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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2336 codice civile: Stipulazione e deposito dell’atto costitutivo

Eseguito quanto è prescritto nell’articolo precedente, gli intervenuti all’assemblea, in rappresentanza anche dei sottoscrittori assenti, stipulano l’atto costitutivo, che deve essere depositato per l’iscrizione nel registro delle imprese a norma dell’articolo 2330.


Commento

Assemblea dei sottoscrittori: [v. 2334]; Rappresentanza: [v. Libro IV, Titolo II, Capo VI]; Sottoscrittori: [v. 2331]; Atto costitutivo: [v. 2295].


Giurisprudenza annotata

Responsabilità

L'azione di risarcimento da ritardo della P.A., pur ammessa in astratto e rientrante nell'alveo del danno da lesione di interessi legittimi, in applicazione del principio di atipicità dell'illecito civile, deve essere ricondotta nell'ambito dell'art. 2043 c.c. per l'identificazione degli elementi costitutivi dell'illecito, e a quello del successivo art. 2336 c.c. per delineare i confini della responsabilità. Quindi, detta azione di risarcibilità del danno, inquadrandosi nella sua natura « extracontrattuale », comporta che il bene della vita conseguito in modo differito sia avvenuto per il fatto altrui, quanto meno colpevole. Ne deriva che, per riconoscere la fondatezza della domanda così avanzata è necessario che il difettoso funzionamento dell'apparato pubblico sia riconducibile ad un comportamento negligente o ad una volontà di nuocere o si ponga in contrasto con le prescrizioni di legalità, imparzialità e buon andamento di cui all'art. 97 Cost.. Tale azione di risarcimento del danno, inquadrandosi nella sua natura extracontrattuale, richiede la prova della quantificazione dello stesso con riferimento sia al danno emergente che al lucro cessante, in quanto elementi costitutivi della relativa domanda, ai sensi dell'art. 2697 c.c., prova che si può conseguire, comunque, al momento della concreta esecuzione dell'opera, non essendo di per sé sufficiente il riconoscimento tardivo del titolo di legittimazione edificatoria.

Corte appello Firenze sez. lav.  18 gennaio 2008 n. 81  

 

 

Previdenza ed assistenza

La prestazione di un'attività continuativa con carattere di abitualità e prevalenza rispetto a qualsivoglia altra attività lavorativa svolta in un'impresa familiare per l'esercizio di una farmacia, da considerarsi a tutti gli effetti un'impresa commerciale a norma dell'art. 2336 c.c., comporta la iscrizione obbligatoria del collaboratore familiare all'Inps indipendentemente dalla iscrizione virtuale del farmacista titolare dell'impresa e già obbligato alla iscrizione alla propria cassa di categoria (Enpaf): ciò secondo un'interpretazione costituzionalmente adeguatrice degli art. 1 e 2 l. n. 613 del 1966 che tiene anche conto che altrimenti tale collaboratore familiare sarebbe del tutto privo di adeguata tutela previdenziale in evidente contrasto con l'art. 38 cost.

Corte appello Firenze sez. lav.  18 gennaio 2008 n. 81  

 



 
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