche nel procedimento camerale previsto dall'art. 2192 c.c., nel quale il tribunale provvede su reclamo avverso il decreto emesso dal giudice del registro, è legittima — benché esso sia destinato a concludersi con un decreto non direttamente incidente su posizioni di diritto soggettivo, bensì volto alla gestione di un pubblico registro a tutela di interessi generali — la condanna al pagamento delle spese processuali, pronunciata in favore di colui il quale, partecipando al procedimento in forza di interessi giuridicamente qualificati, le abbia anticipate e tale condanna ben può fondarsi sulla soccombenza processuale dei controinteressati, o del ricorrente nei confronti di questi ultimi, nel contrasto delle rispettive posizioni soggettive.

Cassazione civile sez. I  23 febbraio 2012 n. 2757

 

Il decreto emesso dal tribunale, ai sensi dell'art. 2192 c.c., sul ricorso proposto avverso il provvedimento assunto dal giudice del registro delle imprese non è impugnabile innanzi alla Corte d'appello, in quanto, da un lato, il legislatore ha escluso, salva diversa disposizione di legge, che sia a sua volta reclamabile il provvedimento emesso dal tribunale in sede reclamo (art. 739, comma 3, c.p.c.), e, dall'altro lato, né gli art. 2188 ss. c.c., né altra disposizione speciale prevedono che i decreti pronunciati dal tribunale su reclamo contro il provvedimento del giudice del registro siano, a propria volta, reclamabili.

Cassazione civile sez. I  23 febbraio 2012 n. 2757  

 

Il decreto emesso in sede di reclamo dal tribunale, ai sensi dell'art. 2192 c.c., non è impugnabile con il ricorso straordinario per cassazione, di cui all'art. 111 Cost., con riguardo alle statuizioni che si riferiscono alla gestione del registro e, quindi, agli atti da iscrivere o da cancellare, mentre ad opposta conclusione deve pervenirsi con riguardo all'eventuale distinta decisione con la quale il giudice, pronunciando sul reclamo, condanni una parte al pagamento delle spese processuali, in quanto questa ha carattere decisorio e definitivo, risolvendo un conflitto tra le parti in ordine ad un diritto soggettivo, e non essendo la stessa modificabile o revocabile neppure in un procedimento diverso.

Cassazione civile sez. I  23 febbraio 2012 n. 2757  

 

È inammissibile il ricorso straordinario per cassazione, ex art. 111 Cost., avverso il decreto emesso - in sede di reclamo - dal tribunale, nel corso del procedimento di cui all'art. 2191 c.c., avente ad oggetto la cancellazione d'ufficio di una società dal registro delle imprese; si tratta, infatti, di provvedimento di volontaria giurisdizione, privo del carattere di definitività, in quanto relativo a materia che potrebbe liberamente formare oggetto di ordinario giudizio di cognizione, nonché privo del carattere di decisorietà, in quanto, non incidendo su posizioni di diritto soggettivo, si risolve in un mero atto di gestione di un pubblico registro a tutela di interessi generali.

Cassazione civile sez. I  29 gennaio 2009 n. 2219  

 

Non è ricorribile per cassazione ai sensi dell'art. 111 cost. il decreto del tribunale che neghi l'ammissibilità del reclamo avverso il provvedimento con il quale il giudice del registro ha annullato il decreto del conservatore dei registri di rifiuto dell'iscrizione di alcuni componenti del consiglio di amministrazione di una società municipalizzata, disponendo che si proceda all'iscrizione. Trattasi infatti di provvedimento di volontaria giurisdizione privo del carattere di definitività, in quanto relativo a materia che può formare oggetto di ordinario giudizio di cognizione, nonché del carattere di decisorietà in quanto, non incidendo su posizioni di diritto soggettivo, si risolve in un mero atto di gestione del pubblico registro a tutela di interessi generali. Nè il ricorso per cassazione è ammissibile se il ricorrente lamenti la lesione di situazioni aventi rilievo processuale, quali espressione del diritto di azione, atteso che la pronunzia sull'osservanza delle norme che regolano il processo, disciplinando i presupposti, i modi e i tempi con i quali la domanda può essere portata all'esame del giudice, ha necessariamente la medesima natura dell'atto giurisdizionale cui il processo è preordinato e, pertanto, non può avere autonoma valenza di provvedimento decisorio e definitivo, se di tali caratteri dell'atto sia privo, stante la natura strumentale della problematica processuale e la sua idoneità a costituire oggetto di dibattito soltanto nella sede, e nei limiti, in cui sia aperta o possa essere riaperta la discussione sul merito.

Cassazione civile sez. I  11 marzo 2005 n. 5390  

 

Il sistema impugnatorio previsto dagli art. 2189 - 2192 c.c. consente soltanto al richiedente interessato all'iscrizione di una delibera nel Registro delle Imprese di opporsi ad eventuali illegittimi rifiuti di iscrizione, ma non anche ad eventuali controinteressati di opporsi all'iscrizione; in particolare, avverso i provvedimenti del Giudice del Registro, è legittimato al ricorso ex art. 2192 c.c. soltanto colui che ha richiesto l'iscrizione.

Tribunale Napoli  08 settembre 2003

 

Deve essere dichiarato inammissibile, poiché non rientra nel novero dei provvedimenti previsti dall'art. 2192 c.c., il ricorso avverso il decreto del giudice del registro che ha annullato il provvedimento con cui il conservatore del registro ha rifiutato l'iscrizione della nomina di alcuni componenti il c.d.a. ed ha disposto che a tale iscrizione si procedesse.

Tribunale Palermo  25 giugno 2001

 

È inammissibile il ricorso al tribunale ex art. 2192 c.c., proposto da soggetto diverso da quello che aveva richiesto la registrazione, avverso il provvedimento del giudice del registro delle imprese che, adito ex art. 2189, comma 3 c.c., abbia disposto l'iscrizione in precedenza rifiutata dall'ufficio del registro.

Tribunale Palermo  25 giugno 2001



 
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