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Art. 2337 codice civile: Promotori

Sono promotori coloro che nella costituzione per pubblica sottoscrizione hanno firmato il programma a norma del secondo comma dell’articolo 2333.


Commento

Pubblica sottoscrizione: [v. 2333].


Giurisprudenza annotata

Giurisdizione

Difetta di giurisdizione il giudice amministrativo in tema di controversia riguardante una delibera di giunta comunale di revoca di incarico professionale. Il provvedimento che recide il rapporto professionale ha, infatti, natura di atto tipicamente negoziale, riconducibile all'esercizio del diritto potestativo di recesso di cui all'art. 1373 c.c., ovvero esercitato ai sensi dell'art. 2337 c.c., perché dal rapporto convenzionale nascono per le parti situazioni giuridiche di diritto soggettivo, legate ad una posizione paritetica contrattuale delle parti e, quindi, rientranti nella cognizione del G.O., il quale potrà, eventualmente, disapplicare gli atti assunti dal Comune.

T.A.R. Catania (Sicilia) sez. III  11 maggio 2004 n. 1262  

 

Il rapporto che si instaura tra un ente locale e il libero professionista incaricato di redigere il progetto di un'opera pubblica si configura come contratto di prestazione d'opera professionale con la conseguenza che tutte le controversie relative ai diritti ed obblighi derivati da tale rapporto rientrano nella cognizione del giudice ordinario; in particolare costituisce esercizio di un diritto potestativo di recesso di natura contrattuale, ai sensi dell'art. 2337 c.c. l'atto con cui l'ente "revoca" l'incarico.

T.A.R. Latina (Lazio)  28 maggio 1992 n. 451  

 

 

Promotori

Qualora fra i promotori di una società per azioni ed il sottoscrittore di una quota di capitale di essa intervenga un accordo, con il quale quest'ultimo si impegni ad eseguire determinate opere in favore della società medesima con compenso di portarsi in detrazione il debito derivante dalla sottoscrizione delle azioni, la mancata approvazione di tale accordo da parte dell'assemblea dei sottoscrittori comporta la caducazione anche del suddetto debito del sottoscrittore, ove risulti che l'accordo medesimo configuri l'accettazione di un conferimento in natura, mediante le opere da eseguire e costituisca pertanto, non un autonomo e distinto negozio, ma un atto del complessivo procedimento di costituzione della società.

Cassazione civile sez. II  21 giugno 1985 n. 3718  

 

Qualora, fra i promotori di una società per azioni ed il sottoscrittore di una quota del capitale di essa, intervenga un accordo, con il quale quest'ultimo si impegni ad eseguire determinate opere in favore della società medesima, con compenso da portarsi in detrazione del debito derivante dalla sottoscrizione delle azioni, la mancata approvazione di tale accordo da parte della competente assemblea dei sottoscrittori comporta la caducazione anche del suddetto debito, del sottoscrittore, ove risulti che l'accordo medesimo configuri l'accettazione di un conferimento in natura, mediante le opere da eseguire e costituisca, pertanto, non un autonomo e distinto negozio, ma un atto del complessivo procedimento di costituzione della società.

Cassazione civile sez. II  21 giugno 1985 n. 3718  

 



 
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