Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2245 codice civile: Indennità di anzianità

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



In caso di cessazione del contratto è dovuta al prestatore di lavoro un’indennità proporzionale agli anni di servizio, salvo il caso di licenziamento per colpa di lui o di dimissioni volontarie.

L’ammontare dell’indennità è determinata sulla base dell’ultima retribuzione in danaro, nella misura di otto giorni per ogni anno di servizio (1).

Se gli usi lo stabiliscono, l’indennità è dovuta anche nel caso di dimissioni volontarie.

Commento

(1) Anche se del lavoro domestico beneficia l’intera famiglia, il rapporto di lavoro si instaura soltanto con colui che assume il lavoratore e pertanto con la sua morte potrà continuare con un familiare dello stesso soltanto nell’ ipotesi che questi esprima una precisa volontà in tal senso.

Giurisprudenza annotata

Lavoro subordinato domestico

Il rapporto di lavoro domestico può proseguire, dopo la morte del datore di lavoro, con i componenti della famiglia eredi o meno, che manifestino, anche attraverso comportamenti concludenti, la volontà di far proseguire lo stesso rapporto, ancorché con ridotte prestazioni, con l'adesione del lavoratore, salvo che, in dipendenza delle prestazioni da queste svolte nell'interesse dei predetti soggetti e del consenso di costoro, sia configurabile, alternativamente, l'instaurazione di un nuovo ed autonomo rapporto di lavoro.

Cassazione civile sez. lav.  09 giugno 1993 n. 6407  

 

Il rapporto di lavoro domestico che si svolge nell'ambito di una famiglia si instaura esclusivamente fra il prestatore di lavoro e la persona che lo ha assunto, anche se le prestazioni lavorative vengano ad essere svolte nell'interesse di tutti i componenti della famiglia medesima. Pertanto, in caso di morte del datore di lavoro il rapporto si estingue salvo che alcuno dei componenti la famiglia - sia oppur no erede - manifesti la volontà di far proseguire lo stesso rapporto di lavoro domestico, con l'adesione del lavoratore, nell'esercizio della propria autonomia privata, anche attraverso comportamenti concludenti, da accertare da parte del giudice del merito, estrinsecantisi, ad esempio, nella continuazione, senza intervallo delle medesime prestazioni lavorative nell'ambito dello stesso nucleo familiare, nel correlativo pagamento della retribuzione, nonché nella mancata liquidazione del rapporto svoltosi con il "de cuius". Pertanto, ove si accerti tale unicità di rapporti di lavoro, il diritto all'indennità di anzianità - proporzionale a tutti i complessivi anni di servizio - sorge solo al momento della definitiva cessazione del servizio stesso, con le relative conseguenze in ordine al decorso della prescrizione.

Cassazione civile sez. lav.  28 agosto 1980 n. 4980  



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