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Art. 2357 codice civile: Acquisto delle proprie azioni

La società non può acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato. Possono essere acquistate soltanto azioni interamente liberate (1) .

L’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea, la quale ne fissa le modalità, indicando in particolare il numero massimo di azioni da acquistare, la durata, non superiore ai diciotto mesi, per la quale l’autorizzazione è accordata, il corrispettivo minimo ed il corrispettivo massimo.

Il valore nominale delle azioni acquistate a norma del primo e secondo comma dalle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio non può eccedere la quinta parte del capitale sociale, tenendosi conto a tal fine anche delle azioni possedute da società controllate.

Le azioni acquistate in violazione dei commi precedenti debbono essere alienate secondo modalità da determinarsi dall’assemblea, entro un anno dal loro acquisto. In mancanza, deve procedersi senza indugio al loro annullamento e alla corrispondente riduzione del capitale. Qualora l’assemblea non provveda, gli amministratori e i sindaci devono chiedere che la riduzione sia disposta dal tribunale secondo il procedimento previsto dall’articolo 2446, secondo comma.

Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli acquisti fatti per tramite di societa’ fiduciaria o per interposta persona.


Commento

 

Azioni: [v. 2325]; Utili: [v. 2247]; Bilancio: [v. 2217]; Assemblea: [v. 2341ter]; Valore nominale: [v. 2346]; Capitale sociale: [v. 2327]; Riduzione del capitale: [v. 2303]; Sindaci: [v. 2621].

Riserva disponibile: fondo, creato dallo statuto o dall’assemblea, in cui vengono accantonati gli utili della società per garantire alla stessa i mezzi finanziari per il futuro. La società può liberamente disporne in qualsiasi momento.

Società controllata: società in cui un’altra società (in proprio o per mezzo di società fiduciarie o per interposta persona) dispone della maggioranza dei voti richiesta per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria o, società in cui un’altra società può esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria o, società che è sotto l’influenza dominante in virtù di particolari vincoli contrattuali.

Società fiduciaria: società il cui oggetto sociale è diretto all’amministrazione di titoli appartenenti a terzi, che peraltro non perdono l’effettiva titolarità degli stessi.

L’affidamento dei titoli alla (—) determina la creazione di una proprietà fiduciaria. La (—) è sottoposta a particolari controlli pubblici.

Interposizione di persona: si ha quando un soggetto appare (interposizione fittizia) o è titolare (interposizione reale) di una situazione giuridica che in realtà è in titolarità di un altro soggetto.

immutata.

(1) Il legislatore con questa norma è intervenuto per disciplinare il caso in cui la società acquisti azioni proprie.

L’acquisto può avvenire soltanto se ricorrono determinate condizioni e se sono rispettati i limiti stabiliti dalla legge. Perché tale operazione sia valida è necessario infatti che: a) sia rispettato il limite degli utili distribuibili e delle risorse disponibili; b) l’operazione sia autorizzata dall’assemblea; c) per le azioni da acquistare siano stati versati completamente i conferimenti dovuti in modo da evitare che la società, in seguito all’acquisto, diventi debitrice di se stessa.


Giurisprudenza annotata

Acquisto delle proprie azioni

Le azioni proprie devono essere computate nel quorum deliberativo, con l'effetto che deve vietarsi l'esecuzione della delibera assembleare di disporre di dette azioni, adottata dai soci di maggioranza relativa, quando la percentuale dei voti favorevoli sia inferiore alla maggioranza assoluta delle azioni rappresentate in assemblea, ivi comprese le azioni proprie.

Tribunale Milano  28 aprile 2012

 

Ai fini del rispetto dell'art. 2357, comma 3, c.c., la cifra del capitale cui deve farsi riferimento non è quella del capitale sociale meramente deliberato, bensì di quello effettivamente sottoscritto, al quale deve corrispondere il numero di azioni emesse (Conferma App. Perugia, 18 ottobre, 2004, n. 910)

Cassazione civile sez. I  20 gennaio 2011 n. 1361  

 

L'autorizzazione agli amministratori all'acquisto di azioni proprie, deliberata da una società per azioni trasformatasi dall'originario tipo di società cooperativa, non viola il disposto dell'art. 2357 c.c. allorché nel limite legale venga computata la riserva "fondo sovrapprezzo azioni" ex art. 2525, comma 2 (ora art. 2528, comma 2), c.c., iscritta nell'ultimo bilancio della società prima della trasformazione, e senza che sia necessaria l'approvazione di un bilancio straordinario post trasformazione al fine di renderla disponibile (Conferma App. Perugia, 18 ottobre, 2004, n. 910)

Cassazione civile sez. I  20 gennaio 2011 n. 1361  

 

In caso di trasformazione da società cooperativa a società per azioni la riserva da sovrapprezzo, iscritta nell'ultimo bilancio approvato, può essere utilizzata nell'acquisto di azioni proprie a norma del comma 1 dell'art. 2357 c.c., testo previgente in quanto riserva a carattere disponibile.

