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Art. 2262 codice civile: Utili

Salvo patto contrario, ciascun socio ha diritto di percepire la sua parte di utili dopo l’approvazione del rendiconto.


Commento

Utile: [v. 2247]; Rendiconto: [v. 2261].


Giurisprudenza annotata

Società

Nelle società di persone, il diritto del singolo socio a percepire gli utili è subordinato, ai sensi dell'art. 2262 c.c., alla approvazione del rendiconto, situazione contabile che equivale, quanto ai criteri di valutazione, a quella di un bilancio e non è surrogabile dalle dichiarazioni fiscali della società. Rigetta, App. L'Aquila, 31/03/2006

Cassazione civile sez. I  31 dicembre 2013 n. 28806  

 

La sottrazione indebita ad opera dell'amministratore degli utili della società non ancora destinati alla distribuzione ai soci da una delibera dell'assemblea lede il patrimonio sociale e solo indirettamente si ripercuote sulla posizione giuridica e sull'interesse economico del singolo socio compromettendone l'aspettativa di reddito e comprimendo il valore della sua quota; ciò in quanto gli utili, prima dell'eventuale distribuzione in favore dei soci, fanno parte del patrimonio sociale ed appartengono, quindi, alla società. Conferma App. Genova, 19 maggio 2005

Cassazione civile sez. III  22 marzo 2011 n. 6558

 

Nella società cosiddetta di fatto, e più in generale nella società in nome collettivo, è possibile distribuire ai soci somme a titolo di utili, conseguiti in uno o più esercizi sociali, anche prima dell'approvazione del rendiconto, e ciò in quanto la norma di cui all'art. 2262 c.c., che ne subordina il conseguimento solamente all'esito dell'approvazione del rendiconto stesso, ammette espressamente il patto contrario.

Cassazione civile sez. I  09 luglio 2003 n. 10786  

 

Nelle società di persone l'utile e la perdita di esercizio non costituiscono un'entità aritmetica ricavabile dalla differenza fra entrate ed uscite di un determinato periodo temporale, bensì un'entità sostanziale emergente attraverso il rendiconto redatto a mente dell'art. 2262 c.c., secondo una nozione implicante il raffronto con la situazione patrimoniale precedente e l'indicazione delle variazioni globali intervenute nella consistenza di un patrimonio, e cioè una situazione contabile sostanzialmente equivalente a quella di un bilancio.

Tribunale Milano  07 febbraio 2003

 

 

Comunione dei beni tra coniugi

La partecipazione acquistata in data anteriore al matrimonio non ricade nella comunione legale tra coniugi, mentre vi ricadono gli incrementi della medesima partecipazione intervenuti in costanza di matrimonio ed ottenuti mediante imputazione a capitale degli utili accantonati negli esercizi precedenti, i quali costituiscono crediti dei singoli soci nei confronti della società. Infatti, nella società in nome collettivo il singolo socio, a termini dell'art. 2262 c.c., cui rinvia l'art. 2292 c.c., ha diritto a percepire gli utili risultanti dal bilancio successivamente all'approvazione del rendiconto, come depone la presunzione di imputazione degli utili direttamente al singolo socio di società personale, di cui all'art. 5 comma 1 d.P.R. n. 917 del 1986 (t.u.i.r.).

Cassazione civile sez. II  02 febbraio 2009 n. 2569  

 

 

Imposte

Il reddito di partecipazione agli utili societari del socio di una società di persone costituisce, ai fini dell'i.r.pe.f., reddito proprio del contribuente (al quale è imputato sulla base di una presunzione di effettiva percezione), e non della società, senza che rilevi in contrario la eventuale circostanza che egli non abbia ancora percepito, rimanendone peraltro creditore, gli utili ai quali, a norma dell'art. 2262 c.c., ha diritto, per avere rinviato ad altro esercizio l'esazione del credito, o per avere reinvestito gli utili medesimi in attività sociali o per qualsiasi altra ragione.

Cassazione civile sez. trib.  27 febbraio 2002 n. 2899



 
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