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Art. 2315 codice civile: Norme applicabili

Alla società in accomandita semplice si applicano le disposizioni relative alla società in nome collettivo, in quanto siano compatibili con le norme seguenti.


Commento

Società in nome collettivo: [v. 2291].


Giurisprudenza annotata

Società

A norma dell'art. 2313 c.c. i soci accomandatari della società in accomandita semplice rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali, regola questa da estendere, per effetto dei richiami normativi contenuti negli artt. 2315 e 2293 c.c., anche con riferimento alle obbligazioni sociali anteriori all'acquisto della qualità di socio, siccome previsto dall'art. 2269 c.c.; peraltro, in base al combinato disposto degli artt. 2315 e 2304 c.c., il socio accomandatario, al quale sia richiesto il pagamento di un debito della società, è titolare del c.d. beneficium excussionis, potendo cioè opporre al creditore sociale la previa escussione del patrimonio sociale.

T.A.R. Torino (Piemonte) sez. II  15 novembre 2013 n. 1197  

 

E' fondata l'opposizione proposta dal socio accomandante della società in accomandita semplice avverso la delibera di esclusione dello stesso dalla società, adottata alla luce dell'asserita violazione del divieto di concorrenza, di cui all'art. 2301, per avere lo stesso, senza il consenso degli altri soci, esercitato per conto proprio e altrui un'attività concorrente con quella della società. Orbene, ritenuto che l'art. 2315 c.c. statuisce l'applicabilità alla s.a.s., delle disposizioni relative alla s.n.c. in quanto compatibili con le specifiche norme disciplinanti la s.a.s. e che ai sensi dell'art. 2318 c.c., nella s.a.s. solo i soci accomandatari sono soggetti agli obblighi propri della s.n.c., ne consegue che l'attore, quale socio accomandante, non può ritenersi assoggettato al divieto di concorrenza che vincola solo gli accomandatari.

Tribunale Prato  05 settembre 2011 n. 939  

 

L'impugnazione avverso una sentenza pronunciata nei confronti di una società in accomandita semplice posta in liquidazione e cancellata dal registro delle imprese - ma ancora munita di soggettività e connessa capacità processuale, estinguendosi la società solo a seguito della definizione dei rapporti giuridici pendenti - non può essere proposta da un ex socio accomandatario (in tale qualità), ma, trattandosi di società posta in liquidazione, deve essere proposta dai liquidatori, cui spetta la rappresentanza della società, per il combinato disposto degli art. 2315 e 2310 c.c.

Cassazione civile sez. III  21 febbraio 2007 n. 4062  

 

Nelle società in accomandita semplice in cui esista un unico socio accomandatario, i soci accomandanti hanno il potere di deliberarne la revoca anche in assenza di un provvedimento del giudice, richiesto dall’art. 2287 ultimo comma c.c., per il caso di società composta di due soli soci, applicandosi a dette società – per effetto del rinvio operato dall’art. 2315 c.c. alla disciplina concernente le società in nome collettivo, e dunque, per il tramite dell’art. 2293 c.c., anche a quella delle società semplici, rinvio subordinato solo alla compatibilità di detta disciplina con la particolare struttura della società in accomandita semplice - la normativa dettata dagli art. 2286 e 2287 c.c., dettata per le dette società in nome collettivo, la quale prevede che, in caso di gravi inadempienze del socio, l’esclusione del socio può essere deliberata dalla maggioranza dei soci, non computandosi nel relativo numero il socio da escludere. Non v’è infatti incompatibilità tra detta disciplina e la struttura della s.a.s. nemmeno nella ipotesi in cui il socio da escludere sia l’unico socio accomandatario, poiché la presenza di due categorie di soci è pienamente conciliabile con i poteri di controllo di cui i soci accomandanti dispongono ed al cui espletamento è consona l’eventuale deliberazione di esclusione dell’accomandatario.

Cassazione civile sez. I  22 dicembre 2006 n. 27504  

 

Il divieto di concorrenza di cui all'art. 2301 c.c., posto a carico dei soci della società in nome collettivo, è applicabile nei confronti dei soli soci accomandatari della società in accomandita semplice e non anche per i soci accomandanti, poiché secondo il combinato disposto degli art. 2315 e 2318 c.c. gli accomandatari hanno gli stessi diritti e obblighi dei soci della società in nome collettivo.

Tribunale Torino Sez. Proprieta' Industriale e Intellettuale  02 settembre 2004

 

 

Compromesso ed arbitrato

Le controversie in materia societaria possono, in linea generale, formare oggetto di compromesso, con esclusione di quelle che hanno ad oggetto interessi della società o che concernono la violazione di norme poste a tutela dell'interesse collettivo dei soci o dei terzi; peraltro, l'area della indisponibilità deve ritenersi circoscritta a quegli interessi protetti da norme inderogabili, la cui violazione determini una reazione dell'ordinamento svincolata da qualsiasi iniziativa di parte, quali le norme dirette a garantire la chiarezza e la precisione del bilancio di esercizio; pertanto, non è compromettibile in arbitri l'azione di revoca per giusta causa di un amministratore di società in accomandita semplice ex art. 2259 c.c., in relazione agli art. 2315 e 2293 c.c., non facendo eccezione — come invocato nella specie — la avvenuta insorgenza della controversia fra coniugi altresì soci in detta società.

Cassazione civile sez. I  12 settembre 2011 n. 18600

 



 
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