Cassazione civile sez. I  20 gennaio 2011 n. 1361  

 

La deliberazione assembleare di una società per azioni, trasformatasi dall'originario tipo di società cooperativa, che autorizzi gli amministratori ad acquistare azioni proprie non viola il disposto dell'art. 2357 c.c., allorché nel limite legale venga computata la riserva iscritta nell'ultimo bilancio della società prima della trasformazione come "fondo sovrapprezzo azioni", previsto dall'art. 2525, comma 2 (ora art. 2528, comma 2), c.c.; infatti tale riserva diviene disponibile per effetto dell'avvenuta trasformazione, che rende applicabili le norme in materia di società per azioni, con la conseguente disponibilità delle riserve da sovraprezzo quando ricorra la condizione richiesta dall'art. 2431 c.c.

Cassazione civile sez. I  20 gennaio 2011 n. 1361  

 

In caso di deliberazione assembleare con cui gli amministratori vengono autorizzati ad acquistare azioni proprie della società, nel calcolo dei limiti di cui all'art. 2357 c.c. vanno considerati tanto gli aumenti di capitale successivi all'ultimo bilancio approvato quanto la riserva da sovrapprezzo delle azioni, che, da indisponibile, diviene disponibile qualora la società si sia trasformata da cooperativa a s.p.a.

Cassazione civile sez. I  20 gennaio 2011 n. 1361  

 

L'art. 2357 c.c., nel porre il divieto, sia pure non assoluto, di acquistare o di detenere azioni proprie oltre il limite della decima parte del capitale sociale, a tal fine considerando anche le azioni possedute da società controllate, si riferisce non solo al controllo diretto, ma anche alle ipotesi di controllo di secondo grado o indiretto, realizzato per il tramite della partecipazione a catena di più società (sulla base del principio di cui in massima, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, la quale aveva dichiarato la nullità della delibera dell'assemblea di una società per azioni volta ad acquisire una posizione di controllo su una società che, per il tramite di una partecipata totalitaria, già deteneva azioni, oltre il limite consentito, della prima)

Cassazione civile sez. I  13 marzo 2003 n. 3722  

 

Il riferimento dell'art. 2357, comma 1, c.c. all'ultimo bilancio approvato va inteso con riguardo al contenuto contabile di quell'atto, senza implicare un vincolo alla disciplina applicabile alle varie poste di bilancio alla data della chiusura del bilancio o della sua approvazione.

Tribunale Perugia  22 dicembre 2000

 

Non è omologabile la delibera dell'assemblea straordinaria di una società per azioni che dispone la riduzione del capitale sociale mediante l'annullamento di azioni proprie, acquistate in precedenza dalla società nel rispetto della disciplina prevista dall'art. 2357 c.c., poiché configura una modalità di riduzione del capitale esuberante non riconducibile all'ipotesi tassativamente prevista dall'art. 2445 c.c. dell'eccedenza delle risorse rispetto al conseguimento dell'oggetto sociale e comporta la liberazione dal vincolo del capitale di risorse destinate allo svolgimento dell'esercizio sociale; in ogni caso, lo scopo perseguito dalla società non è realizzabile solo attraverso l'annullamento delle azioni proprie, potendosi, infatti, vendere le azioni proprie evitando una perdita patrimoniale gravante sulle riserve disponibili pari al prezzo ricavabile dalla vendita.

Tribunale Trieste  03 ottobre 1997

 

Le azioni proprie acquistate a norma dell'art. 2357 c.c. debbono essere valutate dagli amministratori in sede di redazione del bilancio annuale secondo prudente apprezzamento, ai sensi dell'art. 2425 n. 4, al pari degli altri titoli detenuti dalla società, senza che la prescritta iscrizione in bilancio di una riserva indisponibile di pari importo, possa in alcun modo affievolire tale obbligo o renderne irrilevante la violazione.

Cassazione civile sez. I  03 settembre 1996 n. 8048  

 

La sanzione civile conseguente alla violazione, da parte degli amministratori, del divieto di alienazione di azioni proprie di una società per azioni, previsto dal comma 2 art. 2357 c.c. (nel testo previgente alle modifiche introdotte dal decreto del Presidente della Repubblica n. 30 del 1986), consiste nell'annullabilità dell'atto dispositivo compiuto senza l'autorizzazione dell'assemblea (autorizzazione espressamente prevista dalla normativa introdotta con citato decreto presidenziale e confermativa della disciplina previgente), la quale può farsi valere solo dalla società e non dall'acquirente delle azioni, essendo la menzionata norma del codice civile dettata a tutela della società e dei soci.

Cassazione civile sez. I  01 aprile 1996 n. 3012  



 
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