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Art. 2313 codice civile: Nozione

Nella società in accomandita semplice i soci accomandatari rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali, e i soci accomandanti rispondono limitatamente alla quota conferita.

Le quote di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni (1).


Commento

Azioni: [v. 2325].

Società in accomandita semplice (s.a.s.): società di persone [v. Libro V, Titolo V] la cui caratteristica è nel fatto che di essa fanno parte due diverse categorie di soci, accomandatari e accomandanti.

Soci accomandatari: partecipano alla gestione ed alla direzione della società, assumendo responsabilità illimitata e solidale [v. 2267] sì da rispondere anche con il patrimonio personale, sia pure in via sussidiaria, delle obbligazioni della società (in sostanza sono del tutto simili ai soci di società in nome collettivo).

Soci accomandanti: sono obbligati unicamente al conferimento [v. 2342] (cioè a fornire alla società il proprio apporto) e rispondono nei confronti dei terzi nei limiti del medesimo (responsabilità limitata [v. 2325]). Essi non partecipano alla gestione della società.

Quota di partecipazione: misura della partecipazione del socio (diritti e doveri) ad una società. Essa è calcolata in cifre e costituisce una frazione del capitale sociale commisurata ai conferimenti del socio.

 

(1) Il divieto sancito in questo comma distingue la s.a.s. dalla società in accomandita per azioni [v. 2462] che, al contrario della prima, è una società di capitali [v. Libro V, Titolo V, Capo V] fornita di personalità giuridica.

 


Giurisprudenza annotata

Società

A norma dell'art. 2313 c.c. i soci accomandatari della società in accomandita semplice rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali, regola questa da estendere, per effetto dei richiami normativi contenuti negli artt. 2315 e 2293 c.c., anche con riferimento alle obbligazioni sociali anteriori all'acquisto della qualità di socio, siccome previsto dall'art. 2269 c.c.; peraltro, in base al combinato disposto degli artt. 2315 e 2304 c.c., il socio accomandatario, al quale sia richiesto il pagamento di un debito della società, è titolare del c.d. beneficium excussionis, potendo cioè opporre al creditore sociale la previa escussione del patrimonio sociale.

Cassazione civile sez. I  07 marzo 2014 n. 5391  

 

A norma dell'art. 2313 c.c. i soci accomandatari della società in accomandita semplice rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali, regola questa da estendere, per effetto dei richiami normativi contenuti negli artt. 2315 e 2293 c.c., anche con riferimento alle obbligazioni sociali anteriori all'acquisto della qualità di socio, siccome previsto dall'art. 2269 c.c.; peraltro, in base al combinato disposto degli artt. 2315 e 2304 c.c., il socio accomandatario, al quale sia richiesto il pagamento di un debito della società, è titolare del c.d. beneficium excussionis, potendo cioè opporre al creditore sociale la previa escussione del patrimonio sociale.

T.A.R. Torino (Piemonte) sez. II  15 novembre 2013 n. 1197  

 

Il socio accomandatario e rappresentante legale di una società di persone, che conclude un contratto senza spendere il nome della società subisce direttamente gli effetti del contratto, anche se esso riguarda interessi o beni comuni, mentre la società ne resta estranea.

Cassazione civile sez. VI  07 novembre 2013 n. 25104  

 

 

Imposte

L'accertamento tributario (nella specie, in materia di Iva), se inerente a crediti i cui presupposti si siano determinati prima della dichiarazione di fallimento del contribuente o nel periodo d'imposta in cui tale dichiarazione è intervenuta, deve essere notificato non solo al curatore — in ragione della partecipazione di detti crediti al concorso fallimentare o, comunque, della loro idoneità ad incidere sulla gestione dei beni e delle attività acquisiti al fallimento — ma anche al contribuente e, quindi, qualora quest'ultimo abbia la forma di una società in accomandita semplice, al socio accomandatario in carica, alla data della notifica; l'accertamento va, altresì notificato al socio accomandatario cessato in precedenza dalla carica, con riferimento ai crediti insorti durante il periodo della sua amministrazione, se l'Ufficio intenda agire anche nei suoi confronti come coobbligato solidale con la società, ai sensi dell'art. 2313 c.c..

