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Art. 2201 codice civile: Enti pubblici

Gli enti pubblici (1) che hanno per oggetto esclusivo o principale un’attività commerciale sono soggetti all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese (2).


Commento

Registro delle imprese: [v. 2188].

Enti pubblici: persone giuridiche attraverso cui la Pubblica Amministrazione esercita attività amministrativa. Perseguono interessi generali, propri dello Stato, spesso godono di una posizione di supremazia nei confronti degli altri soggetti con cui vengono in rapporto.

(1) Stabilire la natura pubblica di un ente è alquanto problematico: quasi mai il legislatore qualifica espressamente un ente come pubblico. È necessario, quindi, guardare al regime giuridico di esso, cioè al complesso di norme e principi che ne regolano l’esistenza e l’attività, nonché all’inserimento nella struttura amministrativa pubblica.

(2) Gli enti cui fa riferimento la norma sono i cd. enti pubblici economici che esercitano in via esclusiva o quanto meno principale attività economica, cioè quella diretta alla produzione o scambio di beni o servizi. Il metodo utilizzato da tali enti è quello che mira tendenzialmente a coprire i costi con i ricavi . Restano quindi fuori dalla previsione dell’articolo in esame quegli enti pubblici che esercitano attività commerciali in via solo accessoria rispetto ad altre attività, di natura non economica, che ne costituiscono l’oggetto principale (es.: lo Stato e gli enti pubblici territoriali).


Giurisprudenza annotata

Giurisdizione

Spetta alla Corte dei conti la giurisdizione sulla controversia avente ad oggetto la responsabilità di un soggetto privato che, in quanto funzionario di fatto di un ente pubblico economico (nella specie, un consorzio di enti locali per la gestione di opere acquedottistiche), abbia svolto operazioni finanziarie in danno dello stesso ente.

Cassazione civile sez. un.  22 dicembre 2003 n. 19667  

 

Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo in ordine alle controversie relative a gare di appalto di pubblici servizi poste in essere da enti pubblici economici (nella specie, azienda speciale Atac) nella qualità di concessionari dell'amministrazione.

Cassazione civile sez. un.  02 dicembre 1998 n. 12200  

 

Spetta alla giurisdizione del giudice amministrativo e non a quella del giudice ordinario la cognizione della controversia relativa all'aggiudicazione di un appalto di opera pubblica o di un pubblico servizio, allorché il procedimento di individuazione del contraente sia condotto da una società privata non nell'interesse proprio ma quale concessionaria di un'amministrazione pubblica. Gli atti posti in essere da un concessionario soggetto privato o ad esso equiparato (nella fattispecie una ex azienda municipalizzata) in funzione della concessione e che egli non avrebbe potuto compiere senza la concessione non costituiscono - infatti - attività di diritto privato.

Cassazione civile sez. un.  02 dicembre 1998 n. 12200  

 

Le gestioni speciali dell'ente di sviluppo agricolo in Calabria costituiscono organizzazione autonoma a natura imprenditoriale e, pertanto, i relativi rapporti di lavoro dipendente hanno natura privatistica e sono riservati alla cognizione del pretore in funzione di giudice del lavoro.

Pretura Cosenza  03 marzo 1989

 

 

Enti pubblici, enti ex pubblici

L'ente pubblico non economico, che gestisce una attività di impresa, è imprenditore non commerciale ed è soggetto alle norme civilistiche sull'impresa, ad esclusione soltanto di quelle che si riferiscono in modo esclusivo all'imprenditore commerciale, per cui è sottratto all'obbligo della iscrizione nel registro delle imprese e della tenuta delle scritture contabili.

Cassazione civile sez. I  21 giugno 1988 n. 4222  

 

Poiché per la disciplina del rapporto di lavoro gli enti pubblici economici sono assoggettati alla normativa propria del lavoro privato nell'impresa, il loro potere di autorganizzazione non può riguardare lo stato giuridico ed il trattamento economico dei dipendenti, riservato esclusivamente all'autonomia collettiva anche per quanto attiene alla risoluzione del rapporto di lavoro e alle sanzioni disciplinari. Sicché ove il contenuto di un regolamento aziendale (nella specie, regolamento del personale del Banco di Napoli) sia il risultato della contrattazione collettiva, esso fornisce soltanto la fonte di cognizione delle clausole collettive. Pertanto sono legittime quelle norme di regolamento che abbiano per specifico oggetto il rapporto di lavoro ed in particolare la possibilità di sospensione cautelare del dipendente e la retroattività del provvedimento di licenziamento disciplinare, ove siano previste specifiche formalità e precisi termini procedimentali con garanzie d'intervento dell'interessato - salvo, sempre il suo diritto alla successiva impugnazione del provvedimento davanti all'A.G.O.-.

Cassazione civile sez. lav.  11 marzo 1980 n. 1632  



 
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