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Art. 2266 codice civile: Rappresentanza della società

La società acquista diritti e assume obbligazioni per mezzo dei soci che ne hanno la rappresentanza e sta in giudizio nella persona dei medesimi (1).

In mancanza di diversa disposizione del contratto, la rappresentanza spetta a ciascun socio amministratore (2) e si estende a tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale.

Le modificazioni e l’estinzione dei poteri di rappresentanza sono regolate dall’art. 1396 (3).


Commento

Oggetto sociale: [v. 2253].

Rappresentanza della società: potere di compiere atti in nome e per conto della società [v. 1387].

Stare in giudizio: si intende il fatto che un soggetto venga chiamato dinanzi ad un giudice, sia perché ne ha chiesto lui stesso l’intervento per la tutela di un suo diritto, sia perché sia stato coinvolto da un’altra persona e debba quindi difendersi.

Socio amministratore: socio che ha anche il potere di amministrazione.

Nelle società di persone [v. Libro V, Titolo V, Capo II] in genere sono (—) tutti i soci con responsabilità illimitata [v. 2267].

 

(1) La cd. rappresentanza processuale [v. 2418].

 

(2) Anche se il potere di rappresentanza spetta, in genere, a ciascun socio amministratore, esso deve essere tenuto distinto dal potere di amministrazione. Quest’ultimo è il potere di decidere quali atti compiere, mentre il potere di rappresentanza è il potere di compiere tali atti in nome e per conto della società.

 

(3) Ossia, devono essere messe a conoscenza dei terzi con mezzi idonei [v. 1396].


Giurisprudenza annotata

Società

In materia di rappresentanze, ove il rappresentante di una società di persone non spenda il nome di questa, il negozio concluso spiega effetto solo nei suoi confronti anche se abbia ad oggetto interessi o beni comuni; ove, peraltro, il contratto (quale, nella specie, quello di cessione di azienda) richieda la forma scritta "ad probationem", la "contemplatio domini", pur non richiedendo l'uso formale di formule sacramentali, deve risultare dallo stesso documento negoziale, restando irrilevante la conoscenza o l'affidamento creato nel terzo contraente circa l'esistenza del rapporto sociale interno e dei poteri di rappresentanza reciproca che essa comporta. Rigetta, App. Milano, 07/09/2011

Cassazione civile sez. VI  07 novembre 2013 n. 25104  

 

La rettifica della dichiarazione Iva nei confronti di società di persone non è preclusa dal fatto che, successivamente al periodo di imposta cui si riferisce l'accertamento, la ragione sociale sia stata modificata e le quote siano state interamente cedute, trattandosi di vicende che non comportano l'estinzione della società e la nascita di un nuovo soggetto, e costituendo le società di persone soggetti di diritto distinti dai soci, come tali centri autonomi di imputazione di situazioni giuridiche ad esse immediatamente riconducibili, in virtù della capacità negoziale e processuale loro attribuita dall'art. 2266 c.c..

Cassazione civile sez. trib.  26 giugno 2009 n. 15183  

 

Nei confronti di una società di persone il contraddittorio deve considerarsi regolarmente instaurato quando, indipendentemente dalla formale citazione del legale rappresentante, risultino personalmente convenuti in giudizio tutti i soci.

Cassazione civile sez. I  08 aprile 2009 n. 8570  

 

La domanda di liquidazione della quota di una società di persone, da parte del socio receduto, fa valere un'obbligazione non degli altri soci, ma della società, e, pertanto, ai sensi dell'art 2266 c.c., va proposta nei confronti della società medesima, quale soggetto passivamente legittimato; non sono, invece, legittimati passivi gli altri soci, in quanto il regime della responsabilità solidale illimitata dei soci, ai sensi dell'art. 2191 c.c., opera solo a favore dei terzi, od anche dello stesso socio, ma per altri fatti non contrattuali (come il pagamento dell'indebito o l'illecito aquiliano), archetipo in cui non rientra il diritto alla liquidazione della quota.

Cassazione civile sez. I  15 gennaio 2009 n. 816  

 

Qualora l’atto costitutivo di una società preveda che il socio ed amministratore unico possa compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione della società, “fatta eccezione per gli atti inerenti agli acquisiti e vendite immobiliari, perciò è necessario il consenso e l’accordo di tutti i soci”, la vendita di immobile, non rientrando nell’oggetto sociale richiede il consenso e l’accordo suddetto. Qualora in una scrittura per la cessione dello stabile sociale siano presenti tutti i soci, intervenuti nella qualità sociale rivestita, nonché l’amministratore unico anch’esso nella qualità rivestita nella società, se ne deduce la validità della scrittura avente ad oggetto la cessione, in quanto redatta in piena conformità dell’atto costitutivo e nelle norme in materia societaria.

Tribunale Salerno sez. I  12 ottobre 2007

 

In tema di limiti ai poteri degli amministratori delle società derivanti dall'oggetto sociale, spetta al giudice di merito (con valutazione insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivata) verificare, caso per caso, tutti gli aspetti della vicenda, allo scopo di accertare, in concreto, se il comportamento tenuto da colui che abbia agito in nome e per conto della società possa avere o meno ingenerato nella controparte, considerate anche le modalità di svolgimento del rapporto, il ragionevole convincimento della sussistenza dei poteri di rappresentanza.

Cassazione civile sez. III  17 luglio 2007 n. 15883  

 

 

Contratti agrari

Nei confronti della famiglia coltivatrice sono applicabili, in mancanza di nomina di un rappresentante della stessa nei rapporti con il concedente, ai sensi dell'art. 48 l. 3 maggio 1982 n. 203, le disposizioni degli art. 2266 e 2257 c.c. in materia di società semplice, di talché ciascuno dei componenti può validamente rappresentare, sia attivamente che passivamente, la famiglia stessa, con l'ulteriore conseguenza che, ove il concessionario abbia posto il predio a disposizione dell'impresa familiare, il contratto di affitto di fondo rustico deve ritenersi corrente non tra il concedente e l'originario concessionario, ma tra il primo e la famiglia coltivatrice del secondo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso sussistere un'insanibile contraddizione tra l'allegazione della sottoscrizione del contratto di affitto di fondo rustico da parte un membro soltanto della famiglia e la richiesta, avanzata dall'intera famiglia, di restituzione delle somme pagate in eccesso rispetto a quanto pattiziamente stabilito).

Cassazione civile sez. III  15 luglio 2011 n. 15667  

 

 

Processo penale

L'omessa indicazione, nella querela proposta dal legale rappresentante della persona giuridica, della fonte dei poteri di rappresentanza non ne determina la nullità, ma, nel caso in cui l'effettiva titolarità di tale potere da parte del querelante venga formalmente contestata, impone al giudice di procedere alla verifica in concreto della sua sussistenza. (Fattispecie relativa a querela presentata dal socio di una società in nome collettivo).

Cassazione penale sez. VI  16 febbraio 2010 n. 8699

 

 



 
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