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Art. 233 codice civile: Nascita del figlio prima dei centottanta giorni

[Il figlio nato prima che siano trascorsi centottanta giorni dalla celebrazione del matrimonio è reputato legittimo se uno dei coniugi, o il figlio stesso, non ne disconoscono la paternità]

 

ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 28 DICEMBRE 2013, N. 154


Giurisprudenza annotata

Filiazione

Anche in relazione all'ipotesi dell'azione di disconoscimento di paternità di figlio "reputato legittimo" nato prima che siano decorsi 180 giorni dalle nozze, la "scoperta" dell'adulterio commesso all'epoca del concepimento - alla quale si collega il decorso del termine annuale di decadenza fissato dall'art. 244 cod. civ. (come additivamente emendato con sentenza n. 134 del 1985 della Corte costituzionale) - va intesa come acquisizione certa della conoscenza (e non come mero sospetto) di un fatto - non riducibile, perciò, a mera infatuazione, o a mera relazione sentimentale, o a mera frequentazione della moglie con un altro uomo - rappresentato o da una vera e propria relazione, o da un incontro, comunque sessuale, idoneo a determinare il concepimento del figlio che si vuole disconoscere. Cassa con rinvio, App. Roma, 13/12/2012

Cassazione civile sez. I  26 giugno 2014 n. 14556  

 

In tema di disconoscimento della paternità, è posto a carico del ricorrente l'onere di provare la tempestiva conoscenza della causa d'incapacità procreativa e l'assolvimento di tale onere non può essere sostituito dal riscontro diagnostico dell'esistenza dell'impotenza generativa eseguito nell'anno antecedente l'azione, atteso che tale riscontro riguarda i presupposti del fondamento dell'incompatibilità genetica tra padre e figlio legittimo e non la tempestiva conoscenza di tale presupposto legittimante. Si tratta di due elementi di fatto che divergono anche in ordine ai mezzi di prova, essendo solo con riferimento al secondo necessaria e sufficiente un'indagine tecnica di natura clinica mentre nel primo l'oggetto della prova non è l'esistenza di una condizione patologica, ma il momento positivo dell'intervenuta consapevolezza di tale condizione.

Cassazione civile sez. I  08 giugno 2012 n. 9380  

 

In tema di disconoscimento della paternità, l'onere di provare la tempestiva conoscenza della causa d'incapacità procreativa nel termine decadenziale, previsto dall'art. 235, n. 3, c.c., non può essere sostituito dal riscontro diagnostico dell'esistenza dell'impotenza generativa eseguito nell'anno antecedente l'azione, poiché tale riscontro riguarda i presupposti del fondamento dell'incompatibilità genetica tra padre e figlio legittimo e non la tempestiva conoscenza del presupposto legittimante.

Cassazione civile sez. I  08 giugno 2012 n. 9380

 

In tema di azione di disconoscimento di paternità, il termine annuale di decadenza entro il quale va introdotto da parte del padre il giudizio ai sensi degli art. 235, comma 1 n. 3, e 244, comma 2, c.c., come emendato con sentenza della Corte cost. n. 134 del 1985, decorre dalla data di acquisizione della conoscenza dell'adulterio della moglie, e non da quella di raggiunta certezza negativa della paternità biologica. Sulla decorrenza di detto termine non ha effetto sospensivo la nomina di un curatore speciale al minore, in quanto esso è suscettibile di sospensione nella sola ipotesi, prevista dall'art. 245 c.c., di interdizione della parte interess

Cassazione civile sez. I  25 febbraio 2005 n. 4090  

 

Perché inizi a decorrere il termine annuale per la proposizione dell'azione di disconoscimento della paternità, in caso di adulterio della moglie, è indispensabile la "scoperta" di questo, senza che sia sufficiente un mero stato di dubbio, circa la infedeltà (nella specie, allorché il primo figlio - di due mesi - era già nato e il secondo non era stato ancora concepito, la moglie aveva, per dieci giorni, abbandonato il domicilio coniugale e il marito nel denunziare il fatto aveva indicato le generalità dell'uomo con il quale la donna si era allontanata dal domicilio coniugale. Avendo i giudici del merito fatto decorrere il termine annuale per il disconoscimento di entrambi i figli - il secondo nato circa dieci mesi dopo che i coniugi si erano riappacificati -, dalla data della denunzia dell'abbandono all'autorità di polizia, la S.C., in applicazione del principio sopra riassunto ha cassato una tale decisione).

Cassazione civile sez. I  23 aprile 2003 n. 6477  

 

Anche in relazione all'ipotesi dell'azione di disconoscimento di paternità di figlio "reputato legittimo" nato prima che siano decorsi 180 giorni dalle nozze, la "scoperta" dell'adulterio commesso all'epoca del concepimento - alla quale si collega il decorso del termine annuale di decadenza fissato dall'art. 244 c.c. (come additivamente emendato con sentenza n. 134 del 1985 Corte cost.) - va intesa come acquisizione certa della conoscenza (e non come mero sospetto) di un fatto - non riducibile, perciò, a mera infatuazione, o a mera relazione sentimentale, o a mera frequentazione della moglie con un altro uomo - rappresentato o da una vera e propria relazione, o da un incontro, comunque sessuale, idoneo a determinare il concepimento del figlio che si vuole disconoscere.

Cassazione civile sez. I  23 aprile 2003 n. 6477  



 
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