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Art. 2348 codice civile: Categorie di azioni

Le azioni devono essere di uguale valore e conferiscono ai loro possessori uguali diritti (1).

Si possono tuttavia creare, con lo statuto o con successive modificazioni di questo, categorie di azioni fornite di diritti diversi anche per quanto concerne la incidenza delle perdite (2). In tal caso la società, nei limiti imposti dalla legge, può liberamente determinare il contenuto delle azioni delle varie categorie (3).

 

Tutte le azioni appartenenti ad una medesima categoria conferiscono uguali diritti.


Commento

Azioni: [v. 2325]; Statuto: [v. 2328].

(1) Tale uguaglianza, tuttavia, deve sussistere solo all’interno di ciascuna categoria di azioni, in quanto è consentito alla società di creare categorie diverse di azioni (trattasi, quindi, come affermato in dottrina, di uguaglianza relativa).

(2) Novità di rilievo è rappresentata dalla possibilità di creare categorie di azioni atipiche, cioè con diritti diversi anche per quanto concerne l’incidenza delle perdite. È quindi legittima la creazione di azioni postergate nella partecipazione alle perdite, ipotesi che aveva in passato acceso un vivace dibattito in dottrina per la presunta violazione del patto leonino di cui all’art. 2265 o per il fatto che tali azioni attribuirebbero un vantaggio patrimoniale non compensato da alcun sacrificio sul piano dei diritti amministrativi.

 

(3) La concreta determinazione della natura, della misura e della stessa modalità di attuazione del privilegio varia a seconda delle circostanze. Pertanto, salva l’osservanza del limite costituito dal divieto del cd. patto leonino (art. 2265), il contenuto patrimoniale di tali azioni può essere liberamente determinato.


Giurisprudenza annotata

Società

La riscattabilità delle azioni può concretare anche l'unica caratteristica idonea alla creazione di una categoria azionaria: il concetto di "diritti diversi" contenuto nell'art. 2348, comma 2, c.c., si, riferisce a qualsiasi situazione giuridica soggettiva spettante al possessore delle azioni.

Tribunale Perugia  25 giugno 2008

 

È invalida la previsione statutaria della sospensione dall'esercizio del diritto di voto per il socio che eserciti attività concorrente con quella sociale, sia perché il socio non ha l'obbligo - nell'esercizio del voto - di perseguire l'interesse sociale, con il solo limite dettato dall'art. 2373 c.c. (che si limita a prevedere, in determinati casi, l'annullabilità della delibera e mai la sospensione dall'esercizio del voto), sia perché la sospensione dal voto non è consentita dall'art. 2351, comma 2, c.c. (che prevede solo l'astratta creazione di azioni "con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative", e non già la sospensione dal voto di azioni ordinarie) e viola l'art. 2348 c.c., non potendosi peraltro considerare caratterizzata dall'oggettività della valutazione la determinazione della sussistenza della concorrenzialità, che sarebbe sempre rimessa alla discrezionalità dell'organo amministrativo (vista anche la naturale assenza di tipicità delle condotte concorrenziali).

Tribunale Perugia  25 giugno 2008

 

Non è omologabile lo statuto di una società per azioni contenente una clausola che prevede la facoltà di emettere azioni privilegiate nella partecipazione alle perdite (nel senso che la partecipazione alle perdite viene postergata interamente rispetto alle azioni ordinarie) ed azioni privilegiate nel caso di liquidazione della società (nel senso che alle stesse spetta, con priorità rispetto alle azioni ordinarie, il rimborso di quanto residui del patrimonio sociale dopo il pagamento dei creditori sociali con esclusione del diritto di voto nelle assemblee ordinarie) ed, inoltre, attribuisce agli azionisti ordinari, in caso di riduzione parziale o totale del capitale per perdite, la facoltà di sottoscrivere, con preferenza sugli azionisti titolati delle azioni privilegiate, gli aumenti di capitale deliberati a seguito della riduzione, in quanto contrastante con il principio fissato dall'art. 2348, comma 2, c.c. il quale prevede la sola creazione di categorie di azioni fondate su diritti diversi, mentre la postergazione nelle perdite non è un diritto, ma un elemento essenziale nella struttura del fenomeno associativo.

Tribunale Udine  05 dicembre 1997

 

Nella società a responsabilità limitata è consentito istituire quote privilegiate, dotate di diritti ed obblighi particolari, ed in specie quote che siano postergate rispetto alle altre nella partecipazione alle perdite, non potendosi in ciò ravvisare nè una violazione del divieto del patto leonino, nè una deviazione dai connotati tipici di tal genere di società, nè una qualsiasi ragione di contrasto con l'interesse alla buona gestione della società medesima o con l'interesse dei creditori sociali. Occorre tuttavia che, in caso di aumento di capitale conseguente ad una precedente riduzione del capitale stesso per perdite gravanti sulle sole quote ordinarie, il diritto di opzione sulle nuove quote ordinarie emesse sino al ripristino della situazione precedente sia attribuito ai titolari delle quote ordinarie con preferenza rispetto ai titolari di quelle postergate.

Tribunale Trieste  02 giugno 1994

 



 
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