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Art. 2200 codice civile: Società

Sono soggette all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese le società costituite secondo uno dei tipi regolati nei capi III e seguenti del titolo V e le società cooperative, anche se non esercitano un’attività commerciale.

L’iscrizione delle società nel registro delle imprese è regolata dalle disposizioni dei titoli V e VI.


Commento

Registro delle imprese: [v. 2188]; Società: [v. Libro V, Titolo V]; Società cooperative: [v. 2511]; Imprenditore commerciale: [v. 2195].


Giurisprudenza annotata

Contratti bancari

È legittimo, ai sensi dell'art. 2200 c.c. e dell'art. 119, comma ultimo, d.lg. 1 settembre 1993 n. 385, il comportamento della banca la quale, richiesta di consegnare la documentazione contabile relativa agli estratti conto dei correntisti consumatori per un periodo di tempo superiore ai dieci anni dalla richiesta, si è rifiutata di provvedere.

Tribunale Palermo  22 giugno 2006

 

 

Società

Per la normativa in tema di concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore delle attività produttive nelle aree depresse del Paese di cui alla citata l. n. 488 del 1992 la costituzione in forma di società “regolare” costituisce, un requisito indefettibile soltanto per le imprese gestite in forma collettiva, nel senso che possono legittimamente aspirare alle agevolazioni di cui alla l. n. 488 del 1992 soltanto le imprese societarie iscritte - al pari delle imprese individuali - nel registro delle imprese ex art. 2200 c.c., cioè, per l'appunto, costituite in forma di società regolari.

T.A.R. Genova (Liguria) sez. II  26 maggio 2006 n. 510  

 

 

Imposta patrimonio reddito società

Le cooperative in generale, come pure quelle agricole, sono considerate imprese, soggette all'iscrizione nel registro delle imprese (art. 2200 c.c.) e ai fini fiscali assolvono l'Irpeg. Pertanto, sui contributi erogati da enti pubblici deve essere operata la ritenuta d'acconto del quattro per cento ex art. 28, comma 2 d.P.R. n. 600 del 1973.

Comm. trib. centr. sez. XIII  17 novembre 1993 n. 3173  

 

 

IRPEF

Anche a voler ipotizzare l'esistenza tra le persone dei soci di una s.r.l. di una distinta società di fatto costituitasi con la messa in comune dei beni e la loro trasformazione in opificio industriale, poi dato in affitto alla s.r.l., una società di fatto di tal genere (avente cioè ad oggetto la costituzione e l'affidamento in gestione di uno stabilimento industriale) si qualificherebbe come società semplice e non rientrerebbe, quindi, tra le società commerciali indicate dall'art. 2200 c.c., le sole richiamate dall'art. 100 t.u. n. 645 del 1958, con la conseguenza che non troverebbe applicazione la presunzione assoluta di speculatività sancita dalla norma da ultimo citata.

Cassazione civile sez. I  29 settembre 1987 n. 7311  

 

Nei confronti delle società di cui all'art. 2200 c.c. (nella specie società per azioni), l'art. 100 d.P.R. 29 gennaio 1958 n. 645 prevede l'assoggettamento al tributo mobiliare di tutte le plusvalenze derivanti dal realizzo di beni senza che sia necessaria la dimostrazione dell'esistenza preordinata dell'intento speculativo.

Comm. trib. centr. sez. V  01 giugno 1982 n. 1632  

 

Ai fini dell'assoggettamento ad imposta di ricchezza mobile ai sensi e nel vigore dell'art. 100 del d.P.R. 29 gennaio 1958 n. 645 delle plusvalenze di beni appartenenti ad una delle società indicate nell'art. 2200 c.c. (nella specie: società in accomandita semplice), non basta la semplice appartenenza del bene alla società, ma occorre pur sempre che quest'ultima abbia veste di imprenditore esercente un'attività commerciale, ai sensi degli art. 2082 e 2195 c.c., alla stregua di quanto previsto nell'atto costitutivo e, quindi, l'accertamento, ai fini indicati, che lo scopo sociale sia il compimento di atti di commercio.

Cassazione civile sez. I  16 febbraio 1982 n. 959  

 

Le plusvalenze derivanti dal realizzo di beni relativi all'impresa, realizzate da una società indicata dall'art. 2200 c.c. che svolga un'accertata attività commerciale, sono assoggettate all'imposta di ricchezza mobile cat. B ai sensi dell'art. 100 d.P.R. 29 gennaio 1958 n. 645.

Comm. trib. centr. sez. II  16 dicembre 1980 n. 12594  

 

Le società di cui all'art. 2200 c.c. non svolgono necessariamente attività imprenditoriale e pertanto le plusvalenze realizzate da tali società sono assoggettabili ad imposta solo se la società esercita attività d'impresa.

Comm. trib. centr. sez. II  16 dicembre 1980 n. 12594  

 

A termine dell'art. 100 d.P.R. 29 gennaio 1958 n. 645, concorrono a formare il reddito imponibile da assoggettare all'imposta di ricchezza mobile le plusvalenze derivanti dal realizzo di beni relativi all'impresa, ad un prezzo superiore al costo e si considerano relativi all'impresa, nei confronti delle società indicate nell'art. 2200 c.c., tutti i beni ad esse appartenenti.

Comm. trib. centr. sez. IX  13 novembre 1980 n. 10164  

 

Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 106 del d.P.R. 29 gennaio 1958 n. 645, in relazione all'art. 76 cost., per eccesso di delega rispetto all'art. 20 della l. 5 gennaio 1956 n. 1, nella parte in cui prevede la tassabilità delle plusvalenze e sopravvenienze attive di società tassabili in base a bilancio, ma non esercenti attività commerciale, (art. 2200 c.c.) in quanto l'art. 20 della legge delega n. 1 del 1956 prevede che siano assoggettabili ad imposta solo le plusvalenze dell'attività d'impresa.

Cassazione civile sez. I  28 marzo 1980 n. 199  



 
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