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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2295 codice civile: Atto costitutivo

L’atto costitutivo della società deve indicare:

1) il cognome e il nome, il nome del padre, il domicilio, la cittadinanza e la razza dei soci;

2) la ragione sociale;

3) i soci che hanno l’amministrazione e la rappresentanza della società (1);

4) la sede della società e le eventuali sedi secondarie;

5) l’oggetto sociale (2);

6) i conferimenti di ciascun socio, il valore ad essi attribuito e il modo di valutazione (3);

7) le prestazioni a cui sono obbligati i soci di opera;

8) le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti e la quota di ciascun socio negli utili e nelle perdite (4);

9) la durata della società (5).

------------------AGGIORNAMENTO (3)Il D.Lgs. Luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 287 ha disposto(con l'art. 3, comma 3) che "Restano inoltre abrogati, in conformita'dell'art. 1 del R. decreto-legge 20 gennaio 1944, n. 25, gli articoli1, terzo comma, 91, 155 secondo comma, 292, 342, 348 ultimo comma e404 ultimo comma del Codice civile, nonche' il riferimento alla razzacontenuto negli articoli 2196 n. 1, 2295 n. 1, 2328 n. 1, 2475 n. 1,2518 n. 1, dello stesso Codice".

Commento

Ragione sociale: [v. 2292]; Amministrazione della società: [v. 2257]; Rappresentanza della società: [v. 2266]; Oggetto sociale: [v. 2253]; Conferimento: [v. 2247]; Utile: [v. 2247].

Atto costitutivo: atto in forza del quale si costituisce la società.

Sede: luogo in cui la società svolge la sua principale attività, corrisponde, in pratica, al domicilio delle persone fisiche [v. 43]. Si precisa che la (—) sociale è quella dove risiedono gli organi della società e non dove si trova lo stabilimento.

Sede secondaria: in essa operano rappresentanti della società che, pur essendo dipendenti economicamente e amministrativamente dalla sede principale, conservano un ampio ed autonomo potere di determinazione e di decisione.

Socio d’opera: socio che si è obbligato a conferire nella società il proprio lavoro [v. 2263].

 

(1) Se è omessa tale indicazione, si applicano gli artt. 2257 e 2266 in materia di società semplice [v. 2293] per i quali, salvo patto contrario, l’amministrazione e la rappresentanza della società spettano a tutti i soci (disgiuntamente dagli altri) e comprendono tutti gli atti (di ordinaria e di straordinaria amministrazione) che rientrano nell’oggetto sociale.

 

(2) Che può essere sia l’esercizio di un’attività commerciale [v. 2082] sia di un’attività non commerciale.

 

(3) Se mancano queste indicazioni, si applica l’art. 2253.

 

(4) Anche qui, se mancano queste indicazioni, si applica l’art. 2253.

 

(5) Se manca l’indicazione della durata, la società è considerata a tempo indeterminato. In ogni caso la durata della società è prorogabile solo con il consenso di tutti i soci


Giurisprudenza annotata

Società

È ammissibile la partecipazione di una società di persone (nella specie, società in nome collettivo) in un'altra società di persone (nella specie, di fatto), in quanto non sussistono, nell'ordinamento, norme o principi sull'attività d'impresa collettiva, esercitata nella forma di società personale, che precludano tale partecipazione. Non possono, infatti, ritenersi di ostacolo né il disposto dell'art. 2295, n. 1, c.c., laddove richiede l'indicazione nell'atto costitutivo di elementi d'identificazione riferibili solo a persone fisiche, perché esso esprime soltanto l'esigenza che i soci siano identificati con precisione, né il sistema di amministrazione e di responsabilità personale dei soci della società partecipante, in quanto non costituisce un'anomalia l'esposizione degli altri soci, allorché la partecipazione in questione sia decisa dal singolo socio amministratore, alla responsabilità illimitata per le obbligazioni della società partecipata, potendo essi tutelarsi con la scelta del sistema di amministrazione e prevedendo il consenso della maggioranza per l'assunzione di partecipazioni sociali; né infine l'addotta inutilità di una siffatta partecipazione mediata dei soci, ovvero la circostanza che la società partecipata sia stata costituita per scrittura, idonea o no all'iscrizione nel registro delle imprese, non influenzando tali profili l'esistenza, ma solo la disciplina della società personale.

