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Art. 2298 codice civile: Rappresentanza della società

L’amministratore che ha la rappresentanza della società può compiere tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale, salve le limitazioni che risultano dall’atto costitutivo o dalla procura (1). Le limitazioni non sono opponibili ai terzi, se non sono iscritte nel registro delle imprese o se non si prova che i terzi ne hanno avuto conoscenza.

(COMMA ABROGATO DALLA L. 24 NOVEMBRE 2000, N. 340).


Commento

Rappresentanza della società: [v. 2266]; Oggetto sociale: [v. 2253]; Procura: [v. 1392]; Registro delle imprese: [v. 2188].

Amministratore: organo della società che svolge attività di gestione e di rappresentanza, dando così esecuzione al contratto sociale.

 

(1) Nella s.n.c. tutti i soci hanno diritto, in mancanza di speciali accordi, di amministrare personalmente la società. Ma ciò non sempre accade: è prassi, infatti, che nell’atto costitutivo l’amministrazione della società venga attribuita ad un solo socio (amministratore unico) o a determinati soci. Può essere inoltre disposto che solo alcuni dei soci amministratori abbiano la rappresentanza della società: infatti, il potere di amministrazione è normalmente, ma non necessariamente, connesso con il potere rappresentativo, per cui può accadere che uno o più amministratori siano privi della rappresentanza della società.

Per l’amministrazione della s.n.c. valgono comunque le stesse regole della società semplice [v. 2266].


Giurisprudenza annotata

Procedimento civile

La procura, conferita al difensore dall'amministratore di una società di capitali "per ogni stato e grado della causa", è valida anche per il giudizio di appello e resta tale anche se l'amministratore, dopo il rilascio del mandato e prima della proposizione dell'impugnazione, sia cessato dalla carica, in conformità al principio secondo cui la sostituzione della persona titolare dell'organo avente il potere di rappresentare in giudizio la persona giuridica non è causa di estinzione dell'efficacia della procura alle liti, la quale continua ad operare a meno che non sia revocata dal nuovo rappresentante legale. Rigetta, App. Torino, 01/04/2008

Cassazione civile sez. III  23 maggio 2014 n. 11536  

 

Ai fini della validità della procura alle liti rilasciata per una società in nome collettivo, è sufficiente, oltre alla specificazione della ragione sociale (contenente, ai sensi dell'art. 2292, cod. civ., il nome di almeno un socio), l'indicazione della persona fisica del conferente, la cui qualità di socio si presume, salva prova contraria, agli effetti dell'art. 2298 cod. civ. Cassa con rinvio, App. Firenze, 18/04/2007

Cassazione civile sez. II  21 febbraio 2014 n. 4212  

 

Ai fini della validità della procura al difensore da parte di una persona giuridica, quando nelle premesse dell'atto è fatta menzione del potere rappresentativo dell'ente che sta in giudizio (nella specie con indicazione dell'amministratore delegato), non è necessario che di esso si faccia menzione anche nella procura sottoscritta per lo stesso ente, come pure non produce nullità della procura la mancata indicazione del nominativo della persona che l'ha sottoscritta, ove non ne sia controverso il potere di rappresentanza, né l'illeggibilità della firma, se questa possieda una precisa individualità propria e sia stata autenticata dal difensore. Dichiara improcedibile, App. Ancona, 19/08/2008

Cassazione civile sez. lav.  18 marzo 2013 n. 6712  

 

 

Obbligazioni e contratti

Il principio dell'apparenza del diritto e dell'affidamento, traendo origine dalla legittima e quindi incolpevole aspettativa del terzo di fronte ad una situazione ragionevolmente attendibile, anche se non conforme alla realtà, non altrimenti accertabile se non attraverso le sue esteriori manifestazioni, non è invocabile nei casi in cui la legge prescrive speciali mezzi di pubblicità mediante i quali sia possibile controllare con l'ordinaria diligenza la consistenza effettiva dell'altrui potere, come accade nel caso di organi di società di capitali regolarmente costituiti; tuttavia, anche in tale ipotesi il principio dell'affidamento può essere invocato, qualora il potere sulla cui esistenza si assume di aver fatto incolpevolmente affidamento possa sussistere indipendentemente dalla sua regolamentazione statutaria e possa essere conferito per determinati atti e senza particolari formalità. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto che il pagamento effettuato dal debitore nelle mani dell'amministratore di fatto di una società avesse efficacia liberatoria, pur trattandosi di società di capitali, in considerazione dell'inerzia gravemente colpevole dei legali rappresentanti della società, che avevano consentito per un lungo tempo una tale condotta).

Cassazione civile sez. I  29 aprile 2010 n. 10297  

 

 

Rapporti tra società e terzi

In tema di limiti ai poteri degli amministratori delle società derivanti dall'oggetto sociale, spetta al giudice di merito (con valutazione insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivata) verificare, caso per caso, tutti gli aspetti della vicenda, allo scopo di accertare, in concreto, se il comportamento tenuto da colui che abbia agito in nome e per conto della società possa avere o meno ingenerato nella controparte, considerate anche le modalità di svolgimento del rapporto, il ragionevole convincimento della sussistenza dei poteri di rappresentanza.

Tribunale Salerno sez. I  12 ottobre 2007

 

Qualora l’atto costitutivo di una società preveda che il socio ed amministratore unico possa compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione della società, “fatta eccezione per gli atti inerenti agli acquisiti e vendite immobiliari, perciò è necessario il consenso e l’accordo di tutti i soci”, la vendita di immobile, non rientrando nell’oggetto sociale richiede il consenso e l’accordo suddetto. Qualora in una scrittura per la cessione dello stabile sociale siano presenti tutti i soci, intervenuti nella qualità sociale rivestita, nonché l’amministratore unico anch’esso nella qualità rivestita nella società, se ne deduce la validità della scrittura avente ad oggetto la cessione, in quanto redatta in piena conformità dell’atto costitutivo e nelle norme in materia societaria.

Tribunale Salerno sez. I  12 ottobre 2007

 

Ai sensi dell'art. 2298, comma 1, c.c., i poteri di rappresentanza attribuiti all'amministratore di società in nome collettivo vanno individuati con riferimento agli atti che rientrano nell'oggetto sociale, qualunque sia la loro rilevanza economica e natura giuridica, salve le specifiche limitazioni risultanti dall'atto costitutivo o dalla procura. All'interno di tali atti, pertanto, non si pone alcuna differenza, nemmeno in relazione al carattere dispositivo o conservativo dell'atto stesso, rilevando soltanto l'incidenza che l'atto abbia sugli elementi costitutivi dell'impresa e sulla possibilità di esistenza della stessa, sicché, qualora lo statuto sociale distingua tra atti di ordinaria e atti di straordinaria amministrazione, può ritenersi eccedente l'ordinaria amministrazione, in quanto estraneo all'oggetto sociale, l'atto dispositivo che sia suscettibile di modificare la struttura dell'ente e perciò sia con tale oggetto contrastante, essendo esteriormente riconoscibile come non rivolto a realizzare gli scopi economici della società, perché da essi esorbitante.

Cassazione civile sez. I  05 maggio 2004 n. 8538

 

 

Società

Le disposizioni di cui agli art. 2318 e 2298 c.c., che attribuiscono la rappresentanza di una s.a.s. ai soli soci accomandatari, implicitamente escludono la possibilità di riconoscere al socio accomandante la qualità di rappresentante della società.

Cassazione civile sez. II  19 novembre 2004 n. 21891  

 

 



 
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