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Art. 2368 codice civile: Costituzione dell’assemblea e validità delle deliberazioni

L’assemblea ordinaria è regolarmente costituita quando è rappresentata almeno la metà del capitale sociale, escluse dal computo le azioni prive del diritto di voto nell’assemblea medesima. Essa delibera a maggioranza assoluta, salvo che lo statuto richieda una maggioranza più elevata. Per la nomina alle cariche sociali lo statuto può stabilire norme particolari.

L’assemblea straordinaria delibera con il voto favorevole di  più della metà del capitale sociale, se lo statuto non richiede una maggioranza più elevata. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio l’assemblea straordinaria è regolarmente costituita quando è rappresentata almeno la metà del capitale sociale o la maggiore percentuale prevista dallo statuto e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea.

Salvo diversa disposizione di legge le azioni per le quali non può essere esercitato il diritto di voto sono computate ai fini della regolare costituzione dell’assemblea. Le medesime azioni e quelle per le quali il diritto di voto non è stato esercitato a seguito della dichiarazione del soggetto al quale spetta il diritto di voto di astenersi per conflitto di interessi (1) non sono computate ai fini del calcolo della maggioranza e della quota di capitale richiesta per l’approvazione della deliberazione.


Commento

Assemblea ordinaria: [v. 2364]; Capitale sociale: [v. 2327]; Azioni[v. 2325]; Diritto di voto: [v. 2341bis]; Statuto: [v. 2328]; Assemblea straordinaria: [v. 2363]; Società che fanno ricorso al capitale di rischio: [v. 2325bis].

(Quorum) costitutivo: quota di capitale sociale che deve essere presente in assemblea perché questa possa iniziare i lavori regolarmente.

(Quorum) deliberativo: quota di capitale sociale che deve esprimersi in senso favorevole per l’approvazione di una delibera.

Conflitto di interessi: situazione nella quale viene a trovarsi un soggetto che, nel rapporto con altri soggetti o organismi cui partecipi, manifesti oggettivi motivi di contrasto, tali da rendere incompatibile la funzione da lui rivestita con gli scopi programmati e perseguiti in comune con tali soggetti.

(1) Ad es., è in conflitto di interessi il socio che, in relazione ad una determinata delibera, sia portatore di un interesse estraneo alla società: in tali casi il socio non può esercitare il diritto di voto.


Giurisprudenza annotata

Costituzione dell'assemblea, validità delle deliberazioni

Il socio moroso di s.r.l. ha diritto di intervento in assemblea e deve essere computato per il calcolo del quorum costitutivo, ancorché la sua presenza non debba essere computata per il calcolo della maggioranza, e della quota di capitale richiesta per l'approvazione delle deliberazioni, in quanto è da ritenersi applicabile in via analogica alle società a responsabilità limitata l'art. 2368 comma 3 c.c.

Tribunale Bari sez. IV  15 luglio 2013

 

Le azioni proprie devono essere computate nel quorum deliberativo, con l'effetto che deve vietarsi l'esecuzione della delibera assembleare di disporre di dette azioni, adottata dai soci di maggioranza relativa, quando la percentuale dei voti favorevoli sia inferiore alla maggioranza assoluta delle azioni rappresentate in assemblea, ivi comprese le azioni proprie.

Tribunale Milano  28 aprile 2012

 

Nelle società in accomandita per azioni la revoca degli amministratori può essere disposta solo se deliberata con il voto favorevole di tanti soci che rappresentino più della metà del capitale sociale (arg. ex. art. 2456 e 2368 comma 2 c.c.), mentre l’azione di responsabilità può essere votata con le maggioranze previste per l’assemblea ordinaria.

Tribunale Milano sez. VIII  14 agosto 2010

 

Il presidente dell'assemblea di società per azioni, nell'esercizio del potere di interpretare l'esito della votazione, può e deve escludere dal computo dei voti validi quelli potenzialmente pregiudizievoli per la società espressi dai soci in conflitto di interessi ed è a ciò legittimato in forza dell'applicazione analogica dell'art. 2368, comma 3, c.c.

Collegio arbitrale  02 luglio 2009

 

La proclamazione segna il termine dell'iter procedimentale della deliberazione assembleare, relativamente ad ogni singola proposta su cui i soci sono chiamati ad esprimersi, onde non è consentito, nel corso della medesima assemblea, procedere ad una seconda votazione sulla stessa proposta, salvo che in presenza di specifici e accertati vizi della precedente votazione, che ne legittimano la rinnovazione, ma sempre che nel verbale ne sia dato puntualmente atto. Cassa App. Roma, 8 ottobre 2002

Cassazione civile sez. I  24 aprile 2007 n. 9909  

 

Perché l'organo assembleare possa intendersi validamente costituito occorre verificare che l'elemento indefettibile della fattispecie, vale a dire la presenza dei soci nell'adunanza, possieda i requisiti di rappresentatività stabiliti dagli art. 2368 e 2369 c.c. e che il relativo diritto di intervento risponda alle condizioni dell'art. 2370 c.c.

Corte appello Milano  31 gennaio 2003

 

Nelle società cooperative dove vige il principio mutualistico, l'atto costitutivo può stabilire le maggioranze necessarie per le deliberazioni senza alcun limite, a norma dell'art. 2532 c.c., e dunque in deroga a quanto disposto dagli art. 2368 e 2369 c.c. Il "quorum" deliberativo dell'assemblea straordinaria deve calcolarsi sul numero dei soci presenti e votanti (computandosi nel calcolo sia coloro che hanno votato favorevolmente o sfavorevolmente, sia coloro che si sono astenuti) non tenendo conto di quelli allontanatisi dalla riunione.

Tribunale Brindisi  13 gennaio 2000

 

L'assemblea di società di capitali, con la maggioranza "qualificata" di cui agli art. 2368, 2369, 2470 e 2486 c.c., può deliberare la trasformazione in società di persone, salva la facoltà del socio dissenziente di uscire dalla compagine sociale.

Cassazione civile sez. I  27 maggio 1999 n. 5173

 

Il conflitto di interessi rilevante ai sensi degli art. 2373 e 2368 comma 2 c.c., non si concreta semplicemente quando l'operazione societaria risulti dettata da un interesse della maggioranza dei soci, essendo invece indispensabile che questo interesse contrasti con quello della società, risolvendosi in un danno della stessa.

Tribunale Milano  13 maggio 1999



 
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