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Art. 2319 codice civile: Nomina e revoca degli amministratori

Se l’atto costitutivo non dispone diversamente, per la nomina degli amministratori e per la loro revoca nel caso indicato nel secondo comma dell’art. 2259 (1) sono necessari il consenso dei soci accomandatari e l’approvazione di tanti soci accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale da essi sottoscritto (2) (3).


Commento

Atto costitutivo: [v. 2295]; Revoca: [v. 2259]; Capitale sociale: [v. 2250].

 

(1) Cioè nel caso di nomina e revoca di amministratori non nominati nell’ atto costitutivo, ma con un atto separato.

(2) Agli amministratori di s.a.s. non si applicano, relativamente alla loro nomina o revoca, le regole sul mandato, al contrario di quanto dispone l’art. 2259 n. 2 in materia di società semplice [v. Libro V, Titolo V, Capo II]. Così gli amministratori nominati con atto separato possono essere revocati anche se non ricorre una giusta causa [v. 2259]: in questo caso però avranno diritto al risarcimento del danno.

(3) Per quanto riguarda invece gli amministratori nominati nell’atto costitutivo, la loro revoca è possibile solo con il consenso di tutti i soci [v. 2252, 2259] e sempre che sussista una giusta causa [v. 2259]. In mancanza di questa, la revoca non ha effetto. È stata ritenuta giusta causa di revoca la mancata presentazione del bilancio all’accomandante da parte dell’amministratore accomandatario.


Giurisprudenza annotata

Nomina e revoca degli amministratori

All'esclusione dell' accomandatario di società in accomandita semplice sono applicabili gli art. 2286 e 2287 c.c. disciplinanti le cause ed il procedimento di esclusione dei soci di società di persone, in virtù del rinvio contenuto negli art. 2315 e 2293 c.c., non ravvisandosi incompatibilità né con l'art. 2318 c.c., che attribuisce solo agli accomandatari la facoltà di diventare amministratori della società, ma non esclude la nomina di terzi, né con il regime giuridico della nomina e della revoca degli amministratori medesimi, previsto dall'art. 2319 c.c., in quanto non incidente sul perdurare del rapporto sociale.

Cassazione civile sez. I  08 aprile 2009 n. 8570  

 

L'eventuale esclusione dell'unico socio accomandatario ad opera degli accomandanti, non integra violazione del divieto di ingerenza ex art. 2320 c.c., nonché dell'art. 2319 c.c.

Cassazione civile sez. I  29 novembre 2001 n. 15197  

 

La revoca dell'amministratore di una società in accomandita semplice, la cui nomina sia contenuta nell'atto costitutivo, comporta una modificazione di tale atto richiede, pertanto, in linea di principio, il consenso di tutti i soci (art. 2252 c.c.), siano essi accomandatari o accomandanti, in quanto l'art. 2319 - che prevede una diversa maggioranza in tema di nomina e revoca degli amministratori delle s.a.s. si riferisce esclusivamente alle ipotesi in cui gli amministratori vengano nominati con atto separato rispetto a quello costitutivo della società.

Cassazione civile sez. I  12 giugno 1996 n. 5416  

 

La revoca dalla carica di amministratore unico rivestita dal socio accomandatario di una società in accomandita semplice, nominato a tale carica nell'atto costitutivo della società, comportando una modifica di detto atto, richiede il consenso di tutti i soci, siano essi accomandatari o accomandanti, anche quando una clausola contrattuale abbia attribuito alla maggioranza poteri modificativi del contratto sociale, non potendo rientrare in tali poteri anche quello di alterare la posizione del socio accomandatario.

Cassazione civile sez. I  12 giugno 1996 n. 5416  

 

In una società in accomandita semplice l'esclusione del socio accomandatario deve essere adottata con il consenso dei soci accomandatari e l'approvazione di tanti soci accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale da essi sottoscritto, come prescrive l'art. 2319 c.c., al fine di revocare l'amministrazione del socio accomandatario non essendo sufficiente il consenso della maggioranza dei soci (art. 2287 c.c.).

Tribunale Bologna  26 gennaio 1996

 

La disposizione di cui al comma 1 dell'art. 2287 c.c. non può ritenersi applicabile alla fattispecie di società in accomandita semplice nella quale il socio escludendo è l'unico socio accomandatario. Infatti, poiché l'esclusione dell'unico accomandatario comporta necessariamente la sua revoca dalla qualità di amministratore, il consenso di quest'ultimo è richiesto ai sensi dell'art. 2319 c.c. Pertanto ci si viene a trovare in una situazione con due gruppi contrapposti di soci, ricorrendo dunque una fattispecie omogenea rispetto a quella di società con due soli soci, per la quale la norma ex art. 2287 comma ultimo c.c., prevede la pronuncia giurisdizionale di esclusione.

Tribunale Milano  16 dicembre 1993

 

 

Sequestro giudiziario

È inammissibile il sequestro giudiziario della quota di partecipazione del socio accomandatario, in quanto l'esercizio dei diritti di tale socio da parte del custode della quota - ivi compreso il diritto di amministrare la società - produrrebbe l'interferenza, nell'esercizio di questi poteri, di un soggetto diverso dal socio ed estraneo alla società, in violazione della disciplina contenuta nell'art. 2319 c.c.

Tribunale Benevento  24 settembre 1991



 
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