Cassazione civile sez. I  13 maggio 2009 n. 11134  

 

Deve escludersi che successivamente al d.lg. n. 5 del 2003 non sia ammissibile la partecipazione di una società in nome collettivo a una società di fatto. Ciò sulla base dei principi generali che regolano la attività di impresa - applicabili anche all'impresa collettiva esercitata nella forma di una società di persone - che, in mancanza di accordi diversi stipulati tra i soci, rimettono agli amministratori la valutazione della convenienza di assumere partecipazioni in altre società e tenuto presente che non si rinvengono nell'ordinamento norme che precludono alle società di persone di assumere partecipazioni in altre società di persone. Non può trarsi valido argomento contrario alla soluzione sopra indicata dalla formulazione dell'art. 2295, n. 1 c.c. - la quale richiede nell'atto costitutivo la presenza di elementi di identificazione riferibili solo a persone fisiche - atteso che tale disposizione esprime, piuttosto, l'esigenza che i soci partecipanti siano identificati con precisione ed è formulata con riguardo al caso normale, che i soci siano persone fisiche, senza che ciò implichi un divieto di partecipazione di enti collettivi.

Cassazione civile sez. I  13 maggio 2009 n. 11134  

 

Nelle società in nome collettivo, il singolo socio può essere chiamato a rispondere di eventuali comportamenti commissivi realizzati in ambito sociale soltanto se ne sia l'autore materiale o abbia concorso con questi, mentre dei comportamenti omissivi (come il mancato versamento alle scadenze previste dalla legge dei contributi previdenziali dovuti per un lavoratore dipendente) rispondono soltanto i soci ai quali è stata attribuita l'amministrazione della società a norma dell'art. 2295 c.c.

Cassazione penale sez. III  12 marzo 2002 n. 15978  

 

Costituisce elemento essenziale dell'atto costitutivo di una società occulta avente oggetto commerciale, ai sensi dell'art. 2295 n. 5 c.c., in relazione agli art. 2249, comma 1, e 2297 stesso codice, l'oggetto sociale, che deve essere determinato o determinabile (art. 1346 c.c.).

Cassazione civile sez. I  30 gennaio 1995 n. 1106  

 

 

IRPEF

In tema di i.r.pe.f. e con riguardo ai redditi prodotti in forma associata, qualora l'amministratore di società in nome collettivo non provveda tempestivamente alla richiesta di iscrizione nel registro delle imprese (ai sensi degli art. 2295 e 2300 c.c.) della modificazione dell'atto costitutivo rappresentata dal recesso del socio dalla società, e quest'ultimo non comunichi il recesso all'amministrazione finanziaria, il socio medesimo non può opporre - ai fini dell'applicazione dell'i.r.pe.f. sul suo reddito di partecipazione - il recesso non iscritto e non comunicato, poiché egli ha il potere di sostituirsi all'amministratore inerte e, in ogni caso, è gravato, "medio tempore", dell'onere di comunicare all'amministrazione l'intervenuto recesso.

Cassazione civile sez. trib.  26 febbraio 2002 n. 2812  

 

 

Sanzioni amministrative

In tema di illeciti amministrativi compiuti nell'interesse di una società in nome collettivo, in forza dell'art. 3 l. n. 689 del 1981, risponde dell'illecito, se consistente in un comportamento attivo, il singolo socio che lo ha posto in essere, senza che sia invocabile, al fine di ritenere la responsabilità di tutti i soci, l'art. 2291 c.c., posto che tale norma delinea per il singolo socio la responsabilità civile conseguente ad obbligazione della società (anche quale contenuto di eventuale sanzione amministrativa), responsabilità che, unitaria, resta però divisa per il numero dei soci, ma non prevede la diretta responsabilità di ogni singolo socio per eventuali obbligazioni, anche amministrative. Ove, invece, la violazione amministrativa sia integrata da un'omissione, rispondono di essa i soci ai quali è stata attribuita l'amministrazione della società a norma dell'art. 2295 c.c.; solo nell'ipotesi di società in nome collettivo irregolari ai sensi dell'art. 2297 c.c., ogni singolo socio è responsabile per la sanzione amministrativa conseguente ad una violazione integrata da un comportamento omissivo, essendo, in assenza di patto in deroga opponibile, a tutti i soci riferibile il potere amministrativo e pertanto l'inadempiuto obbligo di agire.

Cassazione civile sez. lav.  23 ottobre 1997 n. 10448  



 
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