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Art. 2355 codice civile: Circolazione delle azioni

Nel caso di mancata emissione dei titoli azionari il trasferimento delle azioni ha effetto nei confronti della società dal momento dell’iscrizione nel libro dei soci.

Le azioni al portatore si trasferiscono con la consegna del titolo.

Il trasferimento delle azioni nominative si opera mediante girata (1) autenticata da un notaio o da altro soggetto secondo quanto previsto dalle leggi speciali. Il giratario che si dimostra possessore in base a una serie continua di girate ha diritto di ottenere l’annotazione del trasferimento nel libro dei soci, ed è comunque legittimato ad esercitare i diritti sociali; resta salvo l’obbligo della società, previsto dalle leggi speciali, di aggiornare il libro dei soci.

Il trasferimento delle azioni nominative con mezzo diverso dalla girata si opera a norma dell’articolo 2022 (2).

Nei casi previsti ai commi sesto e settimo dell’articolo 2354, il trasferimento si opera mediante scritturazione sui conti destinati a registrare i movimenti degli strumenti finanziari; in tal caso, se le azioni sono nominative, si applica il terzo comma e la scritturazione sul conto equivale alla girata.


Commento

 

Azioni: [v. 2325]; Azioni al portatore: [v. 2006]; Azioni nominative: [v. 2345]; Girata: [v. 2009]; Notaio: [v. 2296]; Giratario: [v. 2009]; Serie continua di girate: [v. 2023].

Titolo azionario: documento che rappresenta e incorpora la quota del socio ed i diritti inerenti a tale quota.

(1) La girata è la modalità di trasferimento più diffusa; è un atto unilaterale esteso sul titolo azionario che deve rispondere ai requisiti di forma previsti dagli artt. 2003 c.c.

 

(2) Cd. transfert. Trattasi di un particolare procedimento per il trasferimento dei titoli nominativi, in particolare dei titoli azionari, che si effettua mediante il contestuale cambiamento della doppia intestazione sul titolo e sul libro dei soci.

 


Giurisprudenza annotata

Circolazione delle azioni

Il giratario - anche se per girata fiduciaria - di un titolo azionario che risulti interamente liberato a norma dell'art. 2354, n. 4, c.c., non risponde a norma dell'art. 2356 c.c. dell'eventuale debito di apporto non apparente, dovendosi aderire al più recente orientamento della dottrina secondo cui l'obbligo di conferimento deve essere ricondotto ad un'assunzione negoziale del debito, collegata "ex lege" all'acquisto azionario, rispetto alla quale la conoscenza dell'acquirente è un antecedente necessario. (Riforma Trib. Milano, 13 febbraio 2008, n. 1806 )

Corte appello Milano  11 settembre 2012 n. 2998  

 

Non sono introducibili a maggioranza nello statuto di una società per azioni le clausole (di "drag-along" o di riscatto) che determinano la soggezione di un socio (socio "forzabile" o "riscattabile") all'altrui potere di provocare la cessazione del rapporto sociale, come nel caso in cui si attribuisca al socio o ai soci che possiedono almeno il 50% del capitale sociale il potere di alienare, contestualmente alla loro partecipazione sociale, anche quella degli altri soci allo stesso prezzo unitario e alle stesse condizioni, ed ancorché il socio "forzabile" possa esercitare il diritto di prelazione riconosciutogli dallo statuto.

Tribunale Milano  25 marzo 2011

 

La clausola di trascinamento (anche drag-along, bring-along, potere di covendita) risponde all'esigenza di consentire al "socio di maggioranza" disporre - in caso di negoziazione della propria partecipazione - dell'intero pacchetto azionario, così rendendo più facilmente negoziabile il passaggio di mano del controllo della società, non più limitato dalla presenza di partecipazioni (e poteri) di minoranza, destinate ad essere cedute unitamente al pacchetto di maggioranza ed alle stesse condizioni.

Tribunale Milano sez. VIII  24 marzo 2011

 

Il socio che intende esercitare il diritto di covendita, in caso di violazione dei propri obblighi verso il socio obbligato, subisce l'eccezione di inadempimento con la conseguenza che il socio obbligato non è tenuto a dare esecuzione all'obbligo di trasferimento ad un terzo.

Lodo arbitrale  29 luglio 2008

 

Il socio che intende esercitare il diritto di covendita ha un obbligo fiduciario nei confronti dell'altro socio, l'obbligo di far quantificare in denaro l'offerta e di non contrattare condizioni di proprio esclusivo vantaggio come la rinunzia alle azioni di responsabilità, che non sono verosimilmente richieste dal terzo acquirente).

Lodo arbitrale  29 luglio 2008

 

La clausola di covendita (cd. "drag along", in base alla quale il socio ha il diritto di procurare la vendita al terzo delle azioni dell'altro socio) i) non viola il principio di eguaglianza delle azioni appartenenti alla stessa categoria; ii) non è assimilabile al diritto di riscatto e non deve pertanto assicurare "ex ante" la certezza di una valutazione equa o non inferiore a quella garantita dalla norma sulla liquidazione delle azioni dei recedenti.

Lodo arbitrale  29 luglio 2008

 

Nel trasferimento di titoli azionari, l'adempimento delle formalità prescritte dall'art. 2022, comma 1, c.c. (c.d. transfert) non costituisce condizione di perfezionamento dell'acquisto o di produzione dell'effetto reale traslativo della proprietà del titolo, ma attiene alla fase esecutiva, certificativa e pubblicitaria del trasferimento, incidendo soltanto sulla legittimazione del nuovo socio; quest'ultimo, peraltro, pur non potendo esercitare alcun diritto sino a quando non si sia provveduto alle predette formalità (salvo quello di partecipare alle assemblee con le modalità previste dall'art. 4 l. 29 dicembre 1962 n. 1745), è pur sempre titolare del diritto di proprietà sul titolo, per il cui trasferimento non è quindi necessaria la redazione del c.d. fissato bollato, imposta per ragioni fiscali inerenti alla conclusione dei contratti di borsa, e non avente neppure una funzione surrogatoria o complementare rispetto all'esecuzione del transfert, ma solo di ulteriore documentazione di una cessione meramente consensuale.

Cassazione civile sez. I  24 giugno 2008 n. 17088  

 

L'inserimento nello statuto di una società azionaria di una clausola di prelazione non implica necessariamente l'esistenza di un sottostante patto parasociale di analogo tenore tra i soci, i cui vincoli obbligatori possano essere perciò soppressi o modificati solo col consenso di tutti i contraenti a prescindere dalle modificazioni statutarie deliberate a maggioranza dall'assemblea, occorrendo viceversa che l'eventuale stipulazione di un tale patto parasociale sia in concreto provatada chi la invoca.

Tribunale Milano  10 marzo 2006

 

Dal momento che la cessione di quote sociali, attuata in violazione della clausola di prelazione, contenuta nello statuto in favore dei soci di una società di capitali, non è affetta da nullità bensì da inefficacia, ne deriva che tale negozio non può essere opposto alla società e non costituisce titolo idoneo a dare al terzo cessionario la legittimazione a richiedere l'iscrizione al libro dei soci.

Tribunale Milano  09 novembre 2005



 
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