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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2302 codice civile: Scritture contabili

Gli amministratori devono tenere i libri e le altre scritture contabili prescritti dall’art. 2214.


Giurisprudenza annotata

Corte dei conti.

Il "beneficium preventivae excussionis", proprio della responsabilità sussidiaria, rimane circoscritto nell'ambito di rigide previsioni legislative (art. 563, 1944, 1948, 2304, 2497 e 2302 c.c.) non suscettibili di estensione per determinazione giudiziale; e, pertanto, tale istituto non può essere applicato alla responsabilità amministrativo-contabili neanche in forza degli art. 11 e 16 r.d. 5 settembre 1909 n. 776, poiché da tali norme può desumersi soltanto l'unitarietà del credito verso il debitore principale ed i cosiddetti corresponsabili ed un principio rafforzativo del vincolo di solidarietà.

Corte Conti sez. riun.  16 novembre 1989 n. 634  

 

 

Fallimento

In materia di reati fallimentari, la qualità di socio di una società in nome collettivo non comporta la responsabilità in ordine alla mancata tenuta dei libri e delle scritture contabili. Infatti, il reato di bancarotta semplice documentale è necessariamente integrato dalle disposizioni in materia del codice civile, in particolare dall'art. 2295, il quale dispone che l'atto costitutivo della società deve indicare i soci che hanno l'amministrazione e la rappresentanza della società medesima, e dall'art. 2302 c.c., il quale stabilisce che gli amministratori devono tenere i libri e le altre scritture contabili prescritti dall'art. 2214 stesso codice. Pertanto, l'obbligo della tenuta delle scritture non incombe indiscriminatamente su tutti i soci, indipendentemente dalla carica di amministratore o dal materiale interessamento alla amministrazione della società (amministratore di fatto).

Cassazione penale sez. V  26 novembre 1986



 
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