Cassazione civile sez. trib.  13 ottobre 2011 n. 21074  

 

 

Previdenza ed assistenza

In materia di assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti, alla piccola impresa commerciale costituita in forma di accomandita semplice si applica l'art. 2 della l. n. 1397 del 1960, con la conseguenza che per titolari d'impresa s'intendono tutti i soci che rivestono singolarmente i requisiti indicati dall'art. 1, lett. a, b, c, e d, del predetto art. 1, risultando soggetti all'assicurazione obbligatoria sia i soci accomandanti che abbiano la gestione dell'impresa sia gli accomandanti che (nella specie in qualità di coadiutori familiari) rivestono i requisiti sopra indicati. Ne consegue che l'iscrizione a ruolo del credito contributivo inevaso può essere eseguita direttamente nei confronti di tutti i soci, se qualificabili come contitolari della piccola impresa commerciale non trovando applicazione, in sede esecutiva, l'obbligo di escutere preventivamente il patrimonio sociale ai sensi degli art. 2304 e 2313 c.c.

Cassazione civile sez. lav.  04 agosto 2010 n. 18128  

 

La illimitata responsabilità del socio accomandatario per le obbligazioni sociali, ai sensi dell'art. 2313 c.c., trae origine dalla sua qualità di socio e si configura pertanto come personale e diretta, anche se con carattere di sussidiarietà in relazione al preventivo obbligo di escussione del patrimonio sociale, in sede di esecuzione individuale, di cui all'art. 2304 c.c., richiamato dal successivo art. 2318. Il socio illimitatamente responsabile non può, quindi, essere considerato terzo rispetto all'obbligazione sociale, ma debitore al pari della società per il solo fatto di essere socio tenuto a rispondere senza limitazioni. Tale situazione di identità debitoria emerge con evidenza in sede fallimentare, ove il fallimento della società di persone produce con effetto automatico, ai sensi dell'art. 147 l. fall., il fallimento dei soci illimitatamente responsabili e il credito dichiarato dai creditori sociali nel fallimento della società si intende dichiarato per l'intero anche nel fallimento dei singoli soci (art. 148, comma 3, l. fall.). Alla stregua di tali postulati, l'atto con cui il socio accomandatario rilascia garanzia ipotecaria per un debito della società non può essere considerato costitutivo di garanzia per un'obbligazione altrui, ma va qualificato quale atto di costituzione di garanzia per una obbligazione propria con la conseguenza che il creditore che, in relazione a un credito verso la società, in seguito fallita, sia titolare di garanzia ipotecaria prestata dal socio accomandatario, ha diritto di insinuarsi in via ipotecaria nel passivo del fallimento di quest'ultimo, assumendo egli la veste di creditore ipotecario del fallito, non già di mero titolare d'ipoteca rilasciata dal fallito quale terzo garante di un debito altrui.

Cassazione civile sez. I  06 novembre 2006 n. 23669  

 

In tema di società di persone la responsabilità illimitata e solidale del socio accomandatario per le obbligazioni sociali può essere accertata ai sensi dell'art. 2313, c.c. ed anche in "simultaneus processus", ossia nel corso dello stesso giudizio di cognizione mirante all'accertamento dell'obbligazione gravante sulla società.

Tribunale Roma sez. XII  28 dicembre 2002

 

 

Fallimento

La responsabilità del socio accomandatario per le obbligazioni sociali, prevista dall'art. 2313 c.c., è personale e diretta, anche se con carattere di sussidiarietà in relazione al preventivo obbligo del creditore di escutere il patrimonio sociale (art. 2304 e 2318 c.c.). Pertanto l'atto con cui il socio accomandatario di una s.a.s. rilascia garanzia ipotecaria per un debito della società non può considerarsi costitutivo di garanzia per un'obbligazione altrui, ma per un'obbligazione propria, con la conseguenza che il creditore il quale, in relazione ad un credito verso la società, sia titolare di garanzia ipotecaria prestata dal socio accomandatario, ha diritto di insinuarsi in via ipotecaria nel passivo del fallimento di quest'ultimo, assumendo egli la veste di creditore ipotecario del fallito, non già mero titolare d'ipoteca rilasciata dal fallito quale terzo garante di un debito.

Cassazione civile sez. I  30 agosto 2007 n. 18312  

 

 

Corte dei conti.

Il mancato maneggio di pubblico denaro e la mancata amministrazione della società concessionaria determina l'assenza di giurisdizione del giudice contabile (nella specie la parte convenuta in giudizio era stata evocata per rispondere di una responsabilità civilistica, ai sensi dell'art. 2313 c.c.).

Corte Conti reg. (Abruzzo) sez. giurisd.  01 luglio 2004 n. 526  

 

 

Tributi locali

In tema di i.lo.r. dovuta da una società in accomandita semplice, i soci accomandanti, ai sensi dell'art. 2313 del c.c., rispondono per le obbligazioni sociali - e, quindi, anche per quelle di natura tributaria - soltanto limitatamente alla quota conferita.

Cassazione civile sez. trib.  08 maggio 2003 n. 7016  



 
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