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Art. 2261 codice civile: Controllo dei soci

I soci che non partecipano all’amministrazione hanno diritto di avere dagli amministratori notizia dello svolgimento degli affari sociali, di consultare i documenti relativi all’amministrazione e di ottenere il rendiconto quando gli affari per cui fu costituita la società sono stati compiuti (1).

Se il compimento degli affari sociali dura oltre un anno, i soci hanno diritto di avere il rendiconto dell’amministrazione al termine di ogni anno, salvo che il contratto stabilisca un termine diverso.


Commento

Rendiconto: il (—), a differenza del bilancio che accerta la situazione patrimoniale complessiva della società nonché gli utili e le perdite, è il documento che contiene il prospetto delle operazioni compiute dagli amministratori in un dato periodo nonché delle entrate e delle uscite corrispondenti.

 

(1) Quest’ipotesi fa riferimento al caso in cui la società duri meno di un anno: nel caso in cui la società duri più di un anno, si applica il comma 2 (il rendiconto deve essere, cioè, presentato al termine di ogni anno).


Giurisprudenza annotata

Imposte

In tema di imposte sui redditi, l'obbligo di motivazione degli atti tributari, come disciplinato dall'art. 7 della legge 27 luglio 2000, n. 212, e dall'art. 42 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, è soddisfatto dall'avviso di accertamento dei redditi del socio che rinvii "per relationem" a quello riguardante i redditi della società, ancorché solo a quest'ultima notificato, giacché il socio, ex art. 2261 cod. civ., ha il potere di consultare la documentazione relativa alla società e, quindi, di prendere visione dell'accertamento presupposto e dei suoi documenti giustificativi. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che aveva annullato l'atto impositivo nei confronti del socio per l'omessa allegazione del processo verbale di costatazione reso nei confronti della società). Cassa con rinvio, Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna, 23/12/2011

Cassazione civile sez. VI  28 novembre 2014 n. 25296  

 

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, l'obbligo di porre il contribuente in condizione di conoscere le ragioni dalle quali deriva la pretesa fiscale, sancito dall'art. 42 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, come modificato dall'art. 1 del d.lgs. 26 gennaio 2001, n. 32, è soddisfatto dall'avviso di accertamento dei redditi del socio che rinvii "per relationem" a quello riguardante i redditi della società, ancorché solo a quest'ultima notificato, in quanto, da un lato, l'obbligo di motivazione è assolto anche mediante il riferimento ad elementi di fatto offerti da atti nella conoscibilità del destinatario, e, dall'altro, il socio, ex art. 2261 cod. civ., ha il potere di consultare la documentazione relativa alla società e, quindi, di prendere visione dell'accertamento presupposto e dei suoi documenti giustificativi. Cassa e decide nel merito, Comm. Trib. Reg. Roma, 28/05/2007

Cassazione civile sez. trib.  12 marzo 2014 n. 5645  

 

 

Rendiconto

Il procedimento di rendiconto di cui agli art. 263 e s. c.p.c. è fondato sul presupposto dell'esistenza dell'obbligo legale o negoziale di una delle parti di rendere il conto all'altra, facendo conoscere il risultato della propria attività in quanto influente nella sfera di interessi patrimoniali altrui o, contemporaneamente, nella altrui e nella propria, e, come tale, si ricollega all'esistenza di un rapporto di natura sostanziale e si instaura a seguito di domanda di rendiconto proposta in via principale od incidentale, sviluppandosi, quindi, come un giudizio di cognizione di merito, sia pure speciale, il cui atto terminale - in caso di accettazione del conto - è un'ordinanza non impugnabile del giudice istruttore, mentre - in caso contrario - è una sentenza (se del caso parziale quando trattasi di procedimento promosso in via incidentale) avente attitudine ad acquisire efficacia di giudicato sul modo di essere della situazione sostanziale inerente l'obbligo di rendiconto (e ciò, o in via esclusiva, o in via strumentale, rispetto ad altra situazione costituente il diritto principale cui si ricollega l'obbligo di rendiconto). (Principio affermato dalla S.C. con riguardo al diritto che, ai sensi dell'art. 2261 c.c., compete al socio di società di persone di ottenere il rendiconto dagli amministratori, al fine di proporre contro i medesimi un'eventuale azione di responsabilità).

Cassazione civile sez. I  23 luglio 2010 n. 17283

 

 

Imposte

L'art. 2261 comma 1 c.c. riconosce al socio non amministratore di una s.a.s. il diritto di avere dagli amministratori notizie dello svolgimento degli affari sociali, di consultare i documenti relativi all'amministrazione e di ottenere il rendiconto quando gli affari per cui fu costituita la società sono stati compiuti, in ogni tempo e senza alcun limite se non quello della buona fede e dell'abuso.

Tribunale Nocera Inferiore sez. I  24 marzo 2009

 

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, l'obbligo di porre il contribuente in condizione di conoscere le ragioni dalle quali deriva la pretesa fiscale, stabilito dall'art. 42 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, è soddisfatto dall'avviso di accertamento dei redditi del socio (nella specie, accomandante di una s.a.s.) che rinvii "per relationem" a quello, relativo ai redditi della società, solo a quest'ultima notificato, giacché il socio, a norma dell'art. 2261 c.c., ha il potere di consultare la documentazione relativa alla società, e quindi di prendere visione sia dell'accertamento presupposto che dei documenti richiamati a suo fondamento, ovvero di rilevarne l'omessa comunicazione. L'obbligo di motivazione degli atti di accertamento, infatti, può essere assolto dall'amministrazione finanziaria anche mediante il riferimento a elementi di fatto offerti da documenti che siano nella conoscibilità del destinatario. (Fattispecie anteriore alle modifiche recate all'art. 42 del d.P.R. n. 600 del 1973 dall'art. 1 d.lg. 26 gennaio 2001 n. 32).

Cassazione civile sez. trib.  13 giugno 2002 n. 8407  

 

La rettifica del reddito dichiarato da una società di persone, dà luogo anche alla rettifica della dichiarazione del socio relativamente ai redditi di partecipazione. Sono, quindi, applicabili nei confronti di quest'ultimo le sanzioni di cui all'art. 46 d.P.R. n. 600 del 1973 per infedele dichiarazione. L'applicazione delle predette sanzioni non scaturisce in conseguenza di una sorta di responsabilità oggettiva imputabile in capo al socio in quanto, ai sensi dell'art. 2261 c.c., il singolo socio ha il potere di controllare lo svolgimento degli affari sociali e di consultare la documentazione relativa alla società.

Comm. trib. centr. sez. III  09 agosto 1996 n. 4156  

 

 

Società

Gli art. 2261 e 2289 c.c., che devono essere letti congiuntamente, pongono a carico della società l'obbligo di liquidare la quota stessa, e a carico degli amministratori l'obbligo di rendere il conto (obbligo che sussiste nei confronti degli eredi anche qualora il "de cuius" avesse partecipato all'amministrazione) al fine di consentire la formazione di una situazione patrimoniale straordinaria aggiornata; tale situazione deve essere redatta nel rispetto dei criteri di redazione del bilancio ed ai fini dell'assolvimento dell'onere della società di provare il valore della quota.

Cassazione civile sez. I  16 gennaio 2009 n. 1036  

 

L'obbligo dei soci amministratori di rendere il conto, ai sensi degli art. 2261 e 2289 c.c., riguarda anche la situazione patrimoniale straordinaria relativa alla liquidazione della quota, atteso che anche in questo caso si tratta di individuare la consistenza del patrimonio sociale alla luce degli atti di gestione posti in essere durante la vita della società dai soci amministratori a fronte di un obbligo nei confronti del socio receduto o degli eredi del socio defunto che grava sulla società in quanto tale.

Cassazione civile sez. I  16 gennaio 2009 n. 1036  

 



 
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