Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2361 codice civile: Partecipazioni

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



L’assunzione di partecipazioni in altre imprese, anche se prevista genericamente nello statuto, non è consentita, se per la misura e per l’oggetto della partecipazione ne risulta sostanzialmente modificato l’oggetto sociale determinato dallo statuto.

L’assunzione di partecipazioni in altre imprese comportante una responsabilità illimitata per le obbligazioni delle medesime deve essere deliberata dall’assemblea; di tali partecipazioni gli amministratori danno specifica informazione nella nota integrativa del bilancio (1)(2).

Commento

Statuto: [v. 2328]; Oggetto sociale: [v. 2253]; Responsabilità illimitata: [v. 2291]; Obbligazioni: [v. Libro IV, Titolo I]; Assemblea: [v. 2341ter]; Amministratori: [v. 2298]; Bilancio: [v. 2217].

Partecipazione: si realizza quando una società sottoscrive, acquista o detiene azioni o quote di altra società.

Nota integrativa: documento che, insieme allo stato patrimoniale e al conto economico, costituisce parte integrante del bilancio d’esercizio. In essa sono contenute informazioni di natura contabile volte a rendere più chiaro e comprensibile il bilancio.

(1) Si tratta di una novità di grosso rilievo, in quanto si consente alle società di capitali, nel rispetto di tale disposizione, la partecipazione in società di persone, derogando ad un consolidato orientamento giurisprudenziale secondo il quale l’atto costitutivo della partecipazione di una società di capitali in società di persone doveva considerarsi nullo per violazione di norme imperative.

(2) La norma pone però un problema in merito allamministrazione delle società di persone quando tutti i soci risultino essere società di capitali. Il problema potrebbe risolversi per le società semplici e le s.n.c. ammettendo la possibilità che l’amministratore venga scelto tra i soci anche al di fuori degli amministratori della società di capitali partecipante.

Giurisprudenza annotata

Fallimento

È non manifestamente infondata la q.l.c. inerente l’interpretazione dell’art. 147, comma 5, l.f., oltre che di quella di cui all’art. 2361, comma 2, c.c., per contrasto con gli art. 3, comma 1, 24, comma 1, cost., nella parte in cui prevede che nel fallimento originariamente dichiarato nei confronti di una società di capitali, non consente l’estensione del fallimento ad una società di fatto tra la società originariamente dichiarata fallita ed altri soci di fatto, siano essi persone fisiche o altre società.

Tribunale Foggia sez. I  25 settembre 2014

 

È configurabile in astratto un fallimento di una società di fatto esistente fra società di capitali, e cioè senza che debbano necessariamente ricorrere le condizioni, di derivazione “formalistica”, dettate dall'art. 2361, comma 2, c.c., come modificato dalla riforma del diritto societario.

Tribunale Brindisi  07 gennaio 2013

 

La circostanza che la partecipazione di società di capitali a società di persone o ad imprese che comportino l'assunzione della responsabilità illimitata abbia avuto luogo in violazione dell'art. 2361 c.c. non implica l'inesistenza della società di fatto, la quale per sua natura esiste a prescindere dal rispetto dei requisiti formali.

Corte appello Catanzaro  30 luglio 2012

 

Poiché l'assunzione di partecipazioni in altre società costituisce tipico atto gestorio non rientrante tra le competenze della assemblea che l'art. 2361 comma 2, chiama unicamente a rimuovere un limite, previsto dalla legge, all'esercizio di tale potere degli amministratori, ai sensi dell'art. 147 l. fall. può essere dichiarato il fallimento in estensione di una società di capitali che di fatto ha assunto partecipazioni in società a responsabilità illimitata in difetto della autorizzazione della assemblea prevista dall'art. 2361 comma 2 c.c.

Tribunale Prato  13 novembre 2010

 

Ai sensi dell’art. 147 l. fall. il fallimento del socio illimitatamente responsabile in quanto tale ha come necessario presupposto il fallimento della relativa società. Una s.p.a. non acquista la qualità di socio illimitatamente responsabile di una società di fatto, qualora non abbia provveduto agli adempimenti di cui all’art. 2361, comma 2, c.c.

Corte appello Torino  30 luglio 2007

 

 

Società

Deve escludersi l'ammissibilità di una società di fatto partecipata da società di capitali, la quale presuppone le condizioni di cui all'art. 2361, comma 2, c.c.

Tribunale Mantova  30 aprile 2013

 

L'assunzione della veste di socio illimitatamente responsabile di una società di persone da parte di una società per azioni è in ogni caso subordinata all'assolvimento delle condizioni poste dal comma 2 dell'art. 2361 c. c. (delibera assembleare autorizzativa ed enunciazione della partecipazione nella nota integrativa).

Corte appello Torino  30 luglio 2007

 

Deve ritenersi preclusa la partecipazione "di fatto" di una società di capitali ad una società di persone, e ciò in quanto la mancanza della delibera di autorizzazione dei soci e della relativa notizia nella nota integrativa al bilancio (art. 2361 c.c.) integrerebbero una violazione dei diritti dei soci e dei creditori della società. (Nel caso di specie, il Tribunale ha respinto la richiesta di estensione del fallimento di una società a responsabilità limitata ad una società per azioni, istanza basata sull'assunto della partecipazione "di fatto" di tali soggetti ad una società di persone).

Tribunale Torino  04 aprile 2007

 

La società a responsabilità limitata può, al pari della società per azioni, partecipare ad una società di persone, essendo l'art. 2361, comma 2 c.c. applicabile in via analogica anche alle società a responsabilità limitata

Tribunale Torino  04 aprile 2007

 

Una società a base capitalistica non può far parte di una società a base personale (compresa anzitutto quella di fatto), atteso che ne risulterebbe una "figura ibrida" con un'inammissibile commistione fra i due regimi, soprattutto in relazione all'amministrazione dell'ipotizzata società e alla redazione dei bilanci; né può deporre in senso contrario il testo novellato dell'art. 2361 comma 2 c.c. non ancora in vigore all'epoca dei fatti di causa.

Corte appello Milano  25 maggio 2004

 

In tema di società di capitali, la deliberazione che implichi un mutamento sostanziale dell'oggetto sociale non richiede la forma dell'assemblea straordinaria, atteso che, come si evince dal collegamento dell'art. 2365 c.c. - che riserva all'assemblea straordinaria la competenza a deliberare sulle modificazioni dell'atto costitutivo - con il successivo art. 2436 - che disciplina il regime di pubblicità di siffatte deliberazioni - tale peculiare procedimento di formazione e di espressione della volontà sociale è richiesto solo quando si tratti di apportare vere e proprie modifiche al testo del contratto sociale (o dello statuto che ne forma parte integrante), della cui redazione aggiornata si impone il deposito nel registro delle imprese.

Cassazione civile sez. I  06 giugno 2003 n. 9100  

 



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