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Art. 2219 codice civile: Tenuta della contabilità

Tutte le scritture devono essere tenute secondo le norme di un’ordinata contabilità, senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine. Non vi si possono fare abrasioni e, se è necessaria qualche cancellazione, questa deve eseguirsi in modo che le parole cancellate siano leggibili.


Commento

Scritture (contabili): [v. Libro V, Titolo II, Capo II, Sez. III, ].


Giurisprudenza annotata

Scritture contabili

La presenza di abrasioni nel registro dei corrispettivi consente di ritenere inattendibile la scrittura, quindi di giustificare l'accertamento induttivo nei confronti dell'esercente un bar/caffè.

Cassazione civile sez. trib.  19 settembre 2014 n. 19755  

 

L'attestazione notarile di mera conformità all'originale dell'estratto di scritture contabili non equivale a quella di regolare tenuta delle medesime, ai fini della loro utilizzazione come prova, ai sensi degli art. 2710 e 2219 c.c

Tribunale Padova  22 dicembre 2004

 

La legge riconnette lo specifico valore probatorio degli estratti autentici delle scritture contabili alla sussistenza di specifici requisiti di regolarità e formalità (estrinseche, di cui agli art. 2215 e 2218 c.c., ed intrinseche, di cui all'art. 2219) delle scritture, che, insieme con l'obbligo di bollatura e numerazione dei fogli prima della messa in uso dei libri (con la proibizione, quindi, di abrasioni e spazi in bianco e la garanzia di leggibilità), assicurano la contemporaneità della registrazione con il fatto da registrare ed impediscono scritturazioni di comodo. Ne consegue che, quando la legge parla di "contabilità regolare" o di "scritture regolarmente tenute", intende appunto richiedere tali ordini di formalità, le quali, insieme, sono in grado di rendere controllabile l'atto e di garantire l'esigenza di veridicità.

Cassazione civile sez. I  18 gennaio 1997 n. 503  

 

 

Società

Le cancellazioni, abrasioni o foglietti volanti allegati al progetto di bilancio non costituiscono violazione dei principi di chiarezza e precisione, poiché il progetto di bilancio non ha, prima dell'approvazione da parte dell'assemblea il carattere di scrittura contabile.

Tribunale Milano  20 marzo 1989

 

Di bilancio come scrittura contabile si può parlare solo al termine del procedimento che si conclude con l'approvazione da parte dell'assemblea e la pubblicazione sul BUSARL. La bozza di bilancio e la relazione redatta dagli amministratori non hanno esse stesse natura di scritture contabili e di conseguenza è ammissibile una loro redazione non perfetta dal punto di vista meramente formale, per la presenza di cancellazioni, abrasioni e foglietti "volanti".

Tribunale Milano  20 marzo 1989

 

 

IVA

L'art. 2219 c.c. al quale rinvia il comma 1 dell'art. 39 del d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, vieta di effettuare sui libri contabili correzioni e cancellazioni, anche se necessarie, che non siano eseguite in modo tale che le parole cancellate siano leggibili. Conseguentemente è inapplicabile la pena pecuniaria prevista dal comma 2 dell'art. 45 d.P.R. n. 633 per la tenuta della contabilità non in conformità alle disposizioni del comma 1 dell'art. 39 se le cancellazioni riscontrate non inficiano l'efficacia probatoria delle scritture contabili in quanto lasciano leggibili il numero d'ordine, la data, il numero delle fatture ,la ditta emittente del documento e gli importi corretti.

Comm. trib. centr. sez. XIX  18 novembre 1983 n. 3752  



 
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