codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 2228 codice civile: Impossibilità sopravvenuta dell’esecuzione dell’opera

Se l’esecuzione dell’opera diventa impossibile (1) per causa non imputabile ad alcuna delle parti (2), il prestatore d’opera ha diritto ad un compenso per il lavoro prestato in relazione all’utilità della parte dell’opera compiuta.


Commento

Impossibilità per causa non imputabile: causa di estinzione dell’obbligazione, non satisfattoria, dovuta al fatto che la prestazione diviene definitamente impossibile, per ragioni indipendenti dalla colpa del debitore [v. 1256].

 

(1) L’impossibilità può essere anche soggettiva (es.: malattia o morte del prestatore); di solito il contratto si estingue, perché in questa ipotesi, essendo determinante la persona, nessun altro potrebbe completare l’opera.

 

(2) È, invece, imputabile al committente, ad esempio, la sospensione dei lavori per contrarietà del progetto al regolamento edilizio.


Giurisprudenza annotata

Impossibilità sopravvenuta

L'art. 2228 c.c., che attribuisce al prestatore d'opera il diritto ad un compenso per il lavoro prestato in relazione alla utilità della parte dell'opera compiuta, si applica solo quando la prosecuzione dell'opera divenga impossibile per causa non imputabile ad alcuna delle parti e, quindi, non può trovare applicazione nel caso in cui i lavori (edilizi), oggetto di un contratto di opera, siano stati sospesi dall'autorità comunale per essere il progetto fornito dal committente contrario al regolamento edilizio, essendo al committente stesso imputabile l'interruzione dell'opera.

Cassazione civile sez. III  24 gennaio 1979 n. 548  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti