Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2357-quater codice civile: Divieto di sottoscrizione delle proprie azioni

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Salvo quanto previsto dall’articolo 2357-ter, ((secondo comma)), la societa’ non puo’ sottoscrivere azioni proprie (1) .

Le azioni sottoscritte in violazione del divieto stabilito nel precedente comma si intendono sottoscritte e devono essere liberate dai promotori e dai soci fondatori o, in caso di aumento del capitale sociale, dagli amministratori. La presente disposizione non si applica a chi dimostri di essere esente da colpa.

Chiunque abbia sottoscritto in nome proprio, ma per conto della societa’, azioni di quest’ultima e’ considerato a tutti gli effetti sottoscrittore per conto proprio. Della liberazione delle azioni rispondono solidalmente, a meno che dimostrino di essere esenti da colpa, i promotori, i soci fondatori e, nel caso di aumento del capitale sociale, gli amministratori (2).

Commento

Sottoscrizione di azioni: [v. 2333]; Promotori: [v. 2333]; Socio fondatore: [v. 2328]; Aumento del capitale: [v. 2360]; Amministratori: [v. 2298].

(1) Il divieto è assoluto e ammette solo una deroga parziale, introdotta con la riforma del 2003, per l’esercizio del diritto di opzione sulle azioni proprie detenute dalla società.

(2) Il legislatore considera la sottoscrizione di azioni proprie un’operazione vietata e interviene così a disciplinare il caso in cui la società non rispetti tale divieto e sottoscriva le sue azioni.

 



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