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Art. 2270 codice civile: Creditore particolare del socio

Il creditore particolare del socio, finché dura la società, può far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al debitore (1) e compiere atti conservativi sulla quota spettante a quest’ultimo nella liquidazione (2).

Se gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti, il creditore particolare del socio può inoltre chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota del suo debitore (3). La quota deve essere liquidata entro tre mesi dalla domanda, salvo che sia deliberato lo scioglimento della società.


Commento

Atti conservativi: [v. 2755]; Liquidazione della quota: [v. 2284].

 

(1) Il creditore particolare del socio non può mai soddisfarsi sul patrimonio della società, ma solo sugli utili spettanti al socio suo debitore.

(2) Ad esempio sottoponendo a sequestro il diritto, futuro ed eventuale, del socio alla quota di liquidazione in caso di scioglimento della società o di scioglimento del suo rapporto sociale [v. 2284 ss.].

(3) In questo modo provocando l’uscita del socio dalla società [v. 2288]. La liquidazione della quota del socio debitore è espressamente esclusa per le società in nome collettivo [v. 2308] e in accomandita semplice.


Giurisprudenza annotata

Società

Nel corso di un giudizio di opposizione all’esecuzione va evidenziato che la quota di partecipazione del socio di una società in nome collettivo, non essendo di regola liberalmente trasferibile, non è suscettibile di espropriazione forzata, risultando dal sistema della legge la correlazione tra libera trasferibilità ed espropriabilità. Tra gli atti conservativi che il creditore particolare del socio può compiere sulla quota spettante a quest’ultimo nella liquidazione ai sensi dell’art. 2270, comma 1 c.c., non rientra il pignoramento in quanto la finalità espropriativa tipica di tale atto esecutivo non può essere piegata a mere finalità conservative in vista della futura aggressione della quota che spetterà al socio in esito al compimento delle operazioni di liquidazione della società.

Tribunale Trani  23 febbraio 2007 n. 43  

 

È legittimo ed efficace il pignoramento cui il creditore particolare del socio di società di persone sottoponga la quota di liquidazione che spetterà allo stesso al momento dello scioglimento del rapporto, con differimento dell'effetto satisfattivo al momento della liquidazione della società, quando, su istanza del creditore procedente, sarà rinnovata la dichiarazione del terzo al fine di verificare qual è l'effettivo valore della quota.

Tribunale Monza  08 maggio 2000

 

È nullo il pignoramento cui il creditore particolare del socio di società di persone sottoponga la quota di liquidazione che spetterà allo stesso al momento dello scioglimento del rapporto.

Tribunale Monza  05 dicembre 2000

 

 

Sequestri

È inammissibile il ricorso volto ad ottenere il sequestro giudiziario di quote di partecipazione ad una società di persone.

Tribunale Roma  17 maggio 2004

 

Le quote di partecipazione di una società di persone che per disposizione dell'atto costitutivo siano trasferibili con il (solo) consenso del cedente e del cessionario, salvo il diritto di prelazione in favore degli altri soci, possono essere sottoposte a sequestro conservativo ed essere espropriate a beneficio dei creditori particolari del socio anche prima dello scioglimento della società.

Cassazione civile sez. I  07 novembre 2002 n. 15605  

 

È inammissibile il sequestro conservativo di quote di una società di persone finché dura la società.

Corte appello Milano  23 marzo 1999

 

Non è ammesso il sequestro della quota di s.a.s. da parte dei creditori particolari del socio durante la vita della società poiché il sequestro conservativo non ha una autonoma funzione ma costituisce un momento intermedio di un processo esecutivo destinato a concludersi con l'espropriazione del diritto oggetto dell'esecuzione, il che comporterebbe la modificazione coattiva del rapporto sociale dovuta alla sostituzione del creditore procedente o di un terzo al socio esecutato in contrasto con il principio dell'"intuitus personae" che informa le partecipazioni a società di persone.

Corte appello Milano  23 marzo 1999

 



 
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