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Art. 2196 codice civile: Iscrizione dell’impresa

Entro trenta giorni dall’inizio dell’impresa l’imprenditore che esercita un’attività commerciale deve chiedere l’iscrizione all’ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione stabilisce la sede, indicando:

1) il cognome e il nome, il nome del padre, la cittadinanza e la razza;

2) la ditta;

3) l’oggetto dell’impresa;

4) la sede dell’impresa;

5) il cognome e il nome degli institori e procuratori.

L’imprenditore deve inoltre chiedere l’iscrizione delle modificazioni relative agli elementi suindicati e della cessazione dell’impresa, entro trenta giorni da quello in cui le modificazioni o la cessazione si verificano.



Commento

Registro delle imprese: [v. 2188]; Institori: [v. 425]; Procuratori: [v. 48].


Giurisprudenza annotata

Impresa ed imprenditore

Ai sensi dell'art. 2196, c.c., l'iscrizione presso il registro delle imprese non ha valenza costitutiva, ma costituisce una pubblicità notizia obbligatoria che, come tipico delle pubblicità dichiarative, produce l'effetto giuridicamente rilevante dell'affidamento dei terzi in merito alla veridicità ed all'attualità dei dati pubblicizzati e tanto sia con riferimento all'avvio che con riguardo alle modifiche che intervengono nella vita dell'impresa. Ne deriva che, in coerenza con il proprium di detti meccanismi pubblicitari dichiarativi, l'amministrazione - in assenza di documentazione rituale e tempestiva attestante il contrario - correttamente può trarre dalle indicazioni oggettive cronologiche recate dal certificato il corollario del mancato possesso, da parte di un Consorzio partecipante ad una gara d'appalto, del requisito del fatturato specifico triennale nel torno di tempo all'uopo utile. (Riforma Tar Lazio, Roma, sez. I bis, n. 13593 del 2005 e n. 532 del 2006).

Consiglio di Stato sez. VI  27 novembre 2006 n. 6907  

 

Il lodo irrituale che delibera l'esclusione di un socio deve essere iscritto presso il Registro delle imprese ai fini dell'opponibilità del fatto ai terzi, ai sensi degli art. 2193 e 2196 c.c.

Tribunale L'Aquila  07 maggio 2004

 

Deve essere cancellata d'ufficio dal registro delle imprese la cancellazione della società di capitali che sia stata cancellata senza completare la fase della liquidazione, così impedendosi l'effetto dell'estinzione dell'ente.

Tribunale Padova  26 giugno 2003

 

 

Fallimento

È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 10 l. fall. nella parte in cui tale norma esonera dal fallimento l'imprenditore individuale già iscritto nel registro delle imprese, il quale ha effettivamente cessato l'esercizio dell'impresa da un anno, a prescindere dall'opponibilità del fatto ai terzi secondo il meccanismo degli art. 2193-2196 comma 3 c.c.

Corte Costituzionale  07 novembre 2001 n. 361  

 

È manifestamente infondata, in riferimento agli art. 3, 24 e 97 cost. la q.l.c. dell'art. 10 r.d. 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), sollevata sotto il profilo che tale norma esonererebbe dal fallimento l'imprenditore individuale già iscritto nel registro delle imprese, il quale ha effettivamente cessato l'esercizio dell'impresa da un anno, a prescindere dall'opponibilità del fatto ai terzi secondo il meccanismo degli art. 2193 - 2196 c.c.

Corte Costituzionale  07 novembre 2001 n. 361  



 
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