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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2316 codice civile: Atto costitutivo

L’atto costitutivo deve indicare i soci accomandatari e i soci accomandanti (1).


Commento

Atto costitutivo: [v. 2295].

 

(1) Per il rinvio dell’art. 2315, l’atto costitutivo della società in accomandita semplice deve, inoltre, indicare tutti i requisiti elencati nell’art. 2295 e cioè: il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita, il domicilio, la cittadinanza dei soci, la ragione sociale [v. 2314], i soci che hanno l’amministrazione e la rappresentanza della società, la sede principale e le eventuali sedi secondarie, l’oggetto sociale [v. 2328], i conferimenti di ciascun socio ed il loro valore, le prestazioni dei soci d’opera [v. 2295], le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti e la quota di ciascun socio negli utili e nelle perdite, la durata della società.


Giurisprudenza annotata

Atto costitutivo

L'atto costitutivo della partecipazione di una società per azioni ad una società in accomandita semplice, in qualità di socio accomandante, è nullo, per violazione di norme imperative, atteso che l'investimento di porzione del patrimonio della società di capitali in quella partecipazione si pone in conflitto con inderogabili regole che possiedono, per la tutela dei soci e dei creditori, alla amministrazione ed alla formazione del bilancio di società di capitali, con particolare riguardo alle regole attinenti alla responsabilità degli amministratori ed al controllo sul loro operato, nonché alle esigenze di chiarezza e precisione del bilancio. (Nell'enunciare il principio di cui sopra, le sezioni unite della S.C. hanno conseguenzialmente puntualizzato che l'art. 1 della legge sull'editoria 5 agosto 1981 n. 416, il quale stabilisce che, ai fini della legge medesima, le società in accomandita semplice devono essere costituite soltanto da persone fisiche, non esprime un'eccezione ad una norma generale di segno opposto, ma integra un'applicazione confermativa di detto principio).

Cassazione civile sez. un.  17 ottobre 1988 n. 5636  

 

La clausola compromissoria, contenuta nell'atto costitutivo di una società in accomandita semplice, che devolveva ad arbitri le controversie fra soci, in ordine all'efficacia ed applicazione dell'atto stesso e delle sue eventuali successive modificazioni ed integrazioni, non può valere a sottrarre al giudice ordinario la domanda con quale i soci accomandatari chiedano che la qualità di socio accomandante venga riconosciuta non a chi formalmente risulta tale, ma ad un ex socio, in precedenza receduto in occasione di modificazione dell'atto costitutivo, alla stregua di accordi simulatori fra questi ultimi intervenuti, la relativa controversia, infatti, pur riguardando soggetti tutti sottoscrittori dell'indicata clausola compromissoria, e, quindi, vincolati ad essa, esula dai limiti oggettivi della medesima, perché investe accordi parasociali, non l'atto costitutivo della società o la sua successiva modificazione, e perché riguarda una persona cui in atto non spetta la qualità di socio, ed alla quale la qualità stessa può essere attribuita solo in esito al vittorioso esercizio dell'azione giudiziaria.

Cassazione civile sez. I  19 febbraio 1980 n. 1213  



 
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