codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 2304 codice civile: Responsabilità dei soci

I creditori sociali, anche se la società è in liquidazione, non possono pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo l’escussione del patrimonio sociale (1).


Commento

Liquidazione: [v. 2274]; Escussione: [v. 2268].

 

(1) Si ricordi che l’art. 2291 sancisce la responsabilità solidale [v. 1292] e illimitata [v. 2267] dei soci di s.n.c. La loro responsabilità è però sussidiaria, nel senso che il creditore sociale deve prima agire sul patrimonio sociale e, solo in caso di insufficienza, può agire sui beni personali del socio. Ciò a differenza della società semplice [v. 2268], dove il creditore sociale che non è stato soddisfatto può agire immediatamente anche contro il socio e quest’ultimo può paralizzare l’azione promossa contro di lui solo indicando al creditore i beni della società sui quali il creditore stesso può agevolmente soddisfarsi.


Giurisprudenza annotata

Società

La preventiva escussione del patrimonio sociale, richiesta dall’art. 2304 c.c. perché il creditore di una società in nome collettivo possa pretendere il pagamento dei singoli soci illimitatamente responsabili, non comporta la necessità per il creditore di sperimentare in ogni caso l’azione esecutiva sul patrimonio della società, tale necessità venendo meno quando risulti “aliunde” dimostrata in modo certo l’insufficienza di quel patrimonio per la realizzazione, almeno parziale, del credito.

Tribunale Reggio Emilia  10 settembre 2014

 

In tema di società in nome collettivo, il beneficio d'escussione disciplinato dall'art. 2304 cod. civ. ha efficacia limitatamente alla fase esecutiva, consentendo al creditore di procedere coattivamente a carico del socio a condizione di aver infruttuosamente agito sui beni sociali, sicché non osta all'emissione e alla notifica al socio stesso, quale coobbligato solidale nella società, di una cartella di pagamento, configurandosi quest'ultima non come atto esecutivo, ma conclusivo di un "iter" strumentale alla formazione del titolo esecutivo e all'esercizio dell'azione forzata. Cassa e decide nel merito, Comm. Trib. Reg. Firenze, 17/12/2010

Cassazione civile sez. VI  03 gennaio 2014 n. 49  

 

Il beneficio d'escussione previsto dall'art. 2304 c.c. ha efficacia limitatamente alla fase esecutiva, nel senso che il creditore sociale non può procedere coattivamente a carico del socio se non dopo avere agito infruttuosamente sui beni della società, ma non impedisce allo stesso creditore di agire in sede di cognizione per munirsi di uno specifico titolo esecutivo nei confronti del socio, sia per poter iscrivere ipoteca giudiziale sugli immobili di quest'ultimo, sia per poter agire in via esecutiva contro il medesimo, senza ulteriori indugi, una volta che il patrimonio sociale risulti incapiente o insufficiente al soddisfacimento del suo credito

Cassazione civile sez. II  17 dicembre 2013 n. 28146

 

A norma dell'art. 2313 c.c. i soci accomandatari della società in accomandita semplice rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali, regola questa da estendere, per effetto dei richiami normativi contenuti negli artt. 2315 e 2293 c.c., anche con riferimento alle obbligazioni sociali anteriori all'acquisto della qualità di socio, siccome previsto dall'art. 2269 c.c.; peraltro, in base al combinato disposto degli artt. 2315 e 2304 c.c., il socio accomandatario, al quale sia richiesto il pagamento di un debito della società, è titolare del c.d. beneficium excussionis, potendo cioè opporre al creditore sociale la previa escussione del patrimonio sociale.

T.A.R. Torino (Piemonte) sez. II  15 novembre 2013 n. 1197  

 

In tema di società in nome collettivo, il socio che, dopo lo scioglimento e la cancellazione di quest'ultima dal registro delle imprese, abbia provveduto al pagamento di un debito sociale residuo ha diritto, alla stregua degli art. 2291 e 1299 c.c., di rivalersi "pro quota" nei confronti degli altri soci come lui illimitatamente responsabili, a ciò non ostando il beneficio di escussione disciplinato dall'art. 2304 c.c. (operante solo nei confronti dei creditori sociali e non dei soci che abbiano pagato i debiti sociali, ed avente peraltro efficacia limitatamente alla fase esecutiva), né rilevando, a tal fine, l'avvenuta liquidazione e cancellazione della società dal registro delle imprese, posto che l'art. 2312 comma 2 c.c. consente anche in siffatte ipotesi ai creditori sociali insoddisfatti di far valere le proprie ragioni nei confronti dei soci, le cui reciproche posizioni continuano, pertanto, ad essere legate dal vincolo di solidarietà passiva.

Cassazione civile sez. I  21 febbraio 2013 n. 4380  

 

In materia di società, con riguardo nel caso di specie alla società in accomandita semplice, la disposizione normativa dell'art. 2304 c.c., ha efficacia limitatamente alla fase esecutiva, nel senso che il creditore sociale non può procedere coattivamente a carico del socio se non dopo aver agito infruttuosamente sui beni della società.

Tribunale Savona  20 novembre 2012

 

Ai sensi dell'art. 2304 c.c., il creditore sociale non può pretendere il pagamento del socio di una società in nome collettivo se non dopo l'escussione del patrimonio sociale. La possibilità di aggredire il patrimonio del socio è subordinata, quindi, alla infruttuosità dell'esecuzione esperita sui beni della s.n.c.

Cassazione civile sez. lav.  03 marzo 2011 n. 5136  

 

 

Giudicato

Il giudicato sull’opposizione all’esecuzione ex art. 2304 c.c. è efficace per la sola procedura esecutiva oggetto di giudizio ma non implica il riconoscimento dell’inesistenza in assoluto del diritto di agire esecutivamente nei confronti dei soci illimitatamente responsabili. Il “beneficium excussionis” ha un’efficacia paralizzante dell’efficacia della singola azione esecutiva; di conseguenza anche il giudicato esterno ex art. 2909 c.c. deve riguardare il solo diritto di non vedere aggredito il patrimonio individuale del socio illimitatamente responsabile con riferimento a quel momento e quindi avuto riguardo a quella data azione esecutiva.

Tribunale Taranto sez. II  12 giugno 2014 n. 1922  

 

 

Fideiussione

È valida la fidejussione prestata dal socio illimitatamente responsabile in favore della società di persone che, pur se sprovvista di personalità giuridica, costituisce un distinto centro di interessi e di imputazione di situazioni sostanziali e processuali, dotato di una propria autonomia e capacità rispetto ai soci stessi; ne consegue che la predetta garanzia rientra tra quelle prestate per le obbligazioni altrui secondo l'art. 1936 cod. civ., non sovrapponendosi alla garanzia fissata "ex lege" dalle disposizioni sulla responsabilità illimitata e solidale, potendo invero sussistere altri interessi che ne giustificano l'ottenimento - alla stregua di garanzia ulteriore - in capo al creditore sociale ed essendo lo stesso "beneficium excussionis", di cui all'art. 2304 cod. civ., posto a tutela dei soci ma disponibile, senza alterazioni del tipo legale di società. Rigetta, App. Salerno, 04/05/2006

Cassazione civile sez. I  26 febbraio 2014 n. 4528  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti