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Art. 2332 codice civile: Nullità della società

Avvenuta l’iscrizione nel registro delle imprese, la nullità della società può essere pronunciata soltanto nei seguenti casi:

1) mancata stipulazione dell’atto costitutivo nella forma dell’atto pubblico;

2) illiceità dell’oggetto sociale;

3) mancanza nell’atto costitutivo di ogni indicazione riguardante la denominazione della società, o i conferimenti, o l’ammontare del capitale sociale o l’oggetto sociale.

La dichiarazione di nullità non pregiudica l’efficacia degli atti compiuti in nome della società dopo l’iscrizione nel registro delle imprese (1).

I soci non sono liberati dall’obbligo di conferimento fino a quando non sono soddisfatti i creditori sociali (2).

La sentenza che dichiara la nullità nomina i liquidatori (3).

La nullità non può essere dichiarata quando la causa di essa è stata eliminata e di tale eliminazione è stata data pubblicità con iscrizione nel registro delle imprese.

Il dispositivo della sentenza che dichiara la nullità deve essere iscritto, a cura degli amministratori o dei liquidatori nominati ai sensi del quarto comma, nel registro delle imprese.


Commento

Registro delle imprese: [v. 2188]; Atto costitutivo: [v. 2295]; Oggetto sociale: [v. 2253]; Denominazione: [v. 2326]; Conferimenti: [v. 2247]; Liquidatori: [v. 2309].

(1) L’invalidità dell’atto costitutivo di s.p.a. (riconducibile a vizi sia dell’atto medesimo sia della procedura costitutiva) è regolata secondo la disciplina generale dell’invalidità dei contratti plurilaterali [v. Libro IV, Titolo II, Capo XI] solo prima dell’iscrizione della società stessa nel registro delle imprese. Dopo tale iscrizione, invece, la nullità della società può essere dichiarata solo nei casi tassativamente elencati dall’art. 2332 e, una volta dichiarata, non produce i normali effetti previsti dalla disciplina generale dei contratti.

(2) Gli effetti della dichiarazione di nullità della società sono diversi da quelli generalmente disposti in materia di nullità. Così, mentre secondo i principi generali la dichiarazione di nullità del contratto opera ex tunc e travolge i diritti acquisiti dai terzi anche se in buona fede, la dichiarazione della nullità della società ha efficacia ex nunc per cui non pregiudica l’efficacia degli atti compiuti in nome della società.

(3) La dichiarazione di nullità opera come causa di scioglimento della società, per cui la sentenza che dichiara la nullità apre la liquidazione e bisogna provvedere alla nomina dei liquidatori.

 


Giurisprudenza annotata

Società, costituzione

L'atto pubblico, prescritto "ad substantiam" dagli art. 2332 e 2463 c.c. per la costituzione della società a responsabilità limitata, è necessario, ai sensi dell'art. 1351 c.c., per la forma del contratto preliminare avente ad oggetto la futura costituzione della società, non anche per la forma del contratto preliminare avente ad oggetto la compravendita dell'intero capitale della società, una volta che essa sia stata costituita.

Cassazione civile sez. I  20 luglio 2012 n. 12712  

 

Il contratto con il quale, in vista della stipulazione dell'atto costitutivo di una società di capitali, si convenga tra uno dei futuri costituenti ed un terzo che una quota di partecipazione in detta società sarà intestata fiduciariamente, con l'obbligo per il fiduciario di darne conto al fiduciante e di trasferirgli eventualmente in seguito la titolarità della quota, non richiede per la sua validità la forma pubblica prescritta per l'atto costitutivo della società.

Cassazione civile sez. I  20 febbraio 2013 n. 4184  

 

Non è configurabile la simulazione dell'atto costitutivo di società di capitali (nella specie, società a responsabilità limitata), in ragione delle inderogabili formalità che assistono la creazione e l'organizzazione dell'ente, in forza di un contratto sociale non solo regolatore degli interessi dei soci ma, nel contempo, atteggiato come norma programmatica dell'agire sociale, la cui sfera è destinata ad interferire con interessi estranei ai contraenti, donde il rilievo preminente della tutela dei terzi e l'irrilevanza, dopo l'iscrizione della società nel registro delle imprese e la nascita del nuovo soggetto giuridico, della reale volontà dei contraenti manifestata nella fase negoziale. Tale fondamento, espressione del valore organizzativo dell'ente, è sotteso all'art. 2332 c.c., imponendosi dunque una lettura restrittiva dei casi di nullità della società da esso previsti, in nessuno dei quali è, quindi, riconducibile la simulazione. (Principio enunciato in fattispecie anteriore alla riforma di cui al d.lg. n. 6 del 2003).

Cassazione civile sez. I  29 dicembre 2011 n. 30020  

 

L’art. 2332 c.c., applicabile anche alle società a responsabilità limitata per grazie al rimando operato dall’art. 2463, ultimo comma, c.c., non prevede la simulazione quale causa di nullità della società o di inefficacia del contratto sociale, una volta avvenuti l’iscrizione nel registro delle imprese e il conseguente acquisto della personalità giuridica. La società a responsabilità limitata, al pari della società per azioni, è dunque insuscettibile di simulazione; una simile evenienza sfuggirebbe quindi al campo di applicazione delle norme appena richiamate, giacché l’acquisto della personalità giuridica è effetto non negoziale del contratto, mentre un atto negoziale quale la controdichiarazione non potrebbe eliminare gli effetti non negoziali ma varrebbe al più come patto parasociale.

Tribunale Forli'  07 gennaio 2009

 

 

Simulazione

L'art. 2332 c.c. non prevede la simulazione quale causa di nullità della società o di inefficacia del contratto sociale, una volta avvenuta l'iscrizione nel registro delle imprese e il conseguente acquisto della personalità giuridica.

Corte appello Catania  04 marzo 2011

 

È configurabile la simulazione dell'atto costitutivo di una società e detto vizio è riconducibile alla categoria dell'inesistenza della società e non già a quello della nullità, dovendosi ravvisare l'inesistenza ogniqualvolta manchi un atto valutabile socialmente come un atto costitutivo di società; di conseguenza, dovranno essere annullati tutti gli atti posti in essere dopo la costituzione della società dichiarata inesistente poiché simulata, quali ad esempio l'atto di trasformazione.

Tribunale Catania  19 aprile 1999

 

 

Conferimenti

Nel vigore dell'art. 2332 c.c., nella sua precedente formulazione in caso di conferimenti la obbligatorietà della stima dell'esperto - sussista o meno la nullità del conferimento stesso o della società, quando il conferimento è effettuato in sede di costituzione della società - è dettata a tutela sia dei creditori sia degli azionisti contro il rischio di annacquamento del capitale sociale e di sopravalutazione dei beni conferiti in ragione dell'incidenza di tale sopravalutazione sulle restanti partecipazioni. L'eventuale violazione delle norme imperative con cui deve essere effettuato il conferimento in natura, pertanto, non possono avere effetti al di fuori della sfera societaria, ove essi possono incidere sulla validità della delibera societaria di aumento di capitale sociale e degli atti di esecuzione dell' aumento stesso e da tale violazione, quindi, non possono conseguire effetti sulla validità della clausola negoziale.

Cassazione civile sez. I  04 febbraio 2009 n. 2720  

 

 

 

Comuni e provincie

La nullità delle società di capitali (art. 2332 c.c.) non è equiparabile alla nullità del contratto d'appalto stipulato sulla base di un provvedimento di aggiudicazione illegittimo e come tale oggetto di annullamento, in quanto nell'ipotesi della costituzione di una società, il nesso eziologico sussistente tra provvedimento amministrativo costitutivo e gli atti fondamentali della società appare meno stretto. Pertanto, tale situazione patologica negoziale, da intendersi quasi in termini di "quasi annullabilità", è destinata ad operare entro i ristretti limiti di cui all'art. 2332 c.c., con la conseguenza di poter senz'altro escludere che la predetta società possa essere considerata alla stregua di un soggetto inesistente.

T.A.R. Napoli (Campania) sez. I  30 marzo 2005 n. 2784  

 

 

Giurisdizione

È inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso volto ad ottenere la declaratoria di nullità di una società mista, per illiceità o contrasto all'ordine pubblico dell'oggetto sociale ex art. 2332 n. 4 c.c., pretesa dal comune socio in considerazione dell'avvenuta erronea allegazione all'atto costitutivo della società mista dello statuto contenente la formulazione dell'oggetto sociale nella versione censurata dal Co.Re.Co. e non in quella successivamente approvata da tale organo, sia perché la sentenza C. cost. n. 204 del 2004 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 33 comma 2 d.lg. 31 marzo 1998 n. 80, che riservava alla giurisdizione del g.a. le controversie "concernenti la istituzione, modificazione o estinzione dei soggetti gestori di pubblici servizi, ivi comprese le aziende speciali, le istituzioni o le società di capitali, anche di trasformazione urbana (...)", sia perché detta norma, in disparte dalla pronuncia del Giudice delle leggi, andava interpretata nel senso che si doveva riferire alle sole procedure pubblicistiche, dovendosi escludere ogni interferenza del g.a. in questioni di stretta attinenza al diritto societario.

T.A.R. L'Aquila (Abruzzo)  04 febbraio 2005 n. 58  

 



 
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