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Art. 2207 codice civile: Modificazione e revoca della procura

Gli atti con i quali viene successivamente limitata o revocata la procura devono essere depositati, per l’iscrizione nel registro delle imprese, anche se la procura non fu pubblicata.

In mancanza dell’iscrizione, le limitazioni o la revoca non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione dell’affare.


Commento

Procura: [v. 2203]; Registro delle imprese: [v. 2188].

Revoca: atto con il quale si elimina il negozio originario privandolo indirettamente di qualsiasi effetto giuridico.


Giurisprudenza annotata

Impresa ed imprenditore

Quando l'imprenditore si avvale per la propria attività di un apparato organizzato di mezzi e di personale, anche l'ausiliare subordinato, come il direttore degli acquisti, cui sia affidata nell'ambito della impresa la conclusione di affari per l'imprenditore stesso, con implicita "contemplatio domini", impegna la responsabilità dell'impresa per gli atti che rientrino nell'esercizio delle sue funzioni. Ne consegue che il terzo contraente può ritenere concluso nel nome e nell'interesse del titolare dell'impresa il negozio stipulato dall'ausiliare a prescindere dal conferimento della rappresentanza, salve le limitazioni contenute nell'atto di conferimento dell'incarico, opponibile ai terzi ai sensi degli artt. 2206, 2207 e 2209 cod. civ. Cassa con rinvio, App. Trento, 04/10/2007

Cassazione civile sez. III  13 giugno 2014 n. 13539  

 

 

Documenti e prove documentali

Determinati ausiliari dell'imprenditore, e precisamente gli institori, i procuratori e i commessi, sono investiti in quanto tali, indipendentemente da uno specifico conferimento di procura, di un potere di rappresentanza commisurato, quanto alla sua ampiezza, alle mansioni loro affidate dall'imprenditore, salvo il potere di quest'ultimo di limitare (ma non escludere) detta sfera rappresentativa, con le modalità e con gli effetti, per quanto riguarda gli institori e i procuratori, di cui agli art. 2206, 2207 e 2209 c.c. Ne consegue che deve ritenersi organico il rapporto alla base dei poteri del procuratore dell'imprenditore e quest'ultimo, se viene prodotta in giudizio contro di lui una scrittura privata sottoscritta a nome dell'impresa da un suo procuratore, ha il potere di disconoscerne in giudizio la sottoscrizione a norma dell'art. 214 c.p.c.

Cassazione civile sez. lav.  13 settembre 1997 n. 9131  

 

 

Società

Una società di capitali che ometta di rendere pubblico l'atto con cui revochi i suoi amministratori deve risentire gli effetti di tale omissione anche in relazione alle obbligazioni cambiarie assunte a suo nome da chi non abbia più il potere di rappresentanza e non può invocare il disposto dell'art. 1993 c.c., secondo cui il difetto di rappresentanza al momento dell'emissione del titolo è opponibile a qualsiasi possessore del titolo stesso. Conseguentemente l'importatore del titolo può richiedere il pagamento sia alla società, non essendo a lui opponibile l'atto di revoca degli amministratori per effetto degli art. 1396, 2207 e 2457-ter c.c., sia all'amministratore della società, una volta conosciuto il difetto di rappresentanza, per effetto dell'art. 11 l.c. che sancisce la responsabilità personale di chi si obbliga cambiariamente quale rappresentante di una società senza averne i poteri o eccedendo dei suoi poteri.

Cassazione civile sez. I  02 marzo 1978 n. 1045  



 
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