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Art. 2292 codice civile: Ragione sociale

La società in nome collettivo agisce sotto una ragione sociale costituita dal nome (1) di uno o più soci con l’indicazione del rapporto sociale (2).

La società può conservare nella ragione sociale il nome del socio receduto o defunto, se il socio receduto o gli eredi del socio defunto vi consentono (3).

 

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Commento

Ragione sociale: nome della s.n.c., in particolare il nome sotto il quale la società è identificata nei rapporti con i terzi.

 

(1) Devono essere indicati il nome ed il cognome di uno o più soci (ma non necessariamente di tutti).

La ragione sociale o la denominazione sociale delle società che hanno quale oggetto sociale l’esercizio esclusivo delle attività di cui all’art. 2135  deve contenere l’indicazione di società agricola.

 

(2) L’indicazione del rapporto sociale è richiesta dalla legge in relazione all’ esigenza che i terzi conoscano quale sia in concreto il tipo di società e la conseguente responsabilità dei soci.

 

(3) Si parla a questo proposito di ragione sociale derivata. Si vuole in questo modo evitare che in tutti i casi in cui venga meno un socio il cui nome era inserito nella ragione sociale, quest’ultima debba essere cambiata col pericolo di creare confusione nella clientela.


Giurisprudenza annotata

Società

In tema di società di persone, la modifica della persona dei soci e della ragione sociale non comporta l'estinzione della società e la nascita di un nuovo soggetto, costituendo le società di persone soggetti di diritto distinti dai soci e, come tali, centri autonomi d'imputazione di situazioni giuridiche ad esse immediatamente riconducibili. Rigetta, App. Roma, 25/02/2010

Cassazione civile sez. II  27 agosto 2014 n. 18409  

 

La società in nome collettivo, deve agire, ai sensi dell'art. 2292, c.c., con una ragione sociale costituita dal nome di uno o più soci, in osservanza di un generale principio di verità ed affidamento dei terzi che, come è noto, possono agire per la tutela dei loro diritti nei confronti di tutti i soci illimitatamente responsabili (sia pure con il "beneficium excussionis" ex art. 2304, c.c.). Pertanto, l'utilizzo del nome T. nella ragione sociale, è legittimo, essendo imposto dalla legge, risultando essere il cognome dei soci della stessa società. D'altronde, ai sensi dell'art. 21, comma 1, c.p.i., i titolari di diritti di marchi d'impresa registrati non possono vietare a terzi, nell'esercizio dell'attività d'impresa, l'uso del loro nome ed indirizzo.

Tribunale Bari sez. V  03 marzo 2010 n. 756  

 

Nelle società di persone, l'unificazione della collettività dei soci (che si manifesta con l'attribuzione alla società di un nome, di una sede, di un'amministrazione e di una rappresentanza) e l'autonomia patrimoniale del complesso dei beni destinati alla realizzazione degli scopi sociali (che si riflette nell'insensibilità, più o meno assoluta, di fronte alle vicende dei soci e nell'ordine, più o meno rigoroso, imposto ai creditori sociali nella scelta dei beni da aggredire) costituiscono un congegno giuridico volto a consentire alla pluralità (dei soci) un'unitarietà di forme di azione e non valgono anche a dissolvere tale pluralità nell'unicità esclusiva di un ens tertium. Pertanto, mentre sul piano sostanziale va esclusa, nei rapporti interni, una volontà o un interesse della società distinto e potenzialmente antagonista a quello dei soci, sul piano processuale è sufficiente, ai fini di una rituale instaurazione del contraddittorio nei confronti della società, la presenza in giudizio di tutti i soci, facendo poi stato la pronuncia, nei confronti di questi emessa, anche nei riguardi della società stessa (in applicazione di tale principio, la Suprema Corte ha escluso che la proposizione della domanda di annullamento di un atto di cessione delle quote sociali intervenuto tra i soci di una società in nome collettivo richiedesse l'instaurazione del contraddittorio anche nei confronti della società). (Conferma App. Brescia 20 aprile 2002).

Cassazione civile sez. I  05 aprile 2006 n. 7886  

 

Il disposto dell'art. 2292 c.c. in relazione all'art. 6 c.c. non consente l'iscrizione nel registro delle imprese dell'atto costitutivo di una s.n.c. nella cui ragione sociale sia stata omessa l'indicazione anche del prenome di almeno uno dei soci.

Tribunale Vicenza  06 ottobre 1984

 

 

Procedimento civile

Ai fini della validità della procura alle liti rilasciata per una società in nome collettivo, è sufficiente, oltre alla specificazione della ragione sociale (contenente, ai sensi dell'art. 2292, cod. civ., il nome di almeno un socio), l'indicazione della persona fisica del conferente, la cui qualità di socio si presume, salva prova contraria, agli effetti dell'art. 2298 cod. civ. Cassa con rinvio, App. Firenze, 18/04/2007

Cassazione civile sez. II  21 febbraio 2014 n. 4212  

 

 

Coniugi

La partecipazione acquistata in data anteriore al matrimonio non ricade nella comunione legale tra coniugi, mentre vi ricadono gli incrementi della medesima partecipazione intervenuti in costanza di matrimonio ed ottenuti mediante imputazione a capitale degli utili accantonati negli esercizi precedenti, i quali costituiscono crediti dei singoli soci nei confronti della società. Infatti, nella società in nome collettivo il singolo socio, a termini dell'art. 2262 c.c., cui rinvia l'art. 2292 c.c., ha diritto a percepire gli utili risultanti dal bilancio successivamente all'approvazione del rendiconto, come depone la presunzione di imputazione degli utili direttamente al singolo socio di società personale, di cui all'art. 5 comma 1 d.P.R. n. 917 del 1986 (t.u.i.r.).

Cassazione civile sez. II  02 febbraio 2009 n. 2569  

 



 
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