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Art. 2241 codice civile: Periodo di prova

Il patto di prova si presume per i primi otto giorni.


Commento

Patto di prova: [v. 2096].


Giurisprudenza annotata

Fallimento

A norma degli art. 2214 e 2241 c.c., l'imprenditore che esercita un'attività commerciale è obbligato, personalmente, alla regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili nella propria azienda. Egli può avvalersi dell'opera di un tecnico, sia esso un proprio dipendente o un libero professionista, ma resta sempre responsabile per l'attività da essi svolta nell'ambito dell'impresa. In caso di fallimento, quindi, risponde penalmente dell'attività e delle omissioni delle persone da lui incaricate che non hanno tenuto, in assoluto, o non hanno tenuto regolarmente i libri e le scritture contabili prescritte dalla legge. Il principio opera nel caso di inquadrabilità della condotta sia in reati puniti per dolo o colpa (bancarotta semplice), sia in delitti puniti soltanto a titolo di dolo (bancarotta fraudolenta documentale). In tale ultima ipotesi, l'imprenditore non va esente da responsabilità per aver affidato ad un collaboratore le operazioni contabili, dovendosi presumere che i dati siano stati trascritti secondo le indicazioni e i documenti forniti dall'imprenditore medesimo. Trattasi, peraltro, di una presunzione "iuris tantum", che può essere vinta da rigorosa prova contraria.

Cassazione penale sez. V  01 ottobre 1998 n. 709  

 

A norma degli art. 2214 e 2241 c.c., l'imprenditore che esercita un'attività commerciale è obbligato, personalmente, alla regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili nella propria azienda. Egli può avvalersi dell'opera di un tecnico, sia esso un proprio dipendente o un libero professionista, ma resta sempre responsabile per l'attività da essi svolta nell'ambito dell'impresa. In caso di fallimento, quindi, risponde penalmente dell'attività e delle omissioni delle persone da lui incaricate che non hanno tenuto, in assoluto, o non hanno tenuto regolarmente i libri e le scritture contabili prescritte dalla legge. Il principio opera nel caso di inquadrabilità della condotta sia in reati punibili per dolo o colpa (bancarotta semplice), sia in delitti punibili soltanto a titolo di dolo (bancarotta fraudolenta documentale). In tale ultima ipotesi, l'imprenditore non va esente da responsabilità per aver affidato a un collaboratore le operazioni contabili, dovendosi presumere che i dati siano stati trascritti secondo le indicazioni e i documenti forniti dall'imprenditore medesimo. Trattasi, peraltro, di una presunzione "iuris tantum", che può essere vinta da rigorosa prova contraria.

Cassazione penale sez. V  01 ottobre 1998 n. 709  

 

Il reato di bancarotta semplice, sull'ipotesi di omessa o irregolare tenuta dei libri e delle scritture contabili, è reato di pericolo presunto e la responsabilità penale dell'imprenditore, obbligato a norma degli art. 2214 e 2241 c.c., non viene a cessare in caso di affidamento ad altri del compito di curare la compilazione dei libri e delle scritture contabili obbligatorie.

Cassazione penale sez. V  14 febbraio 1985



